Sottomissione

Poesie per l’estate #52: Michel Houellebecq, La possibilità di un’isola

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

 

La possibilité d’d’une île (poèsie)

“Ma vie, ma vie, ma très ancienne,
Mon premier vœu mal refermé
Mon premier amour infirmé
Il a fallu que tu reviennes.

Il a fallu que je connaisse
Ce que la vie a de meilleur,
Quand deux corps jouent de leur bonheur
Et sans fin s’unissent et renaissent.

Entré en dépendance entière
Je sais le tremblement de l’être
L’hésitation à disparaître
Le soleil qui frappe en lisière

Et l’amour, où tout est facile,
Où tout est donné dans l’instant.
Il existe, au milieu du temps,
La possibilité d’une île.”

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*

La possibilità di un’isola

 

Vita mia, vita mia, mia antichissima vita,
mio primo voto mal richiuso,
mio primo amore infirmato,
sei dovuta ritornare.

Ho dovuto conoscere
ciò che la vita ha di migliore,
quando due corpi gioiscono della loro felicità
e si uniscono e rinascono senza fine.

Divenuto totalmente dipendente,
conosco il tremito dell’essere,
l’esitazione  a sparire,
il sole che colpisce al limitare

e l’amore in cui tutto è facile,
in cui tutto è dato nell’attimo;
esiste in mezzo al tempo
la possibilità di un’isola.

(Traduzione di Fabrizio Ascari)

Sottomissione – Michel Houellebecq. Una nota critica

sottomissione

Quando tornai in facoltà per fare lezione ebbi per la prima volta la sensazione che potesse succedere qualcosa; che il sistema politico nel quale mi ero abituato a vivere fin dall’infanzia, e che da un bel pezzo si stava palesemente incrinando, potesse esplodere di colpo. Non so esattamente cosa mi diede quest’impressione.

Leggendo Sottomissione, l’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, Trad. di Vincenzo VegaBompiani, 2015, mi è tornato in mente il film L’invasione degli ultracorpi: il lento penetrare all’interno di una piccola comunità di una specie aliena che si mimetizza e si sostituisce agli abitanti. Lo ammetto, è un’associazione un po’ bizzarra, ma se la fantascienza degli anni ’50 era una metafora della paura dei Rossi che angosciava la società americana, l’associazione si fa meno bislacca. (altro…)