poesia sperimentale

Inediti di Adriano Padua

© René Magritte, La Reproduction Interdite, 1937, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

*Consigliamo di usare la modalità “Rotazione schermo”
per una lettura più agevole di testi*

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la somma delle voci sovrapposte, pensiero dominante omologato, appresso un senso
.                                                         [di sopraffazione, familiare, con la ferma certezza
di non poter sparire un’altra volta, nessuna redenzione né speranza, la realtà una possibilità,
.                                                         [di scelte obbligatorie,
i fatti si dimenticano, svaniscono graduali, rimangono parole, nient’altro per adesso,
.                                                         [ed è paradossale tutto questo, ma succede
dipinto nello spazio di una tela, nel vincolo di un tempo travisato,
.                                                         [che ci cancella rigido e uniforme, inosservabile,
quest’aria è velenosa, guastata, sa di plastica, ma serve ancora ossigeno, anche contaminato,
.                                                         [dobbiamo respirare e su di noi
si sente il peso addosso della polvere, la strada si allontana, è un viaggio all’incontrario,
.                                                         [nessuno da incontrare, ci sono solo nomi

 

In preda ad insignificanti sogni, osservano precise imposizioni, con uno specchio in tasca,
.                                                         [luminoso, la faccia replicata in ogni schermo,
arresi nei sorrisi, volti modificati, si inventano valori inesistenti, per puro istinto di sopravvivenza,
.                                                         [nell’influenza propria del potere
di cui sono soldati, ne sposano la causa, inconsapevolmente, e grazie al cielo stanno tutti bene,
.                                                         [ritorneranno a casa sani e salvi, come sempre
mentre fa buio fuori, gli spettri riconquistano le strade, dispersi tra edifici di parole, in zone
.                                                         [temporaneamente autonome, a celebrare il suono,
le finestre nascondono letti bruciati, e le fabbriche brillano spargono morte, agisce per oracoli
.                                                         [il pensiero magico, li rassicura, rinchiusi tra le loro
quattro mura, coi quadri appesi e il vuoto accumulato, i chiodi l’odio e i cristi crocifissi, pareti
.                                                         [screpolate, abissi che s’elevano, tra spazi circoscritti

 

disegnato, un paesaggio mancante, che nasconde la pioggia alla stanza, non si può dare un volto
.                                                         [alle ombre, non un nome al silenzio incombente,
scena senza memoria, irrisolta, ambientata in un luogo a cornice del niente, che si svolge per
.                                                    [fasi, quasi statiche, con variazioni prive di rilievo, nei dettagli,
i giorni come un marchio, tatuato, rimangono indelebili, abitano la pelle, non li estrai,
.                                          [si insinuano tra i pori dove ora, l’odore di quest’acqua è una ferita,
non sanata, e le parole sono interferenze, sonora anestesia, attenuano il reale, la sua violenza
.                                                         [nell’assuefazione, mentre ogni cosa resta al proprio posto,
condannata, a compimento intorno del disordine, in apparenza privo di dinamica, elementare,
.                                                         [nella sua assenza di rigore e regole, nell’incodificabile
linguaggio dato dalla posizione, si anima lo schermo, è vuoto il muro, e intanto si confondono tra
.                                                         [loro, la fine con la rappresentazione, le profezie e il futuro

 

la notte respirata dall’esterno, il buio speculare delle case, che scompaiono, comprando con
.                                                         [il tempo la realtà, ma senza possederla,
da consumarsi preferibilmente, mai e poi mai per sempre, adagio transitando, tra volti che non
.                                                         [hanno connotati, nomi ignoti.
questa città che non finisce più, incubatrice d’odio, divora l’aria e il suolo, cratere rovesciato
.                                                         [verso il cielo, all’incontrario,
si osserva con lo sguardo spiritato, è un’allucinazione, molesta, nella testa, contrasto di tensioni
.                                                         [bipolari, pulsanti nello stomaco
in subbuglio, laboratorio in cui si riproduce il male, labirinto, enorme ed anormale, d’asfalto
.                                                         [logorato, irregolare, senza uscita
segnato dalla pioggia e dal passaggio, percorso con un’andatura incerta, trascinata, e il cielo non
.                                                         [si placa, è una ferita aperta sulla strada.

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© Adriano Padua

‘Che il tempo non sia’: tra poesia e sperimentazione vocale

Che il tempo non sia fa parte di una breve silloge inedita scritta a novembre 2015. La costruzione dei testi si basa sulla ripetizione di alcune parole comuni a tutta la silloge, che scandiscono un ritmo udibile all’ascolto. La ragione può essere ricercata nella nascita degli stessi, che è avvenuta proprio come free speech. Queste due coordinate − dichiarate − hanno risvegliato in me il desiderio di sperimentare una riformulazione di almeno una di queste poesie, servendomi della voce e dell’elettronica. Le figure fonetiche e semantiche che questa poesia contiene sono state il punto da cui partire per costruire “un brano”. Alcune scelte di esecuzione sono avvenute in sede di registrazione, sperimentando quattro livelli poi rielaborati in fase di montaggio ed editing: i primi tre sono puramente testuali, con variazioni di ritmo nella lettura, anticipazioni, posticipazioni, quasi a formare un “canone” musicale contemporaneo. L’altro, sonoro, a fare da disegno sullo sfondo; si tratta di un’improvvisazione vocale distorta con ripetizioni di quattro parole chiave in inglese e francese.

Alessandra Trevisan

Il brano nasce per una call for works di musicaelettronica.it . È rilasciato con licenza CC BY-NC-SA 3.0

credits
Alessandra Trevisan (concept, testo, voce); Nicolò De Giosa (produzione, editing, missaggio)

Registrato a c32performingartsworkspace, Forte Marghera, Venezia-Mestre.

Helicotrema 2015. Cronaca di un festival a “orecchie aperte”

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Helicotrema è il festival dell’audio registrato curato dal collettivo Blauer Hase e Giulia Morucchio e che, tra le tappe della quarta edizione, ha toccato anche Forte Marghera a Mestre, Venezia, in collaborazione con Eventi Arte Venezia e Live Arts Cultures.
Moltissimi gli artisti che hanno partecipato con una o più opere (qui), alcuni tra questi rispondendo all’open call lanciata qualche mese fa. Pochi fra loro sono stati presenti fisicamente e, tra questi, Giovanni Lami o ZimmerFrei, che hanno portano nei luoghi del festival due live set di cui però non tratterò (si può leggerne di più qui e qui). Inoltre, interessante è stato l’intervento di bioacustica di Luca Mamprin, che ha riportato gli esiti di alcuni studi condotti sui pipistrelli e sulla loro forma di comunicazione, appunto, sonora e acustica; oppure l’installazione di Naeem Mohaiemen e Paris Furst Voglio andare alla biennale (2015).
IMG_20150927_131154Gli organizzatori hanno da poco rilasciato un’ampia intervista su PIZZADIGITALE (a cura di Matteo Efrem Rossi, da leggere qui) in cui spiegano cosa il festival proponga e come, tra “ascolti collettivi, paesaggi sonori, radiodrammi, opere sonore e radio-documentari”. “Ascolto collettivo e puro” sono le chiavi per accedere alle diverse sessioni, percorsi che sono stati costruiti rispettando un’architettura – dell’ascolto e degli ascolti -, talvolta smontandola dalle fondamenta.
Una cronaca completa non pare possibile in questo caso, e non potrebbe mai essere esaustiva quanto l’esperienza della partecipazione, quanto la condivisione della ricchezza delle proposte. E tuttavia si possono isolare alcune parti, parlarne brevemente, lasciare (o lanciare) una traccia minima di “quel presente” anche in questo presente, progettando un futuro. (altro…)

Helicotrema 2015

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Helicotrema – Recorded Audio Festival

Helicotrema è un festival che propone una programmazione di brani audio registrati, e ha l’obiettivo di indagare le possibilità di un ambiente e di una forma di ascolto collettiva, come accadeva nei primi decenni delle trasmissioni radiofoniche.

Il festival, che nelle prime tre edizioni si è svolto a Venezia, Roma e Milano, quest’anno assumerà una veste itinerante, e toccherà, tra settembre e novembre 2015, diverse città italiane.

La programmazione del festival punterà in particolare a creare occasioni di ascolto site-specific, sperimentando come i brani e l’ascolto possono potenziarsi e adattarsi in diversi contesti. Le tappe di Helicotrema 2015 saranno il 25-26-27 Settembre a Forte Marghera, Mestre (in collaborazione con Eventi Arte Venezia e Live Arts Cultures), il 9 e 10 Ottobre a Firenze, in diversi luoghi all’interno del progetto Sonic Somatic curato da Trial Version e International Feel, e avrà la sua conclusione il 4 Novembre a Punta della Dogana, Venezia.

Vengono proposti una serie di percorsi auditivi in cui si alternano opere sonore, audiodrammi, audioteatro, radiodocumentari, paesaggi sonori, poesia sperimentale e vari formati basati su una componente acustica.

Helicotrema prende in prestito il formato del festival cinematografico, sostituendo alla proiezione filmica un programma di sessioni d’ascolto.

Autori 2015

Lawrence Abu Hamdan

AMAE/De Pinto with Jean-Luc Nancy & Stephen Roddy

Marcello Anselmo

Julia Bejarano Lopez

Claudio Beorchia

Caroline Bergvall

David Bernstein

Paola Bianchi

Tomaso Boniolo / Carlo Severi

Carlotta Borasco / Diego Giannettoni

Isabella Bordoni

Alessandro Bosetti

Danilo Correale

El Cocuy

Martin Creed

Christopher DeLaurenti

Stijn Demeulenaere

Attila Faravelli

Marco Fusinato

Stefano Giannotti

Carlo Giordani

Francesca Grilli

Petri Kuljuntausta

Giovanni Lami

Annea Lockwood

Naeem Mohaiemen / Paris Furst

Andrea Morbio

OHT / Filippo Andreatta

Pauline Oliveros

Anibal Parada & Lydia Lunch

Bianca Pitzorno

Giacomo Raffaelli

Anna Raimondo

Irene Rossini / Davide Spillari

Maria Teresa Sartori

Alberto Tadiello

Fiona Tan

Atau Tanaka

Chiara Trivelli

Enrico Vezzi

Luca Vitone

James Webb

Hildegard Westerkamp

ZimmerFrei

Mariangela Gualtieri

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Helicotrema è curato da Blauer Hase e Giulia Morucchio

helicotrema.blauerhase.com

Media partner: RAI Radio3

Helicotrema 2015 @ Forte Marghera – Comunicato Stampa