reati nobili

[divagazioni controvento] – “pezzi mancanti” – di Stalker (post di natàlia castaldi)

A volte succede, fai un ordine e l’oggetto desiderato ti arriva con pezzi mancanti.

Pezzi mancanti

Solo che Daniele Franceschini non era un divano ordinato all’Ikea, ma un giovane uomo finito nelle galere francesi  per aver clonato una carta di credito da giocarsi al casinò.
In fondo è un’imputazione anche nobile, perché perfino Vittorio Emanuele Di Savoia, appena ce lo siamo ripreso in Ita(g)lia, fu imputato ed arrestato per ben sette giorni per affari di videopoker,  gioco d’azzardo e sfruttamento della prostituzione, e poi assolto come per l’omicidio all’isola di Cavallo quando era ancora esule; ma si sa, un principe esule si può anche sbronzare e può sparare al piccione colpendo a morte un uomo, e rimanere sempre un gran pezzo di principe che genera principini stonando l’amor patrio.

Invece Daniele Franceschini, che non era principe figlio, o nipote, di un re nanetto e codardo, tutto quello che si poteva meritare, era di essere rispedito al mittente con i pezzi mancanti.

(all’appello mancano: occhi, fegato, cuore, milza e cervello)

E mentre La Farnesina, in attesa di un plastico delle patrie galere francesi  da parte della terza camera del governo porta a porta, dorme sonni tranquilli, noi qui si manda la pubblicità

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