Maria Grazia Cabras

Maria Grazia Cabras, Inediti

Mark Rothko, Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954

Maria Grazia Cabras, Inediti

 

Tornare alla esperienza che mi ha destato   >> strappato alla profondità
emergere sulla superficie di cose   toccare pelle di altro   buccia

trovare una breccia nel dolore di un tempo lasciato scorrere stando non nella vita
s-misurarsi nel ritmo del cardio

entrare nel taglio-trauma che trasforma se attraversi l’eclisse l’ellisse del campo

con il mio corpo- scoria – plastica – veleno con questo corpo albero nido alga
animale mescolata ai rifiuti agli oggetti accumulati del mondo sono cosa
segno inciso sangue e scarto sonoro ma non dormirò
non ci addomesticheranno

si cibano di noi dei nostri nodi   >> passano indisturbati con il loro mantello di sale
cercando scaglie in fondo ai pozzi
per trovarci graffiano pareti con forbici e parole lucidate di fresco
ottuso l’occhio non scorge la luna nuova che risplende sulle vie del cielo e del ginepro (altro…)

PoEstate Silva #47: Maria Grazia Cabras, da “Bestiario dell’istante”

Mariposa

Tèndere s’arcu:
in cale diressione?
crèschere intro a unu focu
?

Farfalla e lume

Tendere l’arco:
verso quale direzione?
crescere dentro un fuoco
?

 

Anzonedda arcana

Míliu che lampizu
zubale d’umbras

Agnellina arcana 

Balenante belato 
giogo d’ombre

 

La carta la tana
la ratio contraria
Alice e lo speculum
nel viaggio combusto
capo-volti profili calchi abrasivi
orecchie in corsa
consola la selva smarrita

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