poemetto civile

Riccardo Mazzamuto, da ‘La volpe e il gatto’

VIII.
Prigionieri senza
sogni d’aria. Duro
lavoro, sacrifici,
convivenza, litigi.

Non sarò più solo…
mi sento di giocare
ragazzo liberato.

Dolore, benessere
sopravvivenza da stia.
Predico e mangio
sperma e ingoio
zecca del pensiero.
È la forza… bastarda
e tua debolezza.
[…]

 

IX.
Abbattono anime
ostinate vicino
al muro diventato
deserto con colpi di
preghiera a salve.

Dentro… dentro scavano
per far riemergere
i segreti bancari,
conti, titoli azioni.

Là una volta lavato
purificato, quando
disinfettato, quando
sarà messo all’asta
ci abiteranno… figli
del popolo… popolo
con consumi d’acqua
luce gas ici e irpef
gratuiti… gratuiti.

Fanciulli seviziati
da idee imposte,
dottrine e religioni:
obbiettivo di voto
democratico retto
insieme per morire
di futuro. Conosco
l’enigma della vita
ma non posso svelarlo…

Campo di battaglia,
questo… dovete solo
obbedire e vivere
questo e per noi.

© Riccardo Mazzamuto, La volpe e il gatto. Poemetto civile, Milano, Lietocolle, 2017