poesia in lingua inglese

PoEstate Silva #25: Arundhathi Subramaniam, da “A una poesia non ancora nata”

 

For a Poem, Still Unborn

Over tea we wonder why we write poetry.
Ten people read it, anyway.
Three are committed in advance
to disliking it.
Three feel a vague pang
but have leaking taps and traffic jams
to think about.
Two like it
and wouldn’t mind telling you so,
but don’t know how.
Another is busy preparing questions
about pat ironies
and identity politics.
The tenth is wondering
whether you wear contact lenses.
And we,
as soiled as anyone else
in a world addicted
to carbohydrates
and words,

still groping
among sunsets and line lengths and
slivers of hope
for a moment
unstained
by the wild contagion
of habit.

A una poesia non ancora nata

Davanti a un tè ci domandiamo perché scriviamo poesie.
Le leggono dieci persone, in ogni caso.
A tre non piacciono
per partito preso.
Tre provano un vago struggimento
ma devono pensare ai rubinetti che perdono
e al traffico cittadino.
A due piacciono
e non avrebbero problemi a dirtelo,
ma non sanno come.
Un’altra è tutta presa a preparare domande
sulle facili ironie
e sulla politica dell’identità.
La decima si chiede
se porti le lenti a contatto.

E noi
corrotti come chiunque altro
da un mondo assuefatto
ai carboidrati
e alle parole,

brancoliamo ancora
fra tramonti, metrica e
schegge di speranza
per un istante
immuni
dal terribile contagio
dell’abitudine. (altro…)

Glen Sorestad, poesie tradotte da Angela D’Ambra

 

Poesie da Acqua e roccia – traduzione di Angela D’Ambra

Interludio: Poesie di Glen Sorestad

 

Primo mattino

anticipazione
ci accelera sull’acqua.

Fervore fanciullesco scisso
tra mondano e mistero,

gli scenari così familiari, pure rinnovati
ogni anno proprio come primavera.

Gli occhi confermano di nuovo
quelle immagini depositate

nella memoria del cuore,
cercano d’abbracciare tutto

ancora e ancora, come se
cose così fossero davvero

troppo preziose per durare –
forse il conoscere, sì,

sempre il conoscere
questo è vero.

First Morning

anticipation
speeding us across the water.

Boyish eagerness torn
between mundane and mystery,

the sights so familiar, yet renewed
each year like spring itself.

The eyes confirm anew
those images lodged

in the heart’s memory,
seek to encompass everything

again and again, as if
such things must surely be

too precious to last –
perhaps the knowing, yes,

always the knowing
this is true.

(altro…)