Tag: poesia inglese

Bustine di zucchero #23: Samuel Taylor Coleridge

In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e…

Bustine di zucchero #18: Philip Larkin

In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e…

“West and East”: entrando nella poesia di Vita Sackville-West

di Stefano Rozzoni “Tradizionalista”, “amante del giardinaggio”, “aristocratica snob”: sono alcuni degli appellativi più comuni attribuiti alla poetessa inglese Vita Sackville-West (1892-1962) in un inquadramento critico tanto diffuso quanto superficiale. Vivere e scrivere nei primi decenni del Novecento inglese significa doversi confrontare con illustri…

William Empson. O dell’ambigua fascinazione della poesia

«Le texte non plus n’est pas isotrope: les bords, la faille, sont imprévisibles» Nemmeno il testo è isotropo: i bordi, la crepa, sono imprevedibili Roland Barthes L’allusione assume una funzione di impersonalità in poesia. Essere allusivi e quindi impersonali significa imprimere un segno di…

Philip Gross – Severn Song

Philip Gross (1942- ) quest’anno ha vinto il prestigioso premio T.S. Eliot, ben 15.000 sterline donate dalla vedova del poeta, Valerie Eliot. E ha vinto con il suo sesto libro di poesia, “The Water Table”, un’opera che ha sorpreso per il fatto di essere, non solo una raccolta di poesie, ma anche “so obviously a book”. Qui una traduzione di Giovanni Catalano.

James Schuyler – L’appartamento buio

James Schuyler (1923 – 1991), nato a Chicago, visse due anni a Ischia lavorando come segretario di W.H. Auden prima di trasferirsi a New York dove, a un party, conobbe John Ashbery e Frank O’Hara. I momenti migliori per la sua poesia furono quelli…

John Ash – A cominciare dalle nuvole

John Ash (1948- ) è un poeta inglese, nato a Manchester. Quando poi si è trasferito in America è presto entrato in contatto con la scuola di New York (John Ashbery è quasi un suo omonimo). Hanno detto di lui: “John Ash could be the best English poet of his generation. Yet somehow it seems inappropriate to play the old ratings game with him. Ash lives as an expatriate in Istanbul, a vantage point from which the machinations of ‘po-biz’ must seem very far away. And that distance isn’t merely a geographical fact but a condition of his work (P. Campion).” Traduzione di Giovanni Catalano.

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