Premio Nazionale Elio Pagliarani 2017

Simone Marcelli: poesie da “Archivio privato” (Zona, 2018)

 

Ginevra sbuffa sulla linea del lungolago, in qualche centinaio di metri
di Jet d’eau: di rigetto per jeu, sta lì fermo pour jeu il getto al principio
sfogo energetico dell’impianto idroelettrico che passando in bus
è monumento della rivoluzione industriale ogni decennio più alto
ogni decennio più alto e alla fine: un petit jeu per i turisti
che fanno il bagno di vapore, ma nessuno ce la mette sopra
la mano: che la trancia. Passando in bus è un jeu che nemmeno
bagna: una nuvola-ago ferma punto esclamativo scontornato,
passando in bus il mediterraneo M. solo come un cane dopo il crollo
delle storielle il decadimento della menzogna sull’autosufficienza
sul trionfo della piena autonomia energetica, andato tutto
a farsi benedire con il saluto ai controlli d’imbarco; e chi rigetta chi,
chi rigetta cosa, un gioco di getto, l’acqua vaporizzata
acquisisce volume e pare di più, acquisisce volume e pare di più
il gioco che acquisisce volume e pare di più un jeu d’eau, jeu di vapore,
o di nuvola o di partenza, di giocare all’autosufficienza, all’auto-
spurgo e nemmeno spruzza l’acqua in faccia, passando con i turisti
col bus che con la coda tra le gambe prosegue sulla via per la dogana.

 

immagine della voce-segnale – nel tempo della non-risposta
tra la domanda dell’emigrato M. e il silenzio di sua madre –
che si perde al valico, la parola-scarica che viaggia su reti di linee
invisibili sui tetti sulle teste su trecce di cavi montani e pedemontani
e satelliti orbitanti e antenne
costeggiando strade viaggiate silenziosamente e invece accanto
le parole-impulsi simultanee: se non salta per il vento se non salta
per la neve o per il turbamento satellitare della calotta di raggi
che si chiude sul capo del mondo, che ci lancia le parole che ci porta
le parole, che ce le ascolta, che ce le ruba: facili facili parole fuori
dalla bocca alla velocità della luce: struttura perfetta funzionante
retta sull’aria e sulla firma del contratto con il gestore, da ringraziare!,
ora è facile vivere ovunque nel mondo per poca bolletta, ora è facile,
o sei bamboccione?, seppure talvolta c’è un singhiozzo c’è un secondo
di forzato silenzio, o finché il sole non esplode una tempesta o al gestore
furiosamente non girano le palle.

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