poeti della domenica

I poeti della domenica #54: Charles Simic, Commedia degli errori…

Charles Simic fonte www.rollins.edu

Charles Simic fonte http://www.rollins.edu

::::Commedia degli errori in un elegante ristorante del centro.
::::La sedia in realtà è un tavolo che si prende in giro da sé. L’appendiabiti
ha appena imparato a dare la mancia ai camerieri. A una scarpa viene servito
un piatto di caviale nero.
::::«Mio caro e stimatissimo signore», dice una palma in vaso
a uno specchio, «è assolutamente inutile che si ecciti».

*

::::Comedy of errors at an elegant downtown restaurant.
::::The chair is really a table making fun of itself. The coat
tree has just learned to tip waiters. A shoe is served a plate of
black caviar.
::::«My dear and most esteemed sir», says a potted palm to a
mirror, «It is absolutely useless to excite yourself».

*

© Charles Simic

Poesia tratta da Il mondo non finisce, Donzelli, 2001, traduzione di Damiano Abeni
::::«

I poeti della domenica #36: Velimir Chlebnikov, Rifiuto

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Velimir Chlebnikov

Rifiuto

Per me è molto più piacevole
Guardare le stelle
Che firmare una condanna a morte.
Per me è molto più piacevole
Ascoltare la voce dei fiori,
Che sussurrano «È lui»
Chinando la testolina,
Quando attraversano il giardino,
Che vedere gli scuri  fucili della guardia
Uccidere quelli
Che vogliono uccidere me.
Ecco perché io non sarò mai,
E poi mai, un Governante.

 

*

Velimir Chlebnikov, Rifiuto da 47 poesie facili e una difficile, Quodlibet 2009. Traduzione di Paolo Nori

Nota: nel volume non è presente il testo in lingua originale

 

I poeti della domenica #35: Jo Shapcott, St Bride

Jo Shapcott fonte Women's Voices For Change

Jo Shapcott fonte Women’s Voices For Change

St Bride

C’è una torre del vento alta
come questa in un’altra città, la guglia
in fiamme per gli attacchi incendiari
della coalizione dei contrari. Attacchi
notturni colpiscono i cittadini sopravvissuti,
li scagliano fuori dai letti nelle strade,
i bambini come fagotti sotto le braccia. Le grondaie ardono.
La polvere è in fiamme. Sono nata in una città

dove girare in tranquillità per i quartieri,
portandomi dentro le notizie del giorno: foto
di soldati in posti che non volevano
capire, costretti a combattere per qualche spicciolo,
per quel che vale, per una latta di benzina. Io vivo qui,
l’odore di stampa e di cenere nel naso.

*

St Bride’s

There is a tower of the winds as tall
as this one in another city, a steeple
filled with fire by the incendiary raids
of a coalition of the unwilling. Nocturnal
shocks pound the citizens who survive,
blast them out of their beds into the streets,
children bundled under their arms. The gutters flame.
Dust is alight. I was born in a city

to come and go safely through the boroughs,
carrying inside me every morning’s news: pictures
of soldiers in places they didn’t want
to understand, made to fight for loose change,
for the hell of it, for a can of oil. I live here,
the smell of print and ashes in my nose.

*

Jo Shapcott, St Bride da  Della mutuabilità, Del Vecchio editore, 2015, traduzione di Paola Splendore

I poeti della domenica #26: Francesco Tomada, Il negativo e l’immagine

tomada - foto massimo mucci

tomada – foto massimo mucci

Il negativo e l’immagine

Quando i bambini di qui fanno la guerra
bastano quattro cuscini su letto per costruire una base
tutti hanno pistole o fucili con il tappo colorato in rosso
alcuni perfino bombe di gommapiuma

allora mi chiedo se i bambini di Beirut giocano alla pace
e come ci riescono
perché non ci sono case giardini genitori di plastica
e morire per finta è facile
ma vivere per finta non si può.

 

© Francesco Tomada, Il negativo e l’immagine, da A ogni cosa il suo nome, Le Voci della Luna, 2008.

 

I poeti della domenica #25: Luigi Socci, Di proprio pugno

Luigi Socci foto di Dino Ignani

Luigi Socci foto di Dino Ignani

Di proprio pugno

Mi scrivo una tua lettera
finché dura la mano
finché mi regge il pugno, finché stringe
finché so l’italiano.
Come consolazione o per rivalsa
mi scrivo una tua lettera
falsa.

Mi scrivo di mio pugno
(la grafia non è mia)
senza fare la brutta
copia, senza bisogno
di sprecare saliva
per chiudere o affrancare.
mi scrivo una tua lettera.
Poi te la faccio firmare.

 

©Luigi Socci, Di proprio pugno, tratta da Il rovescio del dolore, Italic pequod, 2013

I poeti della domenica #21: Fabio Franzin, Cavàr erba

Fabio Franzin, fonte notturnidiversi.it

Fabio Franzin, fonte notturnidiversi.it

 

Cavàr erba

Cavàrla via l’erba, co’e man,
bricàrlo tut intièro ‘l ciuff, l’é
vardàrse, l’é trar fòra daa tèra

vene e nervi, rame de siénzhi
sutii che core zo, là tel scuro,
in zherca de l’acqua, dea vose

che li ‘à persi, un dì, drio l’aria.
Cavàr erba, cuzhàdhi, l’é mistièr
che ne mostra come che sen fati

dentro, fra ‘e zhope dea carne.
I dhenòci che se maca tii sassi:
un fià castigo, un fià preghiera.

*

Estirpare

Estirpare erba, con le mani,
afferrarlo tutto intiero il cespo, è
guardarsi, è estrarre dalla terra

vene e nervi, esili ramificazioni
di silenzi penetrati lì, nell’oscurità,
in cerca dell’acqua, della voce

che li ha persi, un giorno, lungo l’aria.
Estirpare erba, accucciati, è mestiere
che ci mostra come siamo fatti

dentro, fra le zolle della carne.
Le ginocchia ammaccate dai sassi:
un po’ espiazione, un po’ preghiera.

 

***

© da Fabio Franzin, Sesti/Gesti, Puntoacapo, 2015

I poeti della domenica #17: Cristina Alziati, Ricapitolazione

Cristina_Alziati
.
In una notte come questa, e lontana
qualcosa mi aveva inciso nella mente
come elenchi i nomi. lo da allora
quando chiamo la terra e la casa
la dolcezza il pane, e dentro
c’è una notte come questa, io
quando dico terra,
è disfarla, dico, la terra – è farla
.
– quando dico mattina ed è questa
in cui guardo Sofia andare a scuola
con altri bambini, e domando
dove ora saranno i bambini dei fuochi
i soldati bambini, quando dico
mattina, e quegli altri, con i loro
giocattoli-mina quando dico bambini –
.
[da Come non piangenti, Marcos Y Marcos 2011]