Sleep

I poeti della domenica #260: Amelia Rosselli, ah così pensavi che avresti trovato la felicità

.

ha so you had thought you would have found felicity
at the corner drug-
store, and are once more deluded, o you who wait
timelessly at the fountain and are shoved
back into your own
lair. nevermore nevermore do we say upon
each division from
glory, nevermore shall we illude our senses our very
essence, that again the blood might run flesh upon the white
block. Bring in your heavy load of dry herbs bring
in your pain and keep it frozen to your own
essence, it might shind itself into
white light, if you but
dig into it.

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Poeti della domenica #8: Amelia Rosselli, stand still and think: till all agony has

Rosselli-A

stand still and think: till all agony has
me bethink: you are a friend, truly friend
shimmering in the light.

pause now on a brink: till all the agony has
poured its slender self down, this hill which
is my belief you think: to hell’s care, this

her bright new face, her turnip hands, her
defenceless smile, or her two-lipped smirk

which rows a boat a thousand miles.

*

non ti muovere e pensa: finché l’agonia mi
fa pensare: sei un amico, davvero un amico
baluginante di luce.

fermati ora sull’orlo: finché l’agonia non
si sarà versata, esile, questa collina che
è la mia fede tu pensi: all’inferno, questa

sua nuova faccia chiara, le sue mani di rapa, il
suo sorriso inerme, o il suo sorrisetto a due labbra

che rema una barca per mille miglia.

Amelia Rosselli, poesie escluse da Sleep in Poesie non riunite in volume, I Meridiani, Mondadori, 2012, trad. a cura di Emmanuela Tandello

Le cronache della Leda #29 – Il neon, la Luisa e Amelia Rosselli

Neon blu

Le cronache della Leda #29 – Il neon, la Luisa e Amelia Rosselli

La Luisa si è sentita male in piena notte, un infarto. Me lo ha detto la Wanda telefonandomi all’alba. La Wanda, però, non se la sente di venire all’ospedale, quando ci entra, di solito, sviene. L’Adriana dice che non ce la fa a vedere la Luisa così. Così come mi domando, se ne sappiamo poco o nulla. Sappiamo, però, che è in rianimazione. Comunque quelle due mi hanno fatto arrabbiare. Ho detto all’Adriana «Guarda che la Luisa non è mica morta.» Sono andata a trovarla da sola. L’ospedale sta appena fuori dal centro, sono uscita di casa alle due, si può entrare alle tre. Ho preso la bicicletta e immediatamente ho pensato alla Luisa, che mi direbbe che non è mica il caso di andare in bicicletta con i primi freddi, mi direbbe che rischio di ammalarmi. Pedalavo e mi scendevano le  lacrime. Allora pedalavo più forte come quando ero in ritardo per la prima lezione del mattino. Mai arrivare dopo gli studenti, mi dicevo. Arrivavo a scuola rossa in viso e, con ancora il cuore in gola, interrogavo per calmarmi.
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