Marcela Serrano

Bolaño, Serrano, Ostuni, Carofiglio e il diritto di critica

Roberto Bolaño ne “L’ultima conversazione” (ed. Sur, 2012) a una domanda circa la differenza tra uno scrittore e uno scribacchino risponde così:  “Una scrittrice è Silvina Ocampo. Una scribacchina è Marcela Serrano. La differenza sta negli anni luce che le separano”. Questa frase mi è tornata in mente circa la questione aperta in questi giorni tra  Gianrico Carofiglio (scrittore) e Vincenzo Ostuni (editor di Ponte alle Grazie e poeta). Tempo fa Ostuni, sulla propria pagina facebook, scrisse: «un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di ‘responsabilità dello stile’, per dirla con Barthes», riferendosi a “Il silenzio dell’onda” di  Carofiglio, finalista al Premio Strega 2012. Gianrico Carofiglio tra le molte possibilità, a sua disposizione, da poter usare per difendersi, cosa fa? Lo cita in giudizio. Complimenti vivissimi. Avrebbe potuto scriverne su un quotidiano, avrebbe potuto dire – ad esempio: “Parli bene te che avevi un libro in finale” o dire: “Ostuni, quello che lei dice non è vero e le dimostro perché.” eccetera. Non mi risulta che la Serrano o la Allende (che Bolaño tratta anche peggio) siano mai ricorse alla Magistratura per replicare alle dichiarazioni dello scrittore cileno, mentre mi  risulta che di “sfanculamenti” tra scrittori  ne sia piena la storia (per saperne di più vi rimando qui). La questione Carofiglio è molto grave perché attacca il diritto di critica, la libertà d’opinione; è grave qualunque sia il pronunciamento dei giudici, è grave che si sia d’accordo o meno con Ostuni. Un’importante iniziativa, in difesa di Ostuni e della libertà di opinione, promossa da un gruppo di intellettuali, si svolgerà domani a Roma, qui il link con i dettagli: Nazione Indiana. Chi potesse ci sia o sostenga l’iniziativa.

GM