poesie per l’estate

Poesie per l’estate #23 – Gustavo Adolfo Bécquer: XVI

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

becquer

XVI

Si al mecer las azules campanillas de tu balcón,
crees que suspirando pasa el viento murmurador,
sabe que, oculto entre las verdes hojas,
suspiro yo.

Si al resonar confuso a tus espaldas vago rumor,
crees que por tu nombre te ha llamado lejana voz,
sabe que, entre las sombras que te cercan,
te llamo yo.

Si se turba medroso en la alta noche tu corazón,
al sentir en tus labios un aliento abrasador,
sabe que, aunque invisible,
al lado tuyo, respiro yo.

(Gustavo Adolfo Bécquer, Rimas, 1868)

.

***

XVI

Se a cullare le azzurre campanule del tuo balcone
credi che sospirando passi il vento mormoratore
sappi che, occulto fra le verdi foglie,
sono io a sospirare.

Se mentre risuona confuso alle tue spalle vago rumore,
credi che per nome ti abbia chiamato lontana voce,
sappi che, fra le ombre che ti cercano,
sono io a chiamare.

Se a notte fonda si turba timoroso il tuo cuore
mentre senti sulle labbra un alito ardente,
sappi che, sebbene invisibile,
accanto a te sono io a respirare.

(Traduzione di Marina Cepeda Fuentes)

Poesie per l’estate #21: Valerio Magrelli, L’abbraccio

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Valerio Magrelli

L’abbraccio

Tu dormi accanto a me così io mi inchino
e accostato al tuo viso prendo sonno
come fa lo stoppino
da uno stoppino che gli passa il fuoco.
E i due lumini stanno
mentre la fiamma passa e il sonno fila.
Ma mentre fila vibra
la caldaia nelle cantine.
Laggiù si brucia una natura fossile,
là in fondo arde la Preistoria, morte
torbe sommerse, fermentate,
avvampano nel mio termosifone.
In una buia aureola di petrolio
la cameretta è un nido riscaldato
da depositi organici, da roghi, da liquami.
E noi, stoppini, siamo le due lingue
di quell’unica torcia paleozoica.

(da Valerio Magrelli, Esercizi di tiptologia, 1992)

Poesie per l’estate #20: Mark Strand, La luce che viene

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Mark Strand by Claire Hungerford

Mark Strand by Claire Hungerford

La luce che viene

Perfino così tardi avviene:
l’amore che arriva, la luce che viene.
Ti svegli e le candele si sono accese forse da sé,
le stelle accorrono, i sogni entrano a fiotti nel cuscino,
sprigionano caldi bouquet d’aria.
Perfino così tardi gli ossi del corpo splendono
e la polvere del domani s’incendia in respiro.

*

The coming of life

Even this late it happens:
the coming of love, the coming of light.
You wake and the candles are lit as if by themselves,
stars gather, dreams pour into your pillows,
sending up warm bousquets of air.
Even this late the bones of the body shine
and tomorrow’s dust flates into breath.

***

poesia tratta da: The late hour (1978), raccolta in Il futuro non è più quello di una volta, minimum fax, 2006. Cura e traduzione di Damiano Abeni

Poesie per l’estate #18 – Selma Meerbaum-Eisinger, Agosto

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Meerbaum-Eisinger_Florilegio

August

Es ist so kalt –
Geistergestalt
Sitz ich da.
Der Regen weint
Mit mir vereint
Fern und nah.

Die Sehnsucht blaut
Mir nah’ vertraut
Und bekannt.
Sie ist in mir
Und blickt zu dir,
Wie gebannt.

Von Tränen schwer
Gespentisch leer
Ist mein Blick.
Er sieht dich an
Voll Leid und kann
Nicht zurück.

30.VI.941

Agosto

Fa così freddo –
Come uno spettro
Qui siedo.
Lontano e vicino,
Piange la pioggia
Con me.

Accanto a me l’attesa
Illividisce, nota
E familiare.
Essa è in me
E guarda te,
Stregata.

Oppresso dal pianto
È vuoto il mio sguardo,
Spettrale.
Su di te si posa
Dolente e più tornare
Non sa.

30.VI.941

Selma Meerbaum-Eisinger
(traduzione di Francesca Paolino)

da: Selma Meerbaum-Eisinger, Florilegio. A cura di Francesca Paolino, Edizioni Forme Libere 2015

Poesie per l’estate #17: Cesare Pavese, Gente spaesata

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Cesare Pavese - fonte Lastampa.it

Cesare Pavese – fonte Lastampa.it

Gente Spaesata

Troppo mare. Ne abbiamo veduto abbastanza di mare.
Alla sera, che l’acqua si stende slavata
e sfumata nel nulla, l’amico la fissa
e io fisso l’amico e non parla nessuno.
Nottetempo finiamo a rinchiuderci in fondo a una tampa,
isolati nel fumo, e beviamo. L’amico ha i suoi sogni
(sono un po’ monotoni i sogni allo scroscio del mare)
dove l’acqua non è che lo specchio, tra un’isola e l’altra,
di colline, screziate di fiori selvaggi e cascate.
Il suo vino è così. Si contempla, guardando il bicchiere,
a innalzare colline di verde sul piano del mare.
Le colline mi vanno; e lo lascio parlare del mare
perché è un’acqua ben chiara, che mostra persino le pietre

Vedo solo colline e mi riempiono il cielo e la terra
con le linee scure dei fianchi, lontane o vicine.
Solamente, le mie sono scabre, e striate di vigne
faticose sul suolo bruciato. L’amico le accetta
e le vuole vestire di fiori e di frutti selvaggi
per scoprirvi ridendo ragazze più nude dei frutti.
Non occorre: ai miei sogni più scabri non manca un sorriso.
Se domani sul presto saremo in cammino
verso quelle colline, potremo incontrar per le vigne
qualche scura ragazza, annerita di sole,
e attaccando discorso, mangiarle un po’ d’uva.

©Cesare Pavese (Da Lavorare stanca, Einaudi)

Poesie per l’estate #16: Nadia Agustoni “Sono cresciuta a tempo”

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza, in questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

il-peso-di-pianura

sono cresciuta a tempo

 

sono cresciuta a tempo per vedere come non si vive,
come è nulla l’apparenza e non c’è traguardo
e non ci pensiamo che l’uguale sia l’impronta
e chi non somiglia neanche somiglia a se stesso
ma ripete lo sguardo finché la terra in un punto finisce
e si vede il salto come da universo a universo.

 

©Nadia Agustoni (da Il peso di Pianura, Lietocolle, 2011)

Poesie per l’estate #15: Edoardo Sanguineti, 6 (se mi stacco da te)

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

sanguineti

6

se mi stacco da te, mi strappo tutto:
.                                                        ma il mio meglio (o il mio peggio)
ti rimane attaccato, appiccicoso, come un miele, una colla, un olio denso:
ritorno in me, quando ritorno in te: (e mi ritrovo i pollici e i polmoni):
tra poco atterro a Madrid:
.                                        (in coda qui all’aereo, selezionati miei connazionali,
gente d’affari, dicono numeri e numeri, mentre bevono e fumano, eccitati,
agitatamente ridendo):
.                                   vivo ancora per te, se vivo ancora:

(da Edoardo Sanguineti, Corollario, 1997)

Poesie per l’estate #9 – Amelia Censi: La Notte e il Poeta

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

lampada

La notte e il Poeta

Il poeta scrive
alla luce d’una piccola lampada
davanti alla finestra aperta
della sua dolce aerea mansarda.

Leggera la Notte
è alla falda del tetto.

Il poeta scrive a lei.
Scrive d’amarla.
D’amarla perché la sente
creatura viva
lo spirito come il suo
attraversato
da magiche strade franate
di stupende cosmogonie,
lo spirito come il suo
da sempre sconosciuto.

La Notte
gli passa dolce
le dita tra i capelli.
Il poeta affonda
nel più inaccessibile pensiero
d’assoluto amore
e assurdo scrive
che vuole da lei un bacio.

Chi non vorrebbe sapere
se per un bacio
la Notte
ha fatto al Mistero un ponte?

Se l’hanno varcato assieme?

Se il poeta avrà ritrovata
la strada del ritorno
o non avrà più
voluto ritrovarla?

Solo Poesia lo sa,
ma non lo dice.

(Amelia Censi)

Poesie per l’estate #8: Antonia Pozzi: Pensiero

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pozzi

Pensiero

Avere due lunghe ali
d’ombra
e piegarle su questo tuo male;
essere ombra, pace
serale
intorno al tuo spento
sorriso.

maggio 1934

(da Antonia Pozzi, Poesia che mi guardi, Bologna, Luca Sossella editore, 2010)

*la foto è già apparsa nel blog La Poesia e lo Spirito

Poesie per l’estate #6: Giovanni Raboni “E per tutto il resto”

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Giovanni Raboni - foto L. Goffi (Belluno 1988)

Giovanni Raboni – foto L. Goffi (Belluno 1988)

E per tutto il resto, per quello
che in tutto questo tempo
ho sprecato o frainteso, per l’amore
preso e non dato, avuto e non ridato
nella mia ingloriosa carriera
di marito, di padre e di fratello
ci sarà giustizia, là, un altro appello?
Niente più primavera,
mi viene da pensare, se allo sperpero
non ci fosse rimedio, se morire
fosse dolce soltanto per chi muore.

*

©Giovanni Raboni (da Barlumi di storia, Mondadori 2002 – ora in Tutte le poesie, Einaudi 2014)

Poesie per l’estate #4: Grace Paley, “Perché non dovrebbero”

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

grace paley published by salem press, inc.

grace paley published by salem press, inc.

perché non dovrebbero gli uomini guardare le donne
e le donne guardare gli uomini
e le donne guardare le donne
e gli uomini guardare gli uomini
perché non dovrebbero
prendersi le misure a vicenda (come
dicevamo una volta)

come mai è rimasto così poco
di quel guardare      quel
casuale trattenere il
respiro per semplice
attrazione o repulsione    perché
è rimasto così poco     di quello
che i vecchi a volte spe-
rimentavamo   come una scossa e un
minaccioso batticuore che
a volte poi erompeva in
amore a prima vista (come
si dice anche oggi)
e in quanto vecchi dobbiamo
mettervi in guardia    a sorpresa una volta ogni tanto
l’amore può durare per sempre (come
suol dirsi)

*

why shouldn’t men look at women
and women look at men
and women look at women
and men look at men
why shouldn’t they
size each other up (as
we used to say)

why isn’t there more
of that looking     that
casual catching of
breath in plain
appreciation or rejection    why
isn’t there more of it   what
old people sometimes ex-
perienced    as shock and a
dangerous heartbeat which
sometimes erupted into
love at first sight (as
it is called to this day)
and as old people we must
warn     it may once in a startling
while last forever (as it
is called)

*

©Grace Paley  (da Fedeltà, minimum fax, 2011. Traduzione di Paolo Cognetti e Livia Brambilla)

Poesie per l’estate #2 – Hilde Domin, Nell’antro di Polifemo

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza, in questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Domin_Il_coltello_che_ricorda

IN DER HÖHLE DES POLYPHEM

Der blinde Riese greift wieder nach mir.
Seine Hand zählt die Schafe.

Fortgehn schon wieder
unter dem Bauch des Widders.
Schon einmal
unter der zählenden Hand.

Die fortgehn
lassen alles zurück
die fortgehn
unter der zählenden Hand.

Die fliehen
vor dem Riesen
nehmen nichts mit
als die Flucht.

NELL’ANTRO DI POLIFEMO

Il gigante cieco torna a ghermirmi.
La sua mano conta le pecore.

Andarsene di nuovo
sotto la pancia dell’ariete.
Già una volta
sotto la mano che conta.

Quelli che se ne vanno
lasciano indietro tutto
quelli che se ne vanno
sotto la mano che conta.

Quelli che fuggono
dal gigante
non portano con sé null’altro
che la fuga.

Hilde Domin
(traduzione di Anna Maria Curci)

da: Hilde Domin, Il coltello che ricorda. A cura di Paola Del Zoppo, Del Vecchio editore (in uscita prossimamente). Qui una lettura della poesia.