Quasi un consuntivo (1975-1987)

I poeti della domenica #382: Remo Pagnanelli, “i giardini che sperimentano per primi”

 

 

i giardini che sperimentano per primi
il silenzio del tramonto
alzano dalle rose un vento di lamento

tutto ciò che è inanimato
geme sotto d’obliquo luci

nel mare allora andando in un’oscurità maggiore
sogna l’alito di Dio e vedine la chiarità che salva

 

Remo Pagnanelli, Quasi un consuntivo (1975-1987), a cura di Daniela Marchesti, Donzelli 2017

 

I poeti della domenica #381: Remo Pagnanelli, Alla Musa

I

Come fu difficile ricacciarti nell’ombra.
Io tiravo la volta, tracciavo il solco,
mi rifacevo nel verso di te che eri memoria.
Non dire soltanto mezze parole ma
se tento ancora coll’orgoglio
oppure l’incapacità mi perseguita.
Del resto anche questo inseguirti è essere vani
e inconsolabili.

II

All’oscuro di tutto la mia musa quanto meno
involuta non sa di musica seria o seriale,
così la grande maniera irta, carme d’impasse dovizioso,
sferraglia incompleta di tempo che s’invola,
è come una banda dal motivo interpolato,
poco più che un attacco.
Gli basta per incartamento di poetica
il balbettio prezioso (passepartout di carta pecora-poetica).

Remo Pagnanelli, Quasi un consuntivo (1975-1987), a cura di Daniela Marcheschi, Donzelli 2017, p. 22

Coriandoli a Natale #8: Remo Pagnanelli, Notte di Natale

quasi un consuntivo.jpg

Notte di Natale

I

Un lieto andare dietro le orme del Natale
come di animale braccato eppure
tranquillo del suo odore che stacca
dalla scia, che presto raggiunto
sarà un lieve tonfo per il villaggio
immerso fra i colpi e i fuochi;
un crepitio di rami rotti, un arresto.
.
.
II

Tu vuoi che le piante grasse
si trasferiscano a Natale da questo autunno
e già infatti sono nelle stanze
sempreverdi dagli infissi frondosi,
che da fuori le agognano i circolanti,
complimentosi coi loro nastrini
svolazzanti.
.
.
III

Si prepara un divertente Natale.
Sotto le fronde lustre verdeggianti
si accumuleranno ghirlande di fiale
– odontalgiche e peggio – per la gioia
dei bambini adulterati.

Si prepara il Natale, un altro
da far passare pensando altro e
del vino o dell’acido ci sarà servito
a seconda che siamo dentro o fuori
gelati o riscaldati, noi non riusciremo
a scrollarci dai radiatori e con tutto
anche le labbra, crema per labbra da ricordarsi,
screpoleranno; così dormiremo,
la stanza riempita di piante coi tropici
alle spalle e la polvere degli eucalipti
destinata nelle ossa.

Stanotte i morti parlano forte,
immersi come sono nell’acqua gelata
spiegano le loro ragioni ai rami
solidali, sembrano scuotersi
dalla crescita in compattezza del ghiaccio.
Ma lo sgravio è temporaneo,
il loro morse incomprensibile ai vegliardi
rivendica non un letargo ma un termine
che non ammetta repliche.

 

da © Remo Pagnanelli, Quasi un consuntivo (1975-1987), Donzelli, 2017