Santoliquido poesie inedite

Amore e Morte nelle liriche di Vito Santoliquido (di Luca Cenacchi)

10568874_10203305276645382_4260994193966908499_nQuando ho letto per la prima volta le poesie di Vito Santoliquido […] la sensazione provata è stata una certa familiarità non tanto per la facilità, quasi prepotente, con cui l’autore riesce ad avvicinare la sua poesia al lettore, ma per gli echi letterari riemersi durante la lettura che, seppur siano ben definiti, non riescono mai a riassumere, nell’etichetta corrispondente, la totalità della poetica dell’autore il quale presenta, dunque, uno stile ben equilibrato tra debiti verso la letteratura e ca­rattere inedito.
Già ospite di Poetarum Silva, di lui è stato sottolineato il carattere visivo unito a un proficuo laboratorio verbale, nonché una certa Sehnsucht.[1]
Intuizioni esatte, con cui concordo, e mi permetto di suturare con una personale intuizione, sperando si ri­veli altrettanto corretta.
Quel che mi sembra fondante della poetica di Santoliquido è un “surrealismo barocco”, detto con tutte le precauzioni della situazione, la cui modulazione e slancio timbrico resta in equilibrio fra pose romantico-decadenti ed eroiche che impediscono, dando dignità allo stile, di scadere nella leziosità invertebrata tipica del barocco amoroso.
Le soluzioni stilistiche sono differenti, ma credo si possa asserire che il laboratorio verbale ardito incoraggi quella giustapposizione di realtà differenti, cara al surrealismo,[2] mediato da un io lirico prominente la cui coscienza e gusto è profondamente italiana, il quale squassa con scarti repentini il procedere delle poesie, ma andiamo con ordine.
Sin da subito, sfogliando le pagine virtuali di “Le sommeil interrompu” – blog dell’autore – si può attestare un dialogo io/tu, il quale funge da tessuto delle poesie, in cui si dipana una versificazione di medio/breve portata il cui ritmo vorticoso, velocizzato dall’uso serrato di inarcature, tenta sempre di sorprendere il re­spiro del lettore con le sue pause inaspettate e disorientanti, non sempre sulla battuta. (altro…)