Silvia Bellucci

Premio Ciampi 2014: Francesco Targhetta e Petr Hruška

PREMIO CIAMPI – VALIGIE ROSSE
2014

ciampi

Con la quinta edizione del Premio, la collana Valigie Rosse Poesia abbandona felicemente la stagione della sua «infanzia» e raggiunge l’importante tappa di dieci libri pubblicati.
La sensazione di incipiente maturità, naturalmente, non deriva soltanto da uno sguardo retrospettivo su quanto si è fatto con un entusiasmo ripagato dall’attenzione che i nostri libri hanno suscitato, ma anche dalle prospettive future, dal ritrovarsi già al lavoro per l’allestimento delle future edizioni 2015 e 2016 che, sul versante della poesia straniera, saranno dedicate rispettivamente alla Svizzera e alla Romania.
La «credibilità» del Premio, conquistata passo dopo passo mediante scelte indipendenti e proposte sempre all’insegna del dialogo, aperte con curiosità e passione al diverso da sé, ci sta offrendo la possibilità di collaborazioni sempre più articolate, che danno vita a progetti di sempre più ampio respiro.
La collezione di plaquettes di autori italiani si arricchisce quest’anno della brillante voce di Francesco Targhetta – già autore di Perciò veniamo bene nelle fotografie (Isbn, 2012), romanzo in versi su un’epoca precaria – che con tagliente leggerezza attraversa le nebbie della provincia settentrionale, in cerca di una lampadina che rischiari almeno lo spazio di una stanza se non proprio un paesaggio. Le fotografie artistiche di lampadari che accompagnano il libro scandiscono proprio questa ricerca, inespressa ma sempre velatamente presente, mentre fruga meticolosa nella sera che filtra «nei conventi, nelle anime, nelle banche». (altro…)

A proposito di “Cimettolafaccia” di Costanzo Ferraro

Come ho incontrato Costanzo Ferraro

di Valerio Nardoni

cimettolafaccia

Sono andato appena adesso a controllare su Facebook: era il 9 aprile del 2013 quando il mio amico Gianni Calcagno (Software Engineer) mi ha contattato per dirmi che un suo collega affetto da SLA aveva scritto insieme alla sua Compagna (Silvia Lavalle) un libro, e che stava cercando un editore. Titolo: Cimettolafaccia. Sottotitolo: biografia spastica politicamente scorretta. Chiunque conosca un minimo l’ambiente avrà già capito quali potessero essere le mie riflessioni in merito. La prima, naturalmente, che Valigie Rosse non è un editore, ma una “collezione di libri”, così noi la chiamiamo. Nel senso: non abbiamo soldi. La seconda, un riflessione molto più rapida: una autobiografia. La terza, ugualmente stringata: di un ingegnere. Prima di arrivare al “politicamente scorretto”, però, un altro ingrediente che può indurre forti pruriti per attacco virale da autecelebrazionismo fuori controllo, ho tentato di non giudicare, di tornare al messaggio di Gianni, che, senza problemi, mi diceva che il libro lui non l’aveva neppure letto e che me lo mandava esclusivamente sulla garanzia della persona: “grande cervello, grande persona e grande lottatore”, che di sicuro non si era messo a scrivere un libro tanto per non aver nulla da fare.
Scoprirò solo diverso tempo dopo che Costanzo, a causa della sua malattia, non solo non sarebbe stato neppure fisicamente in grado di impugnare una penna e scriverlo, ma che anche solo per dettarlo doveva averci messo una vita. Fra il dire e il fare ci sono molte cose, ma come si fa, in queste condizioni a sostenere un esame scritto di telecomunicazioni? Tutto può essere.
Effettivamente, all’epoca, Valigie Rosse stava per aprire la sua collana di prosa, Gli asteroidi, dedicata a libri scritti fuori dalle regole. Il primo libro, Il bambino mammitico, era il frutto di due anni di lavoro insieme ad un ospite del Centro Residenziale Franco Basaglia che raccontava i suoi anni di musica e chiese occupate nella Pisa degli anni 70, prima della sua malattia. Per la presentazione del libro sarebbe venuto persino Claudio Lolli, che aveva letto il libro e che l’aveva trovato di un valore generazionale.
Prendo il file del libro di Costanzo: un impaginato da spaventare il più accanito dei lettori, un fiasco sicuro. Ripenso a Gianni: “Personalmente non l’ho ancora letto, ma conoscendolo son sicuro che ha fatto un lavoro particolare e interessante”. Perché mi dice così? Avevo anche la congiuntivite, un mal di testa orrendo. Inizio a leggere. Continuo a leggere. Goccioline, tachipirine, qualunque cosa: finisco di leggere, scrivo a Gianni: “Già finito… UNA BOMBA!!! Meraviglioso, incredibile, ho pianto, ho riso, tutto!” Poi telefono subito al Cama (Tiziano Camacci, direttore della allora nascente collana): “Cama ho trovato un libro per Gli asteroidi, dobbiamo pubblicarlo per forza”.
“Ma non ci s’ha una lira?”
“Io sono disposto a prostituirmi purché questo libro venga pubblicato”.
Cimettolafaccia non solo racconta col coltello una storia incredibile, non solo la mente chiusa in un corpo che non funziona ha creato pensieri così potenti da farlo muovere da Capri fino a Pisa in carrozzina, ma il libro è persino… BELLO. Scoprirò solo molto dopo che questa bellezza viene da Silvia, ma d’altra parte i miracoli li fa solo l’amore, c’è poco da fare, è sempre stato così.
Sono certo che chiunque leggerà questo libro si troverà a cantare (con la voce di Ginevra di Marco) la Malarazza di Modugno: ti lamenti ma che ti lamenti pigghia lu bastone e tira fora li denti…

P.S.
Poi alla fine non mi sono prostituito, il nostro foundraiser ha messo in piedi una campagna di finanziamento dal basso e molti amici ci hanno aiutato a pubblicare il libro preacquistandone una copia. Valigie Rosse, lo ripeto, è una collezione di libri no profit, non prevede rimborsi per nessuno e non ha prezzi di copertina, i conti sono in pari e ogni acquisto va direttamente nel maialino per il libro successivo.