poesia naturalistica

Lungo i sentieri di Umberto Piersanti

nel-folto-dei-sentieriNel folto dei sentieri di Umberto Piersanti (Marcos y Marcos, 2015) è un libro che si è visto assegnare nel corso del 2016 un bel po’ di premi. Tutti meritati sicuramente; tutti attestanti il valore della poesia di Piersanti, che non ha certo bisogno di sentirselo dire. Ecco perché il fatto in sé si esaurisce qui, nel senso che i premi di poesia spesso lasciano il tempo che trovano, e bisognerebbe andarsi a vedere di ogni premio la composizione della giuria, e di ogni giurato la reale ‘competenza’, ossia il gusto da lettore, o l’area di gravitazione. Insomma, come già ai tempi dell’Antico Fattore, i premi letterari sono spesso una questione che poco ha a che fare con la poesia.
Nel folto dei sentieri, per sua e mia fortuna, ha molto a che fare con la poesia, perché è poesia allo stato puro; un lungo dialogo tra l’uomo e la poesia, perché è a essa che il poeta pone le domande, e perché è nella poesia che il poeta-padre ritrova il figlio al quale tutto il libro si rivolge perché in lui si riflette. E tutto nel segno della natura, perché Umberto Piersanti continua il suo percorso tra paesaggi a lui cari: monti, colline, valli, fiumi, prati. Nella natura tutto l’universo poetico si riflette, e non può essere altrimenti per un poeta che come uomo nella natura tende a riconoscersi. E nell’agire in questa direzione sono evidenti i riferimenti alla più alta tradizione poetica italiana, non solo novecentesca, con continui recuperi lessicali che si impastano con la fluida lingua di Piersanti dando vita a un fiume in piena di immagini che travolgono il lettore.
E la sensazione prima che assale proprio il lettore di queste poesie è quella di essere condotto per mano lungo i sentieri calpestati da Piersanti-cavaliere, alla ricerca infinita di questo “non luogo” («e sogna il cavaliere/ la bianca strada/ e un luogo non l’attende»), col privilegio di porre i propri piedi sulle (nelle) sue orme-impronte, senza mai rischiare di uscire dal solco, in un tutto che sospende anche il tempo («e lì s’arresta il tempo/ come nel quadro?» si chiede il poeta in Sentieri). (altro…)