met(à)poesia

E questa cos’è? LA SCUOLA PUBBLICA privata di ogni risorsa!

Andrè Beuchat – Gli eletti

Inchiesta sulla SCUOLA PRECARIA, non dei precari o degli allievi o dello Stato. A quale STATO interessa lo stato DI INDIGENZA della scuola PUBBLICA? Il video è di RAI 3- L’inchiesta è stata fatta all’interno del programma PRESA DIRETTA ed è chiaro dove sta la differenza. La retta va bene ma…la rettitudine è una caratteristica geometrica o una qualità etica? E chi fa veramente missionariato?

Guardate e …poi chiedetevi quanto è vasta… la miseria? l’africa? falso in atti d’uffico dei mi(ni)steri?

video:La scuola fallita

Si prega di leggere anche le categorie sotto cui ho registrato il pezzo!

E’ un poema!

Giovanni Catalano – Natura morta con bicchiere e limone

Roy Lichtenstein, Still Life With Glass and Lemon (1974)

Supponiamo per un istante
di essere cambiati, di essere
uomini nuovi o migliori.
Una mostra antologica
su Lichtenstein che per una volta
fa il punto su tutto e tutti.
E andiamo insieme
che ci sentiamo meglio
ma soltanto se ci ripetiamo
che dell’immagine conta
più la sua riproducibilità.
Prendi una pietra
ad esempio
che se esiste è soltanto
perché ce ne saranno migliaia
di pietre come queste.
Le canne nel canneto,
gli uccelli migratori.
Tutti capiscono di cosa
stiamo parlando e forse
se ne ricorderanno.
Ma noi – ciò che ci distingue
dagli animali – non è sapere
usare uno strumento.
Se molte specie di scimmie
rompono una noce durissima
battendo una pietra
sopra l’altra e alcuni corvi
tengono col becco
una cannuccia di legno
per stanare le larve.
Solo l’uomo moderno
uomo o donna, naturalmente

con ogni gradazione
se sa usare uno strumento
per realizzare un altro strumento
si dice “nuovo”. Forse, migliore.
Così una sera, abbiamo preso
ad affilare una lancia
con lo spigolo scheggiato
della pietra che è caduta
qui per caso. E per un istante
ci sentivamo meglio.

 

Giovanni Catalano, inedito (2010)

Con le mie palpebre vorrei proteggere

Con le mie palpebre vorrei proteggere
la mandorla nella mano ma il tuo occhio
deve errare nella notte in esilio
per toccare oggi che sei nato il seno
domani le labbra di quella donna
in grado di svelarti col bacio
il segreto che nel parto gridiamo
madre e figlio quel richiamo nel ramo
proprio ora che non ci si prende più

Non comprendi gli strilli nel tuo cranio
se ho fame voglio per me tutti i suoni
o semplicemente odio l’odore dei mediocri
né comprendo la calma che hai in gola
perchè non puoi sposarmi se ci amiamo
mi dici che ogni figlio ammazza il padre
per farsi grande il padre pone il cranio del figlio
nel palmo vedi- dice- basta una leggera
pressione per fracassare il mondo

di Dome Bulfaro, tratta da “Poeti Italiani Underground” ed.Net Poesia 2006