poesia in due lingue

PoEstate Silva #53: Rosangela Zoppi, da “Fiore di stecco”

 

A Teta di Cervara

Dalle tegole macchiate di muschio
lo sguardo sale alla linea dei monti
poi torna docile in cima alla loggetta.
China sul suo pasto frugale
la vecchia gioca con le dita e la forchetta
che non raccoglie più abbastanza;
nei suoi modi sembra tornata
a un’infanzia diversa
dove giorno per giorno disimpara.
I raggi pietosi le sfiorano i capelli
raccolti sulla nuca di bambina
mentre la lunga fiaba della vita
volge lenta alla fine.

 

Quadretto

Escono a frotte,
nel pomeriggio infuocato,
i fanciulli,
spargendo manciate d’allegria
sulla strada deserta.
Al fragile vecchio che passa
risuona improvvisa la memoria
di lontani svaghi.

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PoEstate Silva #47: Maria Grazia Cabras, da “Bestiario dell’istante”

Mariposa

Tèndere s’arcu:
in cale diressione?
crèschere intro a unu focu
?

Farfalla e lume

Tendere l’arco:
verso quale direzione?
crescere dentro un fuoco
?

 

Anzonedda arcana

Míliu che lampizu
zubale d’umbras

Agnellina arcana 

Balenante belato 
giogo d’ombre

 

La carta la tana
la ratio contraria
Alice e lo speculum
nel viaggio combusto
capo-volti profili calchi abrasivi
orecchie in corsa
consola la selva smarrita

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Fausta Genziana Le Piane, Stazioni / Gares

Stazioni_Gares

 

Fausta Genziana Le Piane, Stazioni/Gares, Edizioni EventualMente 2011

Lampi negli sguardi che si incontrano casualmente e si imprimono vicendevolmente, talvolta con dolore, sempre con una sorpresa rinnovata; urti inattesi che pur costringono a una sosta, a un’alzata di sopracciglio, a un’impercettibile ma inevitabile curva delle spalle; bagagli d’intralcio, bagagli di conforto, abbandonati, trascinati, stretti a sé; predellini, marciapiedi, sale d’aspetto, corridoi, scompartimenti i luoghi della grande allegoria del viaggio dell’esistenza: hanno tutta la parvenza di dettagli da scatti impressionistici questi ‘canti dell’estranea contiguità’ della raccolta Stazioni/Gares di Fausta Genziana Le Piane.
I testi, che appaiono qui nella doppia redazione, in italiano e in francese, curata dall’autrice, hanno il pregio di esaltare, con un dettato limpido e non privo di richiami al patrimonio lirico dell’impressionismo (penso in particolare ad alcune poesie di Théophile Gautier e di Oscar Wilde) la sonorità e, insieme, la ricchezza di valenze simboliche dell’una e dell’altra lingua. (Anna Maria Curci)

*

LE PETIT SEAU ROUGE

Accompagnée de sa grand-mère,
la gamine va
dans un bruit de ferraille
lentement
sur le quai.

Sérieuse, elle monte dans le train
et
alors que son regard triste
poignarde le mien,
sur les marches
brille son
petit seau rouge,
coccinelle de ma chance.

IL SECCHIELLO ROSSO

Accompagnata dalla nonna,
la bambina sferraglia
adagio
sul marciapiede.

Sale seria sul treno
e
mentre il suo sguardo triste
pugnala il mio,
sugli scalini brilla il suo
secchiello rosso,
coccinella della mia fortuna. (altro…)