roberto freak antoni

A Bologna se ne vanno tutti (un saluto a Roberto Freak Antoni

foto di Achille Jachetti (www.jachetti.info)

Si potrebbe definire Roberto “Freak” Antoni uno tra gli artisti più sottovalutati in Italia. In un paese che ha la forma di scarpa, dominato dai tanti talent e dai pochi talenti, l’artista bolognese faceva parte di quell’avanguardia che sul finire degli anni settanta diede una scossa alla città bolognese.

Figlio della rivoluzione studentesca del ’77, amico fraterno di Andrea Pazienza, con i suoi Skiantos fu il primo in Italia a mischiare il punk-rock con il demenziale, usando il suo sarcasmo per raccontare cose che in altri modi non si sarebbero potute dire.

La sua ironia, sottile e irriverente, era (è) sinonimo di un’intelligenza spesso non compresa. Sempre sulla cresta dell’onta, dopo trentacinque anni di grandi insuccessi aveva lasciato lo scorso anno gli Skiantos, per dedicarsi a un progetto solista insieme alla compagna Alessandra Mostacci.

Ci mancherai, caro Freak; anche se siamo e restiamo un pubblico di merda.

@ Marco Annicchiarico

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DISFORICA UNO

4 maschere sedute
a un tavolo d’osteria
recitano il loro delirio consunto
Risate opache straziano l’anima
Sapevi che ho avuto un esaurimento nervoso, ma
mi sono completamente ripreso???
Non capisco dove appoggiare il mio mondo
né quale sia il mio posto
Stringo tra le labbra
l’ultima bestemmia.
Adesso dormo. Addio.
Lasciami i soldi dell’affitto
Sono talmente afflitto che
mi resta
intollerabile
il dolore.
Quando parte
l’ultimo treno
X Rovigo???
Mamma
perdonami.

dedicata ad Andrea (“Pompeo”) Pazienza

(da: Roberto “Freak” Antoni, Non c’è gusto in Italia a essere intelligenti (seguirà il dibattito), Feltrinelli, Milano 1991, p. 52)

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A Bologna se ne vanno in troppi
sotto un cielo che sta a metà
com’è e come potrebbe essere

a Bologna se ne vanno in tanti
dalle tegole dei tetti, dalle scosse,
dai portici che non reggono più

niente e niente è come dovrebbe
essere a Bologna strada Maggiore
o alla Certosa. Non sono un duro

diceva la canzone, allora piango
il fatto è che non ho mai fumato
avessi imparato due tiri li farei.

(GM)