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PENSIERI IN ROSSO
Continua a leggere: PENSIERI IN ROSSOSono in prima fila, il sottofondo musicale è una lenta melopea di motori sedati: il semaforo è rosso. Un tabellone luminoso m’informa che 31 gradi centigradi mi stanno inumidendo la faccia e la schiena. La mia macchina non è dotata di impianto per l’aria condizionata ed è lurida dentro e fuori. In compenso vanta un’elegante…
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Genny – di Isabella Messina
Continua a leggere: Genny – di Isabella MessinaMercoledì. Gentilissima Genny, sarei felice di averla mia ospite sabato prossimo nel pomeriggio, per un tè e una intervista. Isabella Domenica. Genny è arrivata. Mi è apparsa sulla soglia. E’ luminosa, elegante, porta i capelli raccolti dentro un grazioso cappellino che le copre parte della fronte. Il suo bellissimo viso si china lentamente, molto gentile,…
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IL RISVEGLIO DEL CAVALIERE (o era la sua fuga?)
Continua a leggere: IL RISVEGLIO DEL CAVALIERE (o era la sua fuga?)… ALL’ALBAA VIIIIINNCEROOOOO VIINNCEROOOOOO VIIIINNCEEEEEEEEEEEEEROOOOOOOOOOOO TATATATATATAAAA TATAAAAAAAAA TATATATATATAAAA TATAAAAAA TAAA TAAA TATATAAAAAAAAA! TITITÌ TITITÌ TITITÌ TITITÌ… Fu così che il sogno lirico del piccolo cavaliere venne bruscamente interrotto dalla sveglia digitale, un oggetto dal raffinato design alloggiato in un apposito vano del comodino che era tutt’uno con la testiera del letto che si configurava come una…
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L’orso – racconto di Alessandra Sartori
Continua a leggere: L’orso – racconto di Alessandra SartoriRacconto vincitore di : racconto alla rovescia edizione 2009 Un mese fa sono andata dal dottor Limo. Mi piace perché ha sempre qualche afflizione nuova e un dottore malato lo trovo interessante, è come un santo che…
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Sottopelle – Daniela Montella
Continua a leggere: Sottopelle – Daniela MontellaSottopelle ho veleno che scorre. Vene blu. Sono maligne. Le strapperei una per una dai polsi e le ingoierei a forza. C’è qualcosa di crudele che scivola lezioso appena dietro le unghie. Serra la trachea. Alzo le mani verso la luce, le vedo. Le studio. Le osservo. Le capisco. Pallide pallide e tutte ossa. Coperte.…
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Alla fine resta sempre qualcosa
Continua a leggere: Alla fine resta sempre qualcosaPasolini è seduto al tavolo coi gomiti stretti. Ha con sé un panino avvolto nella carta stagnola e un bicchiere d’acqua. Il bicchiere è macchiato da un filo di saliva, una traccia sottile come una larva. Aspira le briciole del pane con un gesto fragoroso della bocca che ricorda i rumori che fanno i bambini…
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‘O CAMMURRISTA
Continua a leggere: ‘O CAMMURRISTAPigliai o’ fierro (la pistola) e mi sparai. Mò vi spiego, ‘nu poco ‘e pazienza! Cinquanta chili di muscoli arraggiati (stizziti), sguardo tremendo incorniciato da un collare borchiato, bava permanente e assoluta mancanza di scrupoli: Movepiglioamuorzi, il mio rottweiler, così si chiamava l’orgoglio mio!Nel mio paese, Sodale di Principe, non m’ero ancora guadagnato il rispetto…
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Hernandez (fotografie d’umana quotidianità)
Continua a leggere: Hernandez (fotografie d’umana quotidianità)HERNANDEZ (racconto) Sarà stata la pioggia primaverile, venuta dopo i primi giorni tiepidi di quell’anno. Sarà stata la ripresa del freddo o l’odore dell’erba bagnata, dell’asfalto bagnato. Sarà stata la serata agitata del giorno prima e la nottata faticosa. Qualunque cosa fosse stata, se davvero importava cosa, aveva indotto Hernandez a dormire di più…
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Il museo chiude alle 18
Continua a leggere: Il museo chiude alle 18Uno dei migliori concetti marcusiani è quello della realtà sopraffattoria. Forse, una delle principali cause della inarrestabile decadenza della Letteratura contemporanea (a mio avviso quella delle librerie e neanche tutta) di cui tutti parlano. In un mondo in cui la realtà, con i suoi avanzatissimi strumenti, sembra essere capace di superare la fantasia, giocando d’anticipo…
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La torta e il piede grosso – da “Picasso’s frame” di Enzo Campi (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: La torta e il piede grosso – da “Picasso’s frame” di Enzo Campi (post di natàlia castaldi)Stavo rientrando a casa. Era molto tardi. Avevo appena superato Rue Cardinale quando incontrai quella che a prima vista sembrava una prostituta. Non so perché ma cominciai a seguirla sistemandomi appena dietro di lei. La donna parlava a voce alta come se volesse farsi sentire: “Il mercato centrale alle cinque del mattino pullula di giovani…