Metro C

Corpo a corpo #3: Ce n’ho abbastanza, Victor Cavallo

victor cavallo

Foto mubi.com

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ce n’ho abbastanza per comprarmi una bottiglia di vodka
un chilo di arance un amburg il pane tondo una birra
un pacchetto di marlboro.
E poi mangio l’amburg col pane tondo tostato e
bevo la birra e fumo la marlboro e poi spremo due
arance con la vodka.
E poi esco e incontro la più grande figa della mia
vita con gli occhi verdi e le ciglia nere e la bocca
rossa e le mani nervose e decidiamo cazzo di non
fare nessun film di non scrivere nessuna stronzata di non recitare
nessuna cagata e di non andare in campagna
e di non occuparci della casa né della merda né dei
capelli né dei comunisti.
Io butto nel fiume il trench di mio fratello
io compro i biglietti per la partita roma-river plate
io raccolgo gli occhi nella spazzatura
io accompagno mio figlio nel paradiso totale
senza nessun pericolo né gas né elettricità né politica
né bicchieri né coltelli né stanze di pavimento.
E lei scompare come le ore e appare come le ore
e me ne frego della pensione e me ne frego di morire
me ne frego dei fascisti e dovunque mi sdraio sogno
e ho sempre voglia di baciarla e gli alberi
respirano e le nuvole di merda si spaccano
e da dentro partono razzi luminosi
e dovunque sono vivo e non ho nessuna paura
né dei rinoceronti né dei serpenti né degli appuntamenti
e butto via l’elmetto e esco dalla trincea delle spalle di piombo
e mando affanculo tutti gli stronzi cagacazzi della terra
e grido come un’arancia stellare
e viaggio nella luce dell’ananas e cago cicche d’oro
sulla faccia dei nazi-igienisti maledetti
puliscicessi. Buttare via il tempo della vita
a lucidare i bidè e conservare i bicchieri
e sorridersi a culo sbarrato e invecchiare
come i più stronzi prima di noi.
Maledetti cagoni falsi e vigliacconi.
lei apparirà. Bruciando i tampax dell’anima sanguinante.
apparirà con gli occhi verdi e ciglia nere e bocca rossa
anima luminosa come arcobaleno puro
radice che spiega con tutta la chiarezza perché questa merda è merda
e finirò di vivere la vita con la paura di vivere la vita.

Ce n’ho abbastanza, pubblicata per la prima volta nel 1979, è una delle poesie più conosciute di Victor Cavallo, pseudonimo di Vittorio Vitolo (Roma 1947-2000), attore, scrittore e poeta, che è stata ripubblicata in Ecchime, Stampa Alternativa, 2003. Il testo si presenta immediatamente, sin dalla prima espressione che dà il titolo alla poesia, come un atto al tempo stesso di sopravvivenza, resistenza e disperata ribellione. Quell’abbastanza è riferito ai pochi soldi che bastano a comprarsi una bottiglia di vodka e poco altro, lo stretto indispensabile per garantirsi una giornata randagia e libera. In cui, nella solitudine di ubriacature totali e bukowskiane, si riesce anche a incontrare la più grande figa della vita. L’uso della sineddoche figa per donna amata è un topos della poesia di Cavallo, basti pensare alla poesia gemella, Incontro a Castelporziano, che inizia con la folgorante sequenza elenco «Mia cara fica/ lucciola lanterna cicala stella nuvola sogno papavero orzata/ fica
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Metro C, Alessandro De Santis

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Metro C, Manni 2013, di Alessandro De Santis, più che una semplice raccolta è un vero e proprio libro, breve, solo venticinque testi, e intenso. Un corpo a corpo con Roma, disperato ed essenziale, rivelatore e spietato, ma intriso di un profondo amore per gli uomini, per gli ultimi, per gli antieroi che si sono arresi alla vita. La metro C, tutt’ora in costruzione, assume il senso di una vera e propria cartografia dell’intero testo, i titoli delle poesie si rifanno a luoghi che se non corrispondono in tutto alle fermate della metro sono ad esse prossime. Il testo, che si muove secondo una doppia direttrice orizzontale e (altro…)