Philip Gross

Philip Gross – Severn Song

Philip Gross (1942- ) quest’anno ha vinto il prestigioso premio T.S. Eliot, ben 15.000 sterline donate dalla vedova del poeta, Valerie Eliot. E ha vinto con il suo sesto libro di poesia, “The Water Table”, un’opera che ha sorpreso per il fatto di essere, non solo una raccolta di poesie, ma anche “so obviously a book”. Ringrazio Riccardo Duranti per il suo prezioso contributo alla traduzione.
 
 
 
 
Severn Song

The Severn was brown and the Severn was blue –
not this-then-that, not either-or,
no mixture. Two things can be true.
The hills were clouds and the mist was a shore.
 
The Severn was water, the water was mud
whose eddies stood and did not fill,
the kind of water that’s thicker than blood.
The river was flowing, the flowing was still,
 
the tide-rip the sound of dry fluttering wings
with waves that did not break or fall.
We were two of the world’s small particular things.
We were old, we were young, we were no age at all,
 
for a moment not doing, nor coming undone –
words gained, words lost, till who’s to say
which was the father, which was the son,
a week, or fifty years, away.
 
But the water said earth and the water said sky.
We were everyone we’d ever been or would be,
every angle of light that says You, that says I,
and the sea was the river, the river the sea.

 

 

La canzone del Severn

Il Severn era marrone e il Severn era blu –
non questo-poi-quello, non entrambi-l’uno o l’altro,
nessun rimescolamento. Due cose possono essere vere.
Le colline erano nuvole e la foschia era una riva.

Il Severn era acqua, l’acqua era fango
pieno di mulinelli fermi che non si riempivano,
il tipo d’acqua che è più denso del sangue.
Il fiume fluiva, fluiva da fermo,

l’increspatura di piena il suono d’un secco battito d’ali
con onde che non si infrangevano né cadevano.
Eravamo due piccoli particolari del mondo.
Eravamo vecchi, eravamo giovani, non avevamo età,

per un momento non facevamo nulla, né eravamo disfatti –
parole vinte, parole perdute, finché chi può dire
chi era il padre, chi era il figlio,
a una settimana, o a cinquant’anni, di distanza.

Ma l’acqua diceva terra e l’acqua diceva cielo.
Eravamo tutti gli uomini che siamo stati o vorremmo essere,
ogni angolo di luce che dice Tu, che dice Io,
e il mare era il fiume, il fiume era il mare.

(Traduzione di Giovanni Catalano)