piero simon ostan

I poeti della domenica #94: Piero Simon Ostan, Stago sbudelà

piero

da Pieghevole per pendolare precario, Dot.com press, 2011

*

Stago sbudelà
no ste dir niente
no sento niente

stago solo qua
la coperta tirata su

perderme via
in tutti i programmi
pettegoli del pomeriggio
fin quando el scuro
riva a converserme i pie

*

Sto sbracato
non dite niente
non sento niente

sto solo qui
la coperta tirata su

lasciarmi andare
in tutti i programmi
pettegoli del pomeriggio
fino a quando il buio
arriva a coprirmi i piedi

*

© Piero Simon Ostan

Premio Teglio Poesia 2016

cropped - silvia lepore

cropped – silvia lepore

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Bando 16^ edizione

Regolamento

1. Il Comune di Teglio Veneto con l’Associazione Culturale Porto dei Benandanti, bandisce la 16^ edizione del Premio Teglio Poesia.

2. La giuria, presieduta da Fabio Franzin, è composta da Francesco Tomada, Patrizia Dughero, Roberto Ferrari, Piero Simon Ostan e Anna Toscano.

3. Il Premio ha scadenza biennale.

4. Il Premio Teglio Poesia si articola in due sezioni:

  • a. Poesie in lingua italiana, nelle lingue delle minoranze etnolinguistiche italiane e nelle parlate locali: sono ammesse raccolte di poesie inedite (su carta e su web) a tema libero, mai premiate in altri concorsi; la lunghezza complessiva dei testi dovrà essere compresa tra minimo 25 e massimo 40 cartelle (una cartella equivale a trenta versi, vengono esclusi dal conteggio titoli ed esergo).
    1. Possono partecipare autori italiani nati dopo il 1° gennaio 1975.
    2. Il plico da spedire o consegnare a mano deve contenere:
      • la raccolta di poesie in 2 copie in cartaceo e 1 copia su CD in formato Word o PDF non firmata e totalmente anonima.
      • una busta separata contenente la biografia dell’autore in cui devono essere specificati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail, firma.
      • per i testi nelle lingue delle minoranze etnolinguistiche italiane e nelle parlate locali, i partecipanti devono affiancare al testo originale la traduzione in lingua italiana.
    3. Il vincitore sarà premiato con la pubblicazione della sua raccolta di poesia per i tipi di QUDULibri di Bologna, con regolare contratto di edizione. Il vincitore non dovrà sostenere alcuna spesa per la pubblicazione.
    4. La giuria segnalerà altre opere meritevoli.
  • b. Barba Zep: possono partecipare gli studenti delle scuole primarie e secondarie (di primo e secondo grado) d’Italia.
    1. Sono ammesse non più di tre poesie inedite (mai premiate in altri concorsi) in lingua italiana, nelle lingue delle minoranze etnolinguistiche italiane e nelle parlate locali.
    2. Non sono ammessi elaborati di gruppo.
    3. Ogni studente dovrà inviare o consegnare a mano le sue poesie in 7 copie, indicando nome, cognome, scuola e classe d’appartenenza, data di nascita, indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail.
    4. Per i testi nelle lingue delle minoranze etnolinguistiche italiane e nelle parlate locali, i partecipanti devono affiancare al testo originale la traduzione in lingua italiana.
    5. Per ogni ordine di scuola saranno premiati tre studenti meritevoli con buoni per l’acquisto di libri del valore di 100, 75 e 50 euro.
    6. La premiazione si terrà tra giugno e luglio 2016 a Teglio Veneto nell’ambito del Festival di poesia Notturni Diversi.

Le poesie e i dati biografici dei partecipanti delle due sezioni dovranno essere inviati entro il 21 marzo 2016 (vale il timbro postale) al seguente indirizzo:

Premio Teglio Poesia
presso Biblioteca Comunale,
Via Roma 11, 30025, Teglio Veneto (Ve).

Il giudizio della giuria è insindacabile.

I vincitori e i segnalati verranno contattati dalla Segreteria del Premio per confermare la presenza alla cerimonia di premiazione, durante la quale i premi devono essere ritirati personalmente.

La partecipazione al Premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme presenti nel bando.

Tutela dati personali: ai sensi del D. Lgs del 2003, n. 196, art. 1, la Segreteria dichiara che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del Premio e all’invio agli interessati dei bandi degli anni successivi; fa presente inoltre che, ai sensi dell’art. 11, con l’invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l’interessato acconsente al trattamento dei dati personali.

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Il sito del Premio: PremioTeglio

Dieci minuti di pordenonelegge #1

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pordenone(legge) è una vecchia signora?

Quando nel 2007 arrivavo a pordenonelegge per la prima volta, poco più che ventenne, con un piede dentro l’università e l’altro chissà dove, sul mio taccuino annotavo queste parole: «mi accorgo che pordenonelegge mantiene una propria specificità, forse un po’ ingenua, che i grandi festival letterari non hanno più: Pordenone è un “dove” in cui si assapora quella sensazione che sopraggiunge prima dello stupore totale. La città ti cinge, ti abbraccia come una nonna che desidera proteggerti; è una tensione parziale quella che sento, una continua ricerca verso la completezza.» Nelle parole di allora non trovo la me stessa di oggi − forse vorrei negare di averle scritte − ma ciò che è più importante sono quelle parole rapportate al presente, a ciò che vedono e riconoscono i miei occhi ora. Quella “vecchia signora” del titolo mai esistita davvero stava, all’epoca, nella mia immaginazione, seduta lungo il corso principale: osservava i passanti e creava con loro un rapporto di accoglienza e protezione. Quella vecchia signora era la città e l’evento insieme. E, nel 2015, ma già da qualche tempo, ha lasciato posto a molto altro: si è forse messa da parte, a osservare da lontano ciò che accade. pordenonelegge non ha bisogno di un pretesto come quello per essere raccontata (doppia ingenuità la mia, allora): infatti, qui, vige una familiarità che si riconosce in un programma sempre più curato, in cui trovano spazio e attenzione sì gli autori esordienti e molti nomi importanti della letteratura italiana e straniera ma soprattutto gli “esercizi di lettura”, la scienza, la storia e la filosofia; gli appuntamenti riservati alle scuole, che proseguono un percorso annuale di formazione che inizia in aula; l’attualità e il territorio, con appuntamenti dedicati. L’allestimento è ben concepito, i volontari preparati a gestire le emergenze; il pubblico è educato: rispetta la coda e attende, si confronta. La città offre degli spazi adatti sia per gli eventi − negli anni forse non sono cambiati di molto − sia per i momenti di convivio. I dettagli, soprattutto, sono ciò che non può mancare ed è pregevole per una “festa del libro” l’aver avuto una crescita così rapita e ben congegnata nell’ultimo decennio, in grado di attirare lettori curiosi anche da fuori regione. La provincia, più che la grande città, crea le proprie forme di resistenza e le evolve continuamente, con intelligenza e bellezza. Ma è soprattutto la poesia a trovare nel programma degli eventi e dei luoghi per sé, tra cui una libreria dedicata, una libreria di fuori catalogo, e altri spazi. L’incontro con la poesia qui, apre a momenti importanti: ad esempio la poesia in dialetto, con Giovanni Nadiani, Emilio Rentocchini, Piero Simon Ostan e Andrea Longega. Lo stupore, quindi, è ancora e sempre possibile. Ve ne parlo nei miei “dieci minuti di”.

© Alessandra Trevisan

Piero Simon Ostan: È così anche il nostro stare qui

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Piero Simon Ostan, È così anche il nostro stare qui, Edizioni Culturaglobale

 

giardino

L’erba come prato inglese fitta e ben tosata
la nostra ci accontentiamo non sia troppo gialla
alle erbacce rassegnati e i calcinacci che affiorano

spesso i buchi da coprire.

come eden difettoso
è il nostro giardino e non sarà
di nessun altro

È così anche il nostro stare qui,
gli squarci e le spaccature
provano chi siamo.

 

autoritratto

È il taglio degli occhi di mio padre
non il suo colore
l’attaccatura bassa dei capelli
quasi piatti i piedi e lo stesso stampo delle mani
o forse è lo stare scorretto della schiena

ma più che altro è la stessa mandibola che balla
quando la cena sa di poco e la camicia non stirata
l’apprensione dei giorni che fa lo stomaco compreso
con la tensione continua dei nervi raccolta nelle giunture
è la sua sintassi quando dico le frasi che non vengono
preciso il lampo nello sguardo che ricuce le cose
rifà buono il tempo

la solitudine lui dei boschi io delle parole.

Sarà poi un giorno mio figlio
e il figlio di mio figlio
sarà l’aggirarsi nell’identico buio delle strade
ad aspettare che venga il vento giusto
e il chiaro dentro gli occhi.

 

la classe delle farfalle

Al tuo arrivo in asilo hai saputo
che eri nella classe delle farfalle.
Hai colorato il disegno ma non sei
stato dentro i bordi neri delle ali

il tuo segno di riconoscimento
da cucire sul bordo della bavaglia
è uno scivolo tutto colorato.

Che la vita sappia posarsi su di te
con la leggerezza che ha offerto ai fiori.
Dopo la fatica dell’arrivo in vetta
ti regali il brivido della discesa.

© Piero Simon Ostan

 

È così anche il nostro stare qui: in queste parole c’è molto più di un titolo, sembra piuttosto un proposito che Piero Simon Ostan formula verso se stesso – prima di tutto – e poi verso quelli a cui vuole bene. Così è il suo mondo, dunque, un mondo vive in una quotidianità di alti e bassi, di paura delle burrasche improvvise e di tensione verso una dimensione più libera, dove sperimentare la consistenza delle nuvole. Ma anche la leggerezza è una conquista che ciascuno deve raggiungere indossando con coraggio il proprio volto e il proprio nome, quel nome che altri ci hanno donato e a cui ci spetta di dare un significato, quel nome che come gesto di affetto scegliamo per i figli nel momento in cui gli auguriamo che la vita possa crescere dentro di loro.

© Francesco Tomada

I poeti sono vivi – (In classe una poesia al giorno)

La poesia? Quest’anno si legge in classe sul blog
La poesia sta scomparendo dall’orizzonte quotidiano e quando rimane ancora in vista appare come qualcosa di speciale e in fondo stravagante. Anche la scuola, uno dei pochi posti dove ancora si sente menzionare questa parola, quasi sempre la tratta come una cosa lontana dal presente e assolutamente incomprensibile se non attraverso concetti complessi, che scoraggiano qualsiasi entusiasmo.
E poi, diciamo la verità, tutti i poeti di cui si parla sono morti  e stramorti. Così si dà l’impressione che anche la poesia non sia che un singolare ricordo di qualcosa che si faceva un tempo, quando erano vivi uomini e donne che adesso non lo sono più. Inutile aggiungere che fino agli anni ’80 del secolo scorso si studiavano e si portavano all’esame di stato molti autori di poesia veramente contemporanea, cioè viventi, operanti nel nostro stesso tempo, e che condividevano una parte della nostra esperienza. Anche se spesso la differenza di età, rispetto a quella degli studenti, era notevole, i poeti erano vivi, come erano vivi i genitori, gli zii e i nonni. E quelli che erano morti, appartenenti alle stesse generazioni, condividevano una reciproca donazione di senso con i vivi, come sempre, come accadeva per la morte di un genitore, di uno zio e di un nonno.
Eppure i poeti sono vivi. I poeti sono vivi perché la poesia vive nel presente, si nutre ed è nutrita dalla vita, dal tempo, dall’esperienza che attraversiamo ogni giorno.
E, nei fatti, possiamo cambiare la situazione a cominciare dalla scuola.
Che cosa fare per cambiare il senso di un manuale scolastico che appare come una vasta e complicata necropoli?
È da qui che nasce l’idea promossa dal Liceo Majorana e realizzata da Gian Mario Villalta e Roberto Cescon (con l’aiuto di alcuni importanti compagni di strada come Piero Simon Ostan e Francesco Tomada) di creare il blog http://ipoetisonovivi.com in cui verrà pubblicata una poesia al giorno (solo di poeti viventi) da leggere in classe. Una poesia da leggere, preferibilmente senza commenti, solo il titolo e il nome dell’autore. Una poesia al giorno, perché c’è, la poesia, perché abbiamo bisogno di riprendere confidenza e intimità nei confronti di quest’arte. Dentro e fuori dalle classi.
Male che vada, tra qualche anno, quando un ex alunno sentirà parlare di poesia, potrà dire:”Ah, sì! Mi ricordo, a scuola abbiamo avuto l’anno della poesia”.

Fuochi sull’acqua. Incontri di poesia

 

Segnaliamo un’altra bella iniziativa di poesia di questo inverno Milanese. Qualcosa si muove in città

Piero Simon Ostan – Pieghevole per pendolare precario

Piero Simon Ostan - Pieghevole per pendolare precario - ed. Le voci della luna

Piero Simon Ostan – Pieghevole per  pendolare precario – ed. Le voci della luna – 2011

“Siamo / talvolta / il mozzicone / incontrato per strada / portato avanti / senza farci caso / con la scarpa”(da Quattro passi pag. 20). La precarietà è certamente nel lavoro, la precarietà è della vita. Risiede in questo nostro stare al mondo, questo bilico fra molti dubbi e rare certezze. Piero Simon Ostan in questa bella raccolta di poesie, ci racconta (e si racconta) il disegno precario del nostro quotidiano vivere. Lo fa in maniera splendida usando tutti gli strumenti in suo possesso. La lingua, il territorio, il lavoro, le case, le stanze, gli affetti. Lavorando di fino e di punta di trapano. I versi, intensi, chiari, ci consentono una facilità di immedesimazione non comune. Perché tutti stiamo fra il divano e il precipizio, tutti guardando dallo specchietto retrovisore vediamo sempre due strade. Siamo tutti domande. “Mentre mi fai da apprensivo navigatore / con l’itinerario stampato da internet / io maldestro guidatore: / è come ci diciamo le cose che ci secca / così ti dondola la gamba e la voce mi si incrina. // Sbagliamo quasi sempre la strada. // Io squadro lo specchietto retrovisore / e il parabrezza, tu il finestrino dalla tua parte // così ce ne sono almeno due di strade. // Ci si rinfaccia quasi tutto / io perfino la borsetta crema che ti sei comprata / tu le lenti degli occhiali sporche / che non mi fanno vedere i segnali” (Segnali pag.44). La penna dell’autore, però, non è mai precaria. Tagliente, precisa, ironica. Sicura. Simon Ostan privilegia il linguaggio quotidiano, le parole che ci escono tutti i giorni dalla bocca. Scivola con naturalezza dall’italiano al dialetto veneziano (precisamente di Portrogruaro e dintorni), non perdendo mai efficacia e musicalità. Come ricorda Gian Mario Villalta in prefazione: “… Sembra scrivere poesia non per misurare la differenza – come da tradizione novecentesca – dal mondo dei consumi e della coazione comunicativa sociale quanto piuttosto per aderirvi …” L’autore scrive per andare in fondo alle cose, per comprendere, certi versi sono domande, a volte dure, a volte sussurrate con dolcezza. Non sempre o quasi mai ci sono le risposte e forse non è compito del poeta darne. C’è, evidente, una limpidezza di sguardo, una chiarezza d’intenti, che partendo dal basso: da una casa, una fabbrica, una bicicletta, un silenzio cercato, restituisce al lettore quello che la poesia dovrebbe fare: staccarci  da terra ogni tanto e farci rimanere aggrappati ad essa il minuto dopo. “C’è degli uomini che gli va peggio / ci sono quelli come me che vanno a finire / con la targhetta non identificato #1 / non identificato #2, #3 // e c’è un gentile uomo / che con stivali e camice blu da operaio / ci mette in fila in una fossa / con la pala aiuta un altro uomo / con una grande rumorosa ruspa / a sommergerci con la terra appena smossa” (Dal giorno mi nascondo pag. 39).

Gianni Montieri

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nota biografica: Piero Simon Ostan è nato nel 1979 a Portogruaro, dove vive nell’ottobre 2006 pubblica per Campanotto editore la sua silloge d’esordio Il salto del salvavita, con prefazione del poeta Giacomo Vit.
Nel 2006 e nel 2007 partecipa alla Festa di Poesia di Pordenone e dal 2009 collabora anche alla sua organizzazione. Sue poesie sono pubblicate all’interno delle quattro antologie poetiche Notturni Di_Versi (Nuova Dimensione editore). Nel 2009 e 2010 partecipa a Pordenonelegge.it sia come autore che come collaboratore. Nel 2011 pubblica il suo secondo libro Pieghevole per pendolare precario per Le Voci della Luna con prefazione di Gian Mario Villalta, sempre nel 2011 vince il premio Cetonaverde
Fa parte dell’Associazione Culturale Porto dei Benandanti di Portogruaro con la quale organizza eventi culturali come il Piccolo festival di poesia: Notturni Di_Versi eOrchestrazione. E’ insegnante di lettere nelle scuole medie