‘na specie de musical

Un sogno senza filtro

Locandina

Arteterapia: ricerca del benessere psicofisico attraverso l’elaborazione artistica, l’uso libero o guidato delle dinamiche creative per aiutare l’espressione di sé. E c’è un bel gradino, nella ripetizione di quella piccola sillaba “te”: c’è la necessità, per l’arte, di dimenticare le sue esigenze, modellarsi addosso a un bisogno che è salute, e provare, per una volta, a stare dall’altro lato, essere lei strumento di un risultato da ottenere.
Poi succede che l’arte è signora difficile da incatenare, e proprio grazie alla necessità di trattarla come puro mezzo di espressione ritrova la sua forma più vera, ed è in grado di restituire perle che altrimenti sarebbe stato difficile scoprire.
Va detto che ha avuto un ottimo alleato, nel caso che stiamo per raccontare: Shakespeare. Non c’è lavoro del Bardo, non c’è riga che, lo sappiamo da secoli, non si possa schiudere e ribaltare e guardare di sbieco ritrovando ogni volta un nuovo significato. Se ne sono accorti i ragazzi dell’associazione “Il Fiore del Deserto”, ed Enoch Marrella, responsabile del laboratorio di teatro (di lui su Poetarum Silva si è parlato anche qui), e ce ne siamo accorti noi, dal pubblico, quando al Teatro Vascello di Roma è andato in scena ’Na specie de musical, rivisitazione in chiave pop del Sogno di una notte di mezza estate per la conduzione scenica di Marrella (drammaturgia e regia) e Stefania Carvisiglia (movimenti e coreografia).
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