Nient’altro che parole

Nient’altro che parole, Annalisa Teodorani (di Narda Fattori)

9788858854488_quarta

Annalisa Teodorani, Nient’altro che parole, ZoomPoesia, Feltrinelli e-book

 

Annalisa Teodorani è una delle voci giovani e più significative della Romagna; ha già pubblicato quattro raccolte di poesie e la si incontra in reading cesellati dove la sua voce affianca nomi solidamente consolidati in poesia. In questo e-book di una prestigiosa casa editrice, la poesia di Annalisa si conserva scabra, con l’atteggiamento di un pugile alla difesa; l’io che prova a dirsi viene in poche righe messo a tacere, forse non ha molto da dire, molto più probabilmente teme che dallo spiraglio da cui si affaccia entrino invasori, intrusi vagabondi, pensieri di niente.
La poesia di Annalisa è materica anche quando sa di filosofia; sotto il microscopio della comprensione e della visione mette minuzie, eventi  che attraversano il quotidiano con il rischio di non essere neppure percepiti. Eppure la vita è lì, nella loro predicazione sommessa che coglie solo chi ha uno sguardo e una mente aguzza, tremula forse, ma appartenente.
Poetessa in vernacolo, la Teodorani si tuffa nella sua lingua colta: un italiano non ricercato, amico , solidale. Potrebbe osare molto di più, non le mancano gli strumenti culturali, ma non è interessata a mostrare la sua maestria; la sua esistenza laboriosa come quelle delle formiche, si palesa nelle discrasie, nell’osare dire la tristezza come possibilità di piovere, e piovere è una bella metafora per dire piangere: si piange per solitudine, per disperazione, per alleviare un’arsura, per sintonizzare le intime percezioni con un cielo grigio e avvizzito.
Questo e-book si presenta come un crogiolo di emozioni, di piccoli, grandi dolori e osa, la poetessa, anticipare con un incipit vernacolare che raccatta ricordi e meteorologie in una decina di poesie  che le servono da pedana per il salto da fare in lingua.
Discriminare fra le due forme comunicative non è puro gioco intellettuale perché ciascuna ha una sua sintassi e un lessico determinato.
Come tutti i dialetti, anche quello di Annalisa è materico, visionario ed esplorativo:

È bóffa so in muntàgna
a l vén zo
sla nàiva sòura e’ tèt
ènca i lópp
i s-cénd a vàla
mo l’è un invérni splórc
ch’u n rigàla ma niséun
e se ’dmèn un po ad sòul
e’ scàpa fura
tin dacòunt
che sprài ad luce

[È bufera su in montagna/ scendono con la neve sul tetto/ anche i lupi vengono a valle/ ma è un inverno avaro/ che non fa regali a nessuno/ e se domani un po’ di sole esce fuori/ tieni a conto/ quello spiraglio di luce]

Lo spiraglio di luce, nella sua polisemia, acquista il valore di un sole intero, è il piccolo brivido della felicità che si può presentare anche quando i lupi scendono a valle, ovvero nei tempi più duri e dolorosi. (altro…)