Richard Ford

#Unafraselungaunlibro: i primi 50 numeri

Amsterdam - foto di Anna Toscano

Amsterdam – foto di Anna Toscano

Una frase lunga un libro è arrivata alla cinquantesima puntata, questo post che riepiloga tutti i numeri è per festeggiare e ringraziare i lettori, gli scrittori, i traduttori e gli editori. Grazie, vi aspetto per il numero 51, tra una settimana.
Gianni Montieri

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n. 1  Silvina Ocampo, La promessa

n. 2 John Williams, Stoner

n. 3 Bernard Malamud, L’uomo di Kiev

n. 4 Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili

n. 5 Joyce Carol Oates, Sulla boxe

n. 6 Robert McLiam Wilson, Eureka Street

n. 7 Robert Seethaler, Una vita intera

n. 8 Massimo Zamboni, L’eco di uno sparo

n. 9 Josephine W. Johnson, Il viaggiatore oscuro

n. 10 Mario Benedetti, Grazie per il fuoco

n. 11 Emma Reyes, Non sapevamo giocare a niente

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Festivaletteratura: Finale #FestLet

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Sembrerebbe che quest’anno, almeno in base al colore, se io scendessi sul campo di calcio potrei soltanto ammonire. Invece nulla è cambiato rispetto al rosso-espulsione del pass precedente. Certo, ho avuto il coraggio di attaccare il laccetto non regolamentare che vi avevo promesso durante il primo post. La chiavetta che vedete, invece, apre la catena di una bici: quest’anno mi è stato dato un piccolo aiuto a realizzare il mio sogno mantovano di ubiquità. Anzi, tutt’altro che piccolo: la volantina rossa che inforco per passare il ponte dal campeggio alla città ha l’arietta dolce di una qualsiasi nonnina inglese ma in realtà è Miss Marple. All’inizio avevo una mountain bike bianca, in realtà, ma il ghiaino ha deciso altrimenti; una squadra di volontari ha provveduto a darmi un altro mezzo in (li ho cronometrati) sei minuti e tre. A questo proposito: quando sono arrivata, alla consegna della tenda mi è stato dato un materasso (vi prego: un materasso, non un tappeto). Ci sono stati ragazzi che hanno ritardato il pranzo per tenermi d’occhio un cellulare in ricarica, e volontari che si sono offerti di fotografare per me eventi troppo affollati perché io potessi entrare. La maggior parte di loro era così giovane da darmi, con mio sommo sconcerto, del lei. Lo ripeto anche quest’anno chiedendo un applauso a tutti loro, poi la chiudo qui: la Mantova del Festivaletteratura non è solo il luogo in cui strade e piazze e chiese e cortili offrono ogni scelta di eventi di grande spessore, ma un laboratorio di complicità, dove si gode del dovere civico di mettersi a disposizione e lasciarsi semplificare la vita. (Per non parlare della festa di chiusura dei volontari, di cui non posto fotografie del risotto alla mantovana per non suscitare invidie.) (altro…)

Mario Capello – L’appartamento

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Mario Capello – L’appartamento – Tunué edizioni – € 9,90

 

Molti anni fa mi è capitato di vendere case: appartamenti e le famose villette a schiera. Ho sempre avvertito negli appartamenti, specie se non arredati, una sensazione di inadeguatezza, che ogni tanto diventava angoscia, non ho mai capito perché. La stessa sensazione ritornò, parecchi anni dopo quel periodo, quando andai a visitare piccoli monolocali, perché mi stavo separando. La mancanza d’aria del secondo periodo la capivo, però, e ho sempre pensato che tra le due titubanze (perché queste erano) ci fosse un legame, che non riuscivo a mettere a fuoco; poi mi è arrivato L’appartamento, opera prima di Mario Capello, e mi è sembrato che tutto tornasse. Prima di questo, però, devo parlarvi di un’altra cosa.

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Richard Ford (di Ezio Tarantino)

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Richard Ford è considerato uno dei maggiori scrittori americani viventi. E lo è.

In attesa della traduzione dell’ultimo capitolo di quella che è diventata ormai la “tetralogia di Frank Bascombe” (Let Me Be Frank with You, che chiude la serie che vede come protagonista l’ex scrittore, ex giornalista sportivo ed ex agente immobiliare Frank Bascombe appunto, iniziata con The sportswriter, proseguita con Independence dayThe stay of the Land – Lo stato delle cose, in italiano), ho finito di leggere gli ultimi due libri tradotti in italiano che mi mancavano: “L’estrema fortuna” (il suo primo romanzo) e la raccolta “Donne e uomini”.

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Una frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada

Canada

Una frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada, Feltrinelli, 2013 trad. Vincenzo Mantovani. € 19,00. Ebook € 13,99

 

 

La maggior parte delle cose non rimangono molto a lungo come sono. Saperlo, però, non mi ha reso cinico. Cinico significa credere che il bene non è possibile. Semplicemente, non do nulla per scontato e cerco di essere pronto per i cambiamenti che presto verranno.

Canada di Richard Ford è uscito due anni fa, più o meno, lo lessi quasi subito, poi per un motivo o per l’altro non ne scrissi. È un libro che ho molto amato, è proprio una bella storia. Storia che se venissero a raccontartela non potresti far altro che ascoltarla. Tra poco parleremo di questo e della bravura di Richard Ford, scrittore che a me piace parecchio. Prima, però, vi spiego brevemente il motivo per cui dopo due anni ho ripreso in mano questo libro. Qualche settimana fa io e la mia compagna abbiamo fatto un giro a La Feltrinelli di Mestre. Girovagando fra gli scaffali passo davanti a quello della “Letteratura di Viaggio”. Alla lettera effe vedo due copie di Canada. Lo dico ad Anna e poi le chiedo se faccio bene o male a dire a qualcuno del negozio che quello non è un libro di viaggio. Alla fine decidiamo per il sì, dirò qualcosa  a qualcuno. Trovo una commessa molto gentile, le spiego che quello è un romanzo, e che nulla a che fare con la letteratura di viaggio, certo qualcuno dagli Usa va a vivere in Canada, ma è una parte della storia. La ragazza, abituata forse ai rompiballe, non dice niente, sorride, ringrazia, prende i due libri e alla velocità della luce li porta verso la narrativa. Tutto qui, quanto basta per rileggere Canada.

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La Domenica (certi confini, certe vite) e Richard Ford

parigi 2012 - foto gm

 

Prima di tutto parlerò della rapina commessa dai nostri genitori. Poi degli omicidi, che avvennero più tardi. La rapina è la parte più importante, perché fece prendere alla mia vita e a quella di mia sorella le strade che da ultimo avrebbero seguito. Non si capirebbe nulla della storia se prima non si parlasse di questo.

Oltre la porta metallica il pavimento era verniciato di giallino e sembrava, attraverso le scarpe, molto più duro e freddo del pavimento di casa nostra. Mi dava l’impressione che le suole gli si appiccicassero. Così doveva sentirsi chiunque vi fosse chiuso dentro: che il carcere esisteva per la ragione opposta a quella per cui esisteva la tua casa.

La maggior parte delle cose non rimangono molto a lungo come sono. Saperlo, però, non mi ha reso cinico. Cinico significa credere che il bene non è possibile; e io so con certezza che il bene è possibile. Semplicemente, non do nulla per scontato e cerco di essere pronto per i cambiamenti che presto verranno.

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Richard Ford – Canada – Feltrinelli – traduzione di Vincenzo Mantovani