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Interviste credibili #15 – Riccardo Falcinelli (Critica portatile al visual design e altro)

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Interviste credibili #15 – Riccardo Falcinelli (Critica portatile al visual design e altro)

Il Libro – Critica portatile al visual design, Einaudi, 2014

Facciamo la fila di fronte alla Gioconda per ammirare l’originale di una copia che abbiamo già conosciuto altrove.. In maniera simile, ogni giorno davanti allo specchio, attuiamo sul nostro volto la copia di un modello che abbiamo imparato a desiderare altrove.

Critica portatile al visual design è stato pubblicato la scorsa primavera, l’ho scoperto sui Social (e poi dicono…). Quando il libro uscì credevo di non conoscere Riccardo Falcinelli, quando l’ho acquistato e poi letto, entusiasta, ho voluto approfondire. Intanto ho scoperto di avere in casa molto del lavoro di Falcinelli, tra le altre cose, sono suoi i progetti grafici di Minimum Fax e Einaudi Stile Libero. Sto un po’ esagerando, perché ricordo perfettamente, in passato, di aver esultato davanti a copertine ideate da Falcinelli e dai suoi collaboratori; non è passato troppo tempo da quando ho affermato che la cover di Dieci Dicembre di George Saunders (Minimum fax, 2013), è molto più bella nella versione italiana che in quella originale. Quello che intendo per approfondire è il voler conoscere meglio chi ha scritto quello che ritengo essere uno dei migliori libri del 2014 e scoprire come lavora.
Il libro fa insieme quello che dovrebbero fare i saggi e le opere letterarie: appassionare, aiutare a immaginare, a capire, a conoscere. Riccardo Falcinelli fa scienza e storia, comunicazione e letteratura. È un libro che stabilisce connessioni, in un certo senso, mette insieme – davanti ai nostri occhi – elementi che sono già dipendenti l’uno dall’altro. Impariamo quindi, ad esempio, come Barbie e il Parmigiano siano legati, o come il Layout sia presente più che mai nelle nostre vite. Tutto (o quasi) è Visual Design. Come c’è scritto in quarta di copertina Molte cose sembrano innocenti, e sono invece visual design. In sintesi ci troviamo davanti a un libro che seduce mentre genera domande ed è per questo che invece di scrivere una recensione classica ho preferito fare una chiacchierata con Riccardo Falcinelli.

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Solo 1500 N. 8 – Gli aerei con lo striscione in coda

SOLO 1500 N. 8 – Gli aerei con lo striscione in coda

Il bambino in riva al mare che tiene la mano all’uomo stempiato, sono io. La bimba riccioluta, e un po’ più piccola, che tiene l’altra mano, è mia sorella. Tutti e due indichiamo con la mano libera verso il cielo. Nel cielo blu sopra il mare, vola un piccolo aereo. Legato alla coda dell’aereo, con quelle che a noi sembrano corde, c’è uno striscione con una scritta grande, rossa. Chiediamo a mio padre: “Cos’è quello?” Mio padre, sorridendo, ci risponde che quello striscione è una reclame, e alla domanda successiva (i bambini sono così): “Che cos’è la reclame?” Risponde che è la maniera di far sapere a tutti che un prodotto esiste. Mio padre non disse “E’ una maniera per far conoscere un prodotto”, e non disse nemmeno “E’il modo per dimostrare che un prodotto sia migliore di un altro”. Forse, per due bambini, quella era una cosa bella. La scena, voglio dire. L’aereo basso sopra il mare, lo striscione colorato, la scritta che dice a tutti, semplicemente, che una cosa esiste. Poi negli anni lo sappiamo come è andata. La pubblicità è diventata una tecnica, una giungla, una lotta. E’ psicologia. Lo era, probabilmente, anche  agli inizi degli anni settanta, ma noi non lo sapevamo e, forse, nemmeno mio padre lo credeva. Non ho più pensato a questa storia fino a qualche giorno fa. Luglio, un altro mare, un altro tempo, passa basso un piccolo aereo con una scritta slovena sullo striscione. Succede che di nuovo qualcuno punta il dito e dice: guarda. E si torna indietro alla reclame, a un vecchio lido, a un ricordo.

@ Gianni Montieri

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