Stoker

Mondello senza – di Andrea Accardi

mondello

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La liberazione della spiaggia estiva
sarà rapida e indolore.
Faranno lo sgombero delle cabine azzurre
rimuoveranno il ciarpame e le bottiglie
e i panfili di ogni colore
in lungo e in largo.
Si fermerà la musica isterica
insieme alle convulsioni della gente.
Svanirà di colpo ogni barriera
tra le reflex e l’orizzonte.

Mondello è così che devi immaginarla
gli ex-bagnanti allineati col cappotto
simili ad alberi in marcia
il pienone diventato assenza
maltempo, vacanza.

«Ho sognato che una nave arrivava da lontano
sbandando tra le secche e i tifoni
la stiva carica di casse di terra
il capitano stecchito e legato al timone.
La guardavamo dalle terrazze
come si guarda un temporale
scambiandoci pareri sul cibo e sul calcio.
Era come un problema che non ci riguarda
come il desiderio infelice di un altro»

Ma è sempre di altri il desiderio nostro
altrui e altrove, sempre sottratto
sempre alterato, e come gli altri
mente, o non sa, e quindi non dice
non parla dell’ansia che costa viaggiare
del freddo e del caldo, della fatica
di salire sopra una scala
ostinatamente abbellisce e semplifica il mondo
tralascia la realtà, la salta a piedi pari
non sbatte sugli spigoli
non soffre di emicrania
non si ammala di abitudine.
Non dice soprattutto
che non si può avere tutto
e tutto pretende inutilmente per sé.

Anche Mondello è vuota e incolmabile
un fossato di tempo, un bordo scivoloso.
Continuamente manchiamo e siamo mancati
ci priviamo e veniamo privati
della nostra immagine allo specchio
vista come in movimento e controluce
dentro esistenze soltanto abbozzate
e abbozzate male, senza crederci troppo.
Nascono così le ville liberty infestate
i fantasmi sopra il mare.

Cos’altro posso elencarti?
Le docce all’aperto, i balconi sulla piazza
una colazione d’inverno, un cavallo sulla spiaggia
le stelle di Capo Gallo, e il vento che ogni tanto
apre buchi nella sabbia e nell’acqua.

Sono come i crateri sulla luna, Orlando
pieni di cianfrusaglie e cose scordate.
Tu adesso sei tornato davvero
ma per noi che restiamo tornare non basta
(ammesso che sia ritorno
questo continuo confondere il rovescio
col dritto, il passato col giorno).

Non si può controllare tutto
prima o poi te lo avrei detto.
La lotta dell’io col suo contrario
in fondo in fondo è causa persa
e Mondello lo insegna
come qualunque altro posto.
Non si trova sempre una ragione
dietro ogni nostra parola o gesto.
Non è il senno che ci manca
ma tutto il resto.

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