Maria NIcola

Alejandro Zambra, Risposta multipla

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Alejandro Zambra, Risposta multipla, traduzione di Maria Nicola;  Sur, 2016, , € 12,00

di Irene Fontolan

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Risposta multipla è un libro di esercizi, ma non ne sono stata sicura fin dal primo quesito. Il libro è anche un macro esercizio, di quelli a risposta chiusa ma che lasciano una riflessione aperta. In copertina è spuntata la casella “fiction”, letteratura piacevole, narrativa romanzesca. Fiction: dal latino “fingere”, “formare”, “creare”, l’abilità di narrare eventi immaginari evocando emozioni umane con il fine di sviare la mente e far divertire. Non solo, la fiction può essere creata con lo scopo di educare o far propaganda. La finzione è parte basilare della cultura umana.
Zambra sembra annotare dei fatti e tradurli in quesiti. Lo fa invitandoci a comprenderli dal particolare al generale. L’ho letto due volte e di seguito poiché la prima impressione è di non riuscire a entrare nel testo, di non comprendere cosa mettono in relazione tutte le alternative proposte dai quesiti e di non sapere cosa rispondere.
Quando ho letto che «gli studenti vanno all’università per studiare, non per pensare», ho percepito subito il senso di limite, di omologazione, di libertà negativa. Mi sono chiesta come fosse possibile un paese che non permetteva di pensare. Mi sono chiesta che valore e senso avessero lo studio per quegli studenti.

«Certo, studiavamo, anche tanto, a volte, ma non era mai abbastanza. Immagino che l’obiettivo fosse demoralizzarci. Anche se fossimo consacrati anima e corpo allo studio, sapevamo che ci sarebbero state comunque due o tre domande impossibili, ma non ce ne lamentavamo, avevamo capito il messaggio: copiare era parte del gioco.»

E poi c’era la Prueba de Aptitud Académica, un concreto impedimento al libero pensiero e all’espressione della persona.

«Proprio in quella scuola, che in teoria era la più severa del Cile, copiare era piuttosto facile, perché molte delle prove erano a risposta multipla. (…) Non era necessario saper scrivere, non era necessario farsi un’opinione, non era necessario esprimere niente, nessuna idea: bastava barrare le caselle e indovinare il trabocchetto.»

Zambra struttura il libro per sezioni, come fosse una prova vera e propria con titoli analoghi quali “organizzazione del discorso” e “comprensione del testo”. Zambra sembra inserirsi tra i propri vissuti per riuscire a capirli e tradurli correttamente prima di tutto a se stesso. Domande e risposte, infatti, traducono la sua interiorizzazione degli eventi e della società in cui è vissuto e vive. I contenuti sono minimi, hanno il fine di trasmettere e far circolare emozioni da un semplice dettaglio. Tante storie si aprono sezione dopo sezione fino a portare l’attenzione sull’atmosfera che viveva la popolazione cilena durante la dittatura. Una società obbligata al silenzio.

«Prometto
Silenzio
Assoluto
Prometto
Silenzio
Assoluto.»

Fatti reali, fatti immaginari. Il lettore ha l’opportunità di partecipare alla scoperta di essi. Può anche non avere conoscenze della storia cilena ma l’aria sabbiosa di quegli anni lo permea accompagnandolo dai primi schematici quesiti fino alle narrazioni finali dove il cerchio si chiude pur rimanendo aperto alla curiosità. La curiosità di sapere oltre.

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©Irene Fontolan

 

 

Alan Pauls – Storia dei capelli (recensione di Martino Baldi)

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Alan Pauls – Storia dei capelli , Sur, 2012, traduzione di Maria Nicola – €  15,00 – ebook € 9,99

Non c’è giorno che lui non pensi ai capelli. A tagliarli molto o poco, a tagliarli subito, a lasciarli crescere, a non tagliarli più, a farsi rapare a zero, a radersi la testa per sempre. La soluzione definitiva non esiste. È condannato a tornare incessantemente sulla questione. Sempre così, schiavo dei capelli, finché crepa, magari. E perfino dopo. Non ha forse letto che… che i capelli crescono anche… o erano le unghie?

Il magnifico Roberto Bolaño lo definì uno dei più grandi scrittori latinoamericani viventi e forse il motivo per cui Alan Pauls piaceva tanto a Bolaño è lo stesso Pauls a dircelo, parlando del grande scrittore cileno in una intervista rilasciata a Valerio Rosa, giornalista de l’Unità: “Credo che Bolaño sia riuscito a mettere insieme due tradizioni apparentemente incompatibili: quella selvaggia, spontanea, avventurosa, beatnik, alla Kerouac, con quella colta, letteraria e concettuale, alla Borges, recuperando una certa energia, propria degli anni 70, per renderla romantica. Ha trasformato la sconfitta del sogno rivoluzionario in un sogno poetico”. Sintesi poetica tra posizioni apparentemente inconciliabili, dunque: è questa la lezione di Bolaño, vero e proprio compimento della vocazione peculiare della letteratura sudamericana, con la sua capacità di tenere insieme fantasia e impegno, leggerezza e profondità, come forse nessun altra letteratura è mai riuscita a fare.
Proprio in questo solco si inserisce lo scrittore Pauls e, in particolare, la sua trilogia delle “storie” dedicata giustappunto agli anni 70: Storia del pianto, Storia dei capelli, Storia del denaro. Definita dallo stesso autore “trilogia della perdita” in un’intervista apparsa su “Il Manifesto” qualche anno fa (“direi che sono libri sulla perdita, su quanto c’è di irreversibile nella perdita”), la trilogia è stata composta tra il 2007 e il 2013. In Italia Fazi ha pubblicato il primo romanzo nel 2009, per poi lasciare il compito di concludere l’opera a Sur, casa editrice indipendente mai abbastanza celebrata per il magnifico lavoro che da anni ha intrapreso per la diffusione della letteratura ispanoamericana in Italia.

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