Mark Bedin

Mark Bedin: poesie da “Variazioni in versi” (Controluna 2018)

Variazioni in versi.Bedin3

 

Il cuore mio è tra gli abissi nel più profondo riposto,
e in un vaso in carta dall’interno illuminato sta prigioniero.
Torbido in disgregata mucillagine lo sovrasta l’acqua
del mare, e in stoffa cuprea avvolto, vi si scorge dai
bianchi calici striature di stramonio cosicché più lui
non possa sospirare. E i ginocchi nervati dall’ingordigia
e rosi là dove ancora dei calcagni la pulsione suicida
s’intensifica in un’energia elettrica a eccitare la grigiastra
forma dell’amigdala, giudice ovoidale, io, sputo parole
dal delirio della stomia intestinale punta dai tafani che
con pigrizia scaccio con il palmo della mano.

Come dei polloni che delle cicatrici s’approfittano,
dalle fatidiche condizioni dell’innesco d’un dolore
che non ha motivo, m’accorgo d’un livido interno.
Il verso è un palombaro che s’adopera a rifugio
dalle più estenuanti radiazioni, sebbene coi piombi
alle caviglie, che se volesse disfarsene ne morirebbe
esangue e scarno poiché non avrebbe altra scelta
che tagliarsele o fornace che grida e fischia l’odore
della calcina viva che ascende da fosse scavate
nei campi, nelle quali, con l’utilizzo di un sofisticato
meccanismo di carrucole e corde, vengono gettati
cadaveri e carcasse d’animali.

(altro…)