Natalia Paci

Natalia Paci (tre poesie)

venezia - foto gm

Parto

Ho conosciuto Dio
ero proprio Io.

Nel mio universo in pancia
un Big Bang neonatale
Creazione monodose
a dimensione personale.

Non c’è né giorno né notte nel parto
ma un tunnel spazio-temporale.
E fu subito Lucio: da nulla a tutto
a velocità esponenziale.

*

Puerparole

Tutto diventa tetta pappa nanna:
parole mai usate ripetute all’infinito.
Si torna bambini pure nel parlare
del puerpèrio la lingua speciale.

Una poesia per te dev’essere così
piena di popò e di pipì
di ninnananne stonate
prima d’ora mai cantate.

Tourbillon di carillon
di continuo a tette al vento
a prova di raffreddore
per provare il vero amore.

Non si contano gli anni
ma giorni e settimane.
In due mesi cambia tutto:
appena nati s’invecchia a vista d’occhio.

*

Prime parole

Bau Bau è il verso principale
di ogni animale. Nel tuo universo
personale si può certo incontrare
un Popoppo o un Kikonco.

Ai piedi si mettono le parpe
dentro casa c’è la luce della pampa
fuori nel cielo c’è la lua con le tetelle
e, a Capodanno, i fuochi dentifricio.

I cattivi sono quelli che soffiano
per buttare giù la casa di paglia.
I buoni ti prendono per mano
e ti fanno caro caro.

Nel tuo mondo senza religione
la mamma tutta tetta è tutto. È Dio.
Non c’è tuo e mio ma un tutt’uno di noi due
perché «mia mamma si chiama Io».

***

Nota dell’autrice: I tre testi sono tratti da un libro in preparazione dedicato a mio figlio Lucio

Natalia Paci (Ancona, 1974) è avvocato e professore a contratto di Diritto del lavoro presso l’Università di Urbino. Ha pubblicato la raccolta poetica Pronta in bilico (Sigismundus, 2012) e sue poesie sono presenti in riviste e nelle antologie: Porta marina. Viaggio a due nelle Marche dei poeti (Pequod, 2008), Calpestare l’oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale (Cattedrale, 2010), Registro di Poesia #5 (Edizioni d’if, 2012), Il ricatto del pane. Scritti e poesie sul significato del lavoro (ed. CFR, 2013).