Soffiati via

Una frase lunga un libro #42: Vito Bonito, Soffiati via

soffiati

Una frase lunga un libro #42: Vito Bonito, Soffiati via, Il ponte del sale, 2015, € 15,00

.

da bambina
seduta nel sangue
volevo sapere
cosa resta dei morti

alle manine che uccido
ora chiedo

cosa resta di me
che cosa non torna
mai più

Come fosse un racconto

Chi sono i bambini? Quelli di Bonito e poi tutti i bambini? E gli umani? Mi faccio queste e altre domande, mentre ripongo in libreria,  dopo la terza, quarta lettura, Soffiati via. Mi sono venuti in mente altri bambini, bambini reali e particolari, i bambini dei racconti di Silvina Ocampo (penso soprattutto a Un’innocente crudeltà, La nuova frontiera, 2010, traduzione di F. Lazzarato). I bambini di Ocampo sono fantasiosi più che mai, sono crudeli, sono sovvertitori di regole. Bambini che inventano, bambini che volano, bambini che imprigionano gli adulti in salotto, bambini che ammaliano altri bambini, bambini che dettano le regole del gioco e che del gioco fanno tutto il reale. I bambini della scrittrice argentina sono prossimi alla dimensione del sogno, ma sono reali. I bambini di Bonito sono Bonito stesso, e poi non sono, non possono essere, non saranno. Questi bambini sono prima della nascita, prima che il corpo cresca, prima che i pezzi si incastrino. Questi bambini sono oltre la morte, dove e quando tutto è già accaduto, dove niente è accaduto, perché niente accade. I bambini sono, poi, gli adulti, sono i vecchi, e in quanto tali destinati alla non esistenza. Sono di un’altra dimensione, dove vige l’innocenza e dove essere innocenti non è concesso. Si può scrivere in questo modo per raccontare uno dei libri di poesia più interessanti dell’ultimo anno, bisogna dimenticare qualche regola da recensore e tentare un racconto, provando a immaginare ciò che il poeta ha immaginato, lasciando spazio a ciò che ha voluto che il lettore vedesse.

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Anteprima di “Soffiati via” – di Vito M. Bonito

di Vito M. Bonito

[Esce in questi giorni il nuovo libro di Vito M. Bonito, Soffiati via, per Il ponte del sale. Qui un estratto della silloge.]

bonito

*


le vere persone diluite
avvengono all’alba

fanno a pioggia
i respiri

cadono a mille
dal cielo
a scintille


*


nostra luce
opaca e nostra

chi rimane cosa rimane

più pura umana
cosa

benedizione
selezione
soluzione
salvezza
macellazione


*


allora una
due tre
quattro solo tre
al bisogno
massimo quattro

in cauda miniàs non pregare
cinque non dire
dimentica l’aria
arrenditi all’ira

quattro ogni notte
sempre ogni notte
pediatrica dose
pediatrica morte


*


un velo liquido
fino all’estasi

trafitta
confusa

brace umana

superinfusa