Stefano Vitale

Stefano Vitale, dalla raccolta inedita “Lo stato dell’arte”

Dalla raccolta inedita Lo stato dell’arte (2018)

 

PROLOGO

Ascoltare il caos
nell’aperta voragine dei pensieri
senza direzione né rassegnazione
cercando riparo nella nicchia del caso
riflesso d’un più vasto supposto destino
che tarda a venire altrove impegnato
e tutto si riavvolge
in quel che era e ancora sarà
affinché s’accenda un lume paziente
nel tempo lento d’una sarabanda.

 

Il disordine ci assedia
scava una trincea
sotto i nostri passi
gesti incerti arrancano
sulla salita delle ore scivolano
sul ghiaccio delle improvvise
decisioni, sconclusionato mescere
di spostamenti d’aria nel terremoto
che avvolge lo sguardo
che tenta di raccogliere i pezzi
del nostro profilo
che vorremmo ancora
intero, ancora per poche ore,
per favore.

 

Restiamo prigionieri dei confini
qui tracciati, avvinti al nostro corso
nell’immobile andatura
d’una strada sdrucciolevole e sconnessa
smarriti tra buche e fossi
anche solo per scommessa.
Ma siamo questa terra
mossa da passi nervosi
da corse sciancate, risucchiati nell’aria
respirata avidamente e tramandata
di molecola in molecola
sino a ricongiungersi con l’altra parte di noi
nascosta tra i terrazzi d’un paese sconosciuto
tra le dune d’una spiaggia
lontano da quel che siamo
né mai conosceremo. (altro…)

Stefano Vitale, La saggezza degli ubriachi

 

Stefano Vitale, La saggezza degli ubriachi. Poesie. Prefazione di Alfredo Rienzi, La Vita Felice, Milano 2017

La saggezza degli ubriachi di Stefano Vitali è libro scritto avendo ben presente un crescendo di innegabile effetto, sia dal punto di vista della resa poetica, sia dal punto di vista del legame con l’arte spirituale per eccellenza, la musica.
Se, infatti, nelle prime sezioni, l’assunto – limpidamente dichiarato nei versi finali della seconda poesia della raccolta – oscilla nella resa tra gli estremi, da un lato, di un linguaggio aforistico, strutturato da un anaforico “così” (con duplice funzione introduttiva, sia di conseguenze logiche sia di similitudini), e di aperture, dall’altro di squarci lirici, con abbinamenti attributo-sostantivo che mostrano  (ritengo che il tributo sia intenzionale) un debito alla tradizione poetica occidentale attraverso i secoli – e il titolo della seconda sezione, Guerre civili, mostra nella doppia valenza dell’aggettivo il debito e insieme il disagio della civiltà – già nella quarta sezione, Dal terrazzo (ma con un significativo anticipo nell’ultima poesia della terza sezione, Punti di vista), lo sguardo si innalza ad abbracciare cieli e territori più ampi.
Con lo sguardo,  anche i versi prendono il volo e diventano testi di sicura presa e di espressione poetica felice: Mi parla di sé la sera, Polena per caso, Tu sei traccia di deserto, L’alba è dei corvi ne sono una prova convincente.
Ma sono le poesie di Moments musicaux a portare il crescendo all’apice, ché i brani musicali dai quali prendono l’avvio non sono semplici occasioni, ma il necessario, direi indispensabile, nutrimento per trovare, intonare, modellare la voce poetica.

© Anna Maria Curci

Una scelta di poesie da La saggezza degli ubriachi è stata pubblicata su Poetarum Silva qui.

PoEstate Silva #46: Stefano Vitale da “La saggezza degli ubriachi”

 

Viviamo tra le ombre
talpe senza orientamento
scriviamo parole invisibili
su una lavagna trasparente
col sangue delle nostre vite
misuriamo il perimetro del buio
tracciamo i confini del nostro continente
ascoltando il gracchiare d’una persiana
il tintinnare di un bicchiere
cercando l’esatto bagliore
di un istante già dimenticato.

 

Così giriamo in tondo
ritti sulla nostra rotta
di un viaggio storto in cerchi di giostra.
Nuvole basse e grigie
ci accompagnano da lontano
ventre d’acqua che ci ha generato
e dove torneremo svaporando
rapidi e silenziosi
come questo sangue scuro
che intanto macina nelle nostre vene
e agita le nostre sere.

(altro…)