Poesia greca arcaica

Transduzione da Alceo – Luciano Mazziotta

Transduzione da Alceo

Crack crack crack!
Crisi crisi crisi!
Cccp:
Crack, Cirio, Crisi, Parmalat.
Beppe ci fa ridere:
                                ridono tutti,
                                                    ruttano i ratti,
spiano i fatti
alla televisione,
a bocca aperta aspettano lo sputo del padrone!
Inflazione – una monetina
Esplode sul sistema-
Pensione, devoluzione.
I gruppi sovversivi discutono se sia il momento;
i gruppi repressivi si incontrano in parlamento:
si ordina ai lavoratori, per esigenze etimologiche,
di andare a lavorare,
solo agli scioperanti è permesso scioperare.

 

La strada si apre alla popolazione
che con carri e canzoni apre la manifestazione!
(Banca 121 fallita!
Fiat sfinita!
imprenditori appagati,
lavoratori licenziati).
La strada si apre alla popolazione,
la popolazione serve all’opposizione:
l’opposizione si oppone;
la maggioranza governa,
decide,
             delibera,
                             difende;
i soldati muoiono in campo sull’azione;
l’opposizione si oppone.
Scende in piazza la popolazione!
Una voce:
“Basta prenderci sul serio con cartelloni e motti,
è arrivato il momento di oscurare Jerri Scotti”.
La popolazione si oppone:
l’economia si nasconde nella democrazia,
che aveva l’appoggio di santa demagogia.
L’opposizione si oppone!
esplosione!
                      Esplosione! 
                                                                  Esplosione!

 

Silenzio…
Striscia la notizia chiude per lutto,
un minuto di silenzio è accordato dal parlamento, tutto!
Il popolo applaude, interrompe il tutto
Ogni piazza risponde con un interminabile rutto,
applaudono i carri, applaude la gente,
si beva anche a forza, è morto il presidente!
Di Luciano Mazziotta

 

Ho scritto questo testo nel lontano 2004. Ero in preda ad una passione irrefrenabile per il futurismo e per la lirica greca arcaica. Mi riferisco ad Alceo, ad Archiloco in parte anche a Saffo. Sono tutti poeti militanti nel senso che intendiamo oggi. Benché allora la poesia era politica e l’aggettivo “militante” non aveva senso di esistere, perché non c’era poesia senza militanza, non c’era poesia senza città. La transduzione cui mi riferisco in questo componimento è il frammento di Alceo in cui si dice: “ora si deve bere anche a forza\ è morto Mirtilo”. La chiamo transduzione perché non ho voluto mettere in pratica solo il passaggio da una lingua ad un’altra ma da una cultura ad un’altra e questo è il risultato.