mantova

#Festlet #5: Dettagli

Per il suo Prima persona, Richard Flanagan ha usato un episodio realmente accaduto nella sua vita: il suo esordio in narrativa con una biografia scritta in tre settimane di un individuo estremamente reticente a parlare di sé. A Richard Flanagan piace raccontare episodi della propria vita. Se vi capiterà di ascoltarlo, potrebbe raccontarvi questo:

“Una volta avevo un’intervista. Io parlavo, parlavo, ma l’uomo non mi guardava. Dopo un po’ vedo un tizio in fondo che fa: cinque… quattro… tre… e ho capito che non avevamo ancora incominciato. L’intervista è stata così: le domande in italiano, le risposte in inglese. Abbiamo parlato, parlato, non ci siamo mai guardati e non ci siamo mai capiti. Alla fine l’intervistatore mi ha abbracciato e ha detto: è stata l’intervista più bella della mia vita. Ho capito che a volte l’importante è saper tenere bene il palco.”

Anche quest’anno, Mantova ha tenuto il palco da leone. Nel momento in cui scrivo, è quasi impossibile per la mia bici Ariadne districarsi in una folla mai chiassosa. Il grande tendone della libreria è stipato, ci sono più persone che libri, il che dovrebbe essere il sogno di ogni libreria ben fornita, e questa lo è. I volontari fanno capannello a piazza Leon Battista Alberti, qualche curioso chiede ai volontari agli ingressi degli eventi se c’è ancora un biglietto per entrare. Mantova ha tenuto il palco da leone, e così il Festlet.
Ma a differenza di Flanagan e del suo intervistatore, noi e il Festlet ci siamo capiti. (altro…)

#Festlet 2018 #2: Il riso e la specie

Marco Malvaldi

 

Premetto che sembrerò allontanarmi per qualche rigo dalla letteratura, ma ieri sera sono andata a piazza Castello a godermi Dose e Presta de “Il ruggito del coniglio”, magistralmente accompagnati da Max Paiella e Attilio Di Giovanni. Per un’insegnante (per quanto precaria), assistere a una puntata è sempre una festa, figuriamoci se è live. E io del Festlet adoro il versante lieve: mi lascio sconvolgere la vita da letture drammatiche che scopro in qualche evento tra le navate di una chiesa, e cinque minuti dopo confesso a Lella Costa di averla adorata quando ha riassunto in nove comicissimi minuti la storia di Reva Shein in Sentieri.
Il Festlet è il luogo delle cose sottili, brillanti e profonde: e l’ironia donata lì sull’unghia, con sforzo apparentemente minimo e perfezione di tempo, è grandezza.
Ho detto che mi sarei allontanata dalla letteratura, ma è vero? Forse no, e non solo perché Presta è un narratore di razza, ma perché in questa serata leggera, come ne regala il Festlet assieme ai momenti più densi, grandi ospiti sono state le storie. (altro…)

#Festlet 2018 #1: Cavatina

 

Per voi che leggete, il Festival sta iniziando. Per me che scrivo c’è da attendere ancora un po’.
Ma chi segue queste cronache da qualche anno sa che non aspetto l’inizio del Festival per cominciare a raccontarlo, perché Mantova lo amplifica e lo racchiude, il tessuto di Mantova in qualche modo lo rintocca, e Mantova è qui, sotto il predellino di questo treno che mi porta a destinazione.
Potrebbe fare fresco, quest’anno, e forse (ora gli organizzatori mi odieranno) piovere, ma io ho dalla mia di non essere idrosolubile, e di essere entusiasta come una bambina, e ho una sciarpa nuova, un po’ più scura del bronzo, che ha tutta l’aria di essere uno scudo.
Stringo il borsone alle spalle, ho dimenticato l’ennesima bottiglia d’acqua sul treno, e mi avvio.  (altro…)

POETARUM SILVA A FESTIVALETTERATURA DI MANTOVA

Anche quest’anno Poetarum Silva sarà presente al Festivaletteratura di Mantova, che raggiunge nel 2018 la ventiduesima edizione e si svolgerà, tra il centro della città e il magnifico Palazzo Te, tra mercoledì 5 settembre e domenica 9 settembre.
Giovanna Amato gironzolerà per voi tra il magnifico programma, consultabile qui, con un entusiasmo che rasenterà l’ubiquità. Ogni giorno, un post riassuntivo racconterà le esperienze e le atmosfere, e una copertura twitter vi terrà aggiornati in diretta sugli eventi letterari e musicali offerti dal Festival.
Nell’attesa, non dimenticate di rispolverare i post delle passate edizioni; ci vediamo tra una settimana con il #Festlet!

Festlet #3: Empatia

Marco Malvaldi, Simonetta Bitasi, Diego De Silva

Te l’avevo detto, dice al suo compagno il bambino in prima fila. Te l’avevo detto che se la mangiava il serpente.
A voler essere precisi, il serpente le avrebbe solo morso la caviglia. Provo un improvviso afflato verso la verve iperbolica del bambino.
Siamo davanti all’Orfeo di Monteverdi, appositamente ripensato per bambini dai sei anni in su (ma gli adulti sono i benvenuti) da Teatro all’improvviso e Accademia degli Invaghiti. Così i bambini ascoltano selezionati brani, che hanno per collante la voce narrante di Giuseppe Semeraro, mentre Dario Moretti, che ha curato testo, regia e pittura dal vivo, mette in scena con crete e piccoli pupi la storia del cantore innamorato e del suo amore tragico. Te l’avevo detto che moriva di nuovo, chiosa il bambino a spettacolo concluso. Il suo amichetto si chiede perché Orfeo si è girato, dimostrando una certa precocità.
Di empatia ha parlato Marco Malvaldi, intervistato da Radio 3 Fahrenheit, riguardo al patto tra lettore e scrittore: «Se scrivo che gli spaghetti sono scotti, è un errore aggiungere che i commensali sono delusi». (altro…)

#Festlet #2: Istruzioni per raccontare il mondo

«Navi alte e solenni facevano rotta nelle otto direzioni del mare accompagnate da un aspro addio di sirene navali». Così Leopoldo Barechal, raccontando Buenos Aires in Adán Buenosayres. E così sul cartellone che campeggia all’ingresso della Tenda dei Libri di Piazza Sordello, dove Adrián N. Bravi, Héctor Febres, Cecilia Graña e Emanuele Leonardi sono gli esperti che presentano una biblioteca aperta ed esposta, una fonda libreria a cassetti bianchi che custodisce guide e romanzi, fumetti e libri di storiografia sulla capitale argentina. La formula è svelta e calorosa: i libri sono in libera consultazione, il pubblico va dagli esperti, ne discute, si lascia consigliare e suggestionare. Li seguo anch’io: mi siedo accanto a Leonardi, che ora sta parlando di Borges e della tigre albina incontrata nello zoo di città, e aspetto il mio turno.
Gli chiedo: ha un consiglio per me, per noi? Lui prende Cortázar, Storie di cronopios e di  famas, e inizia a leggere l’incipit del Manuale di istruzioni. Dovresti sentirlo in lingua originale, però, mi dice. La questione della lingua sarebbe tornata per tutta la giornata.
Federico Taddia, ad esempio, presenta quest’anno un ciclo di incontri di autori su autori dove il criterio è l’aver riletto un libro. Non sarà il primo – con Donatella Pietrantonio – l’ultimo incontro cui andrò, tanto è vario il programma e tanto mi ha colpita l’edizione precedente, dove il criterio era raccontare del libro letto a diciassette anni. Donatella Di Pietrantonio parla di Trilogia della città di K., di Agota Kristof. Un libro va riletto, dice, quando la prima lettura non ci trova pronti, quando ne restiamo impermeabili, ma intuiamo la grandezza di quello che abbiamo tra le mani. Nel suo caso, con un bambino piccolo, l’incipit con la separazione di una madre e i suoi gemelli ha creato uno scarto: ma da subito sa che sarà solo questione di tempo per rincontrare quel libro. Così è, quando scopre come la Kristof sia andata via dall’Ungheria e si sia impadronita di una lingua straniera per scrivere, anche spiando sui quaderni del figlio decenne per controllare la scorrevolezza e correttezza della sintassi e del lessico. Conquista parallela, dice Donatella Di Pietrantonio, alle sue: l’italiano nato sul dialetto da bambina e, più tardi, la scoperta di uno stile semplice e piano dopo tanta ipotassi. C’è stata anche una terza lettura, racconta l’autrice, questa volta in francese: «Volevo provare la sua stessa difficoltà nella lingua straniera, volevo immaginare quali parole potesse aver cercato sul dizionario». (altro…)

Festlet #1: Dietro il sipario

Per vedere il profilo di Mantova, il taxi deve svoltare lasciandosi a destra il Palazzo Ducale.
Mentre mi lascia davanti al campeggio, il tassista mi racconta che lì c’era un ostello. Non capisco bene, perché smangiucchia le parole, è un tipo silenzioso, cosa che ho molto apprezzato durante il viaggio. Di noi medesimi abbiamo saputo solo che annusiamo l’aria di Festlet, lui come cittadino di ferro, io come innamorata al quarto anno di frequentazione.
Al campo incontro Antonia. Con lei ci sono stati scambi di messaggi per definire il dovecome dormire, la conosco dall’anno scorso, la ricordo con maglietta e berretto e con un’improvvisa gonna lunga il giorno della festa dei volontari, un anno fa. Mi accompagna alla tenda, mi lascia tempo e spazio per organizzare le mie cose. Il fatto di essere di nuovo al Festival. Di stare per mettere piede in un centro storico che conosco come le mie tasche ma che non ho mai visto in altra veste che in tendoni e strutture e brusio di umani e volti noti che attraversano l’angolo della strada. Com’è Mantova in una giornata pigra invernale? (altro…)

Poetarum Silva a Festivaletteratura di Mantova

Anche quest’anno Poetarum Silva sarà al Festivaletteratura di Mantova, arrivato alla sua ventunesima edizione. Ci sarà nella persona di un’entusiasta Giovanna Amato, che inforcherà la fedele bicicletta cui come ogni anno darà u nome tratto da Agatha Christie e tenterà di essere ovunque e dappertutto, per condividere al meglio il ricco programma della manifestazione con dirette twitter e un post quotidiano.
Per consultare e scaricare il programma completo, qui.
Non dimenticate, nell’attesa, di rinfrescarvi la memoria con le cronache della scorsa edizione!
A seguire, il comunicato stampa. A presto con il Festivaletteratura, dal 6 al 10 settembre. (altro…)

Festlet! # prima di partire

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Possiamo chiamare questa fotografia un elogio alla serendipità.
La verità è che quella mattina mi ero semplicemente persa, mezza intontita di sonno e ancora priva della caffeina del risveglio. Ero in sella a Miss Marple (sulla magnifica bicicletta consegnatami all’arrivo dai ragazzi del Festlet e su altre storie, vedere qui), e avevo preso il sentiero sbagliato all’uscita dal campeggio dove ero ospite.
Mi aspettava una delle cinque giornate piene di offerte e opportunità che ogni anno il Festlet regala – giornate fatte di corse pazze su Miss Marple, di puntate nelle pasticcerie mantovane ed esami e controesami del programma cartaceo, ridotto ormai a un cumulo di fogli pieni di orecchiette nella speranza che le centinaia di eventi cui non vedevo l’ora di assistere potesse per miracolo diluirsi nell’arco di un mese.
Per il momento, ero sulla punta sbagliata di un sentiero dopo una notte ospite in una comodissima tenda con torce e materasso, e non avevo ancora fatto colazione.
Nel momento in cui scrivo, non sono ancora partita per la ventesima edizione del Festivaletteratura; Mantova, quest’anno, è capitale italiana della cultura, e il suo programma – che spero di condividere con voi con il massimo dettaglio di racconti – è più ghiotto che mai. Nel momento in cui leggete, il Festival sarà appena cominciato.
Quest’anno, una giornata sarà stata dedicata ai volontari, i giovani che da anni permettono che si crei la magia del Festival occupandosi di qualsiasi lavoro vi sia possibile immaginare, dalla costruzione dei palchi alla preparazione del cibo in mensa. Sfileranno e a loro sarà fatto un doverosissimo ringraziamento, cui mi unisco per la magnifica accoglienza che mi hanno sempre riservato.
Al momento in cui leggete, insomma, io sarò su una nuova Miss Marple, sperando di non perdermi – o che il perdermi mi porti sempre a qualche bellissimo panorama – e forse starò già ascoltando la Settima di Beethoven che quest’anno darà il via alle danze. Ve ne parlerò, appena possibile, sicuramente. Vi saluto intanto da qui, e vi auguro un ottimo Festlet.

© Giovanna Amato

Poetarum Silva al Festivaletteratura di Mantova

copertina2016

Anche quest’anno Poetarum Silva è felice di essere al Festivaletteratura di Mantova. A non vedere letteralmente l’ora è la vostra inviata Giovanna Amato, che sta già preparando lo zainetto per garantirvi cronache, interviste, incontri, per questa magnifica edizione del Festlet. Un’edizione speciale per Mantova, che quest’anno festeggia il ventennale del suo Festival da Città della Cultura 2016.
Come ogni anno, tantissimi i nomi e tantissimi gli eventi; Poetarum Silva li seguirà con il consueto appuntamento pomeridiano a partire dal 6 settembre alle ore 18.

Il programma completo qui!

E qui per conoscere la storia del Festival e il lavoro dei volontari.

A presto con i nostri racconti!

 

Festivaletteratura: Ouverture

2014

Lo so, l’anno impresso su quel badge è sbagliato. Ma volevo vedeste uno degli oggetti più cari che ho. Lo conservo attaccato a un tubo cui appendo giacche e cappotti, in bella vista per chi apre la porta di camera. Dietro di lui – dietro la cover di plastica, intendo – c’è il mio nome, la nostra testata e il logo della scorsa edizione del Festivaletteratura. Ma più dentro ancora, mentre lo tenevo al collo chiedendomi se sarebbe stato fuori ordinanza cambiare il laccetto con uno coi baffi che mi ha regalato mia sorella, questo badge conteneva una delle più grandi esperienze che io abbia mai fatto. Chi scorra il programma, chi guardi com’è dislocato il festival, la sua offerta, la sua chiarezza, la sua accessibilità, sa di trovarsi di fronte a un momento di democrazia della bellezza. Tutto è ovunque, raggiungibile e a portata di mano. Si cerchi un vetro oscurato per le strade della città; si cerchi un evento cui si tiene molto che non sia a portata di tasca; si cerchi una mezza giornata in cui non esiste qualcosa che non valga la pena vedere. Buona ricerca, non darà risultati.
E in questo guardare, si cerchino i tanti ragazzi con un badge simile al mio, ma di un altro colore: sono i volontari che rendono possibile tutto insieme con gli organizzatori, che danno nel momento in cui ricevono, che si suddividono compiti e lavorano senza risparmio, e l’ultima sera ballano alla mensa felici di aver partecipato a qualcosa di grande.
È così che Mantova mi ha fatto sentire: assolutamente felice di essere lì.
Nel momento in cui scrivo, manca ancora qualche ora alla partenza. Nel momento in cui questo post partirà, starò litigando con il bagaglio da svuotare. Nel momento in cui leggete, il Festival starà per cominciare. Vi piacerà, vedrete.

© Giovanna Amato

Poetarum Silva al Festivaletteratura di Mantova

festival2015

Siamo felici di annunciare che, anche quest’anno, Poetarum Silva sarà al Festivaletteratura di Mantova. A seguirlo e a raccontarlo per noi e per voi Giovanna Amato.

Tutto il PROGRAMMA qui

FESTIVALETTERATURA
XIX edizione dal 9 al 13 settembre a Mantova

SI PENSA AL FUTURO GUARDANDO AL PASSATO

Milano, 25 giugno 2015 – Scrittura è la parola chiave di questa diciannovesima edizione di Festivaletteratura che si terrà a Mantova da mercoledì 9 a domenica 13 settembre: scrittura – come segno grafico, rappresentazione simbolica, trasposizione fisica del pensiero, strumento cognitivo, espressione inequivocabile della personalità – e ricerca sul linguaggio. Festivaletteratura, ancora una volta sperimenta, lavora sulle possibilità di nuovi linguaggi, e al contempo valorizza il suo passato, la quasi ventennale materia storica del suo archivio, che non è solo memoria, ma serve a innescare nuovi progetti culturali.

In questa edizione del festival si parlerà dunque del futuro della scrittura con prototipi, il cantiere progettuale che parte già dal 24 agosto: uno spazio per immaginare nuovi supporti al racconto in cui 10/15 giovani saranno chiamati ogni anno a progettare e – se possibile – a realizzare un prototipo (una forma di neo-libro?) che sappia cogliere tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per la produzione di nuova letteratura e per la trasmissione del sapere.
E insieme al futuro, anche il passato si radica e struttura, e finalmente diventa fruibile l’immenso materiale di chi ha lasciato il proprio segno grafico e di presenza al festival in tutti questi anni, con l’apertura dell’archivio di Festivaletteratura, attraverso l’Opac. Un catalogo on-line di foto, video, registrazioni sonore e molto altro consentirà a tutti di prendere coscienza del notevole patrimonio documentario sulla letteratura contemporanea raccolto e di utilizzarlo come partenza per nuovi progetti culturali. A questo scopo, il nuovo sito riprenderà articoli, discussioni, commenti, produzioni originali, costruendo “racconti” di scrittori e temi di cui si tratterà, e che permetteranno ai suoi visitatori, già nelle settimane precedenti, di leggere, confrontarsi, partecipare alle riflessioni e ai pensieri che animeranno il Festival.

Quest’anno a Festivaletteratura si ritrova la bellezza e il senso della scrittura manuale, la sua storia e il suo futuro, con i laboratori di calligrafia tenuti da Ewan Clayton, il passaggio dal segno manuale al carattere tipografico – con la rivoluzionaria invenzione del corsivo a stampa di Aldo Manuzio nel 500esimo anniversario della morte  –, gli incontri con il maestro indiscusso della grafica internazionale Giancarlo Iliprandi, la scrittrice designer tedesca Judith Schalansky, il giovane designer polacco Jan Bajtlik.

E c’è sapore di antico e insieme contemporaneo nella scrittura in scena con gli autori più apprezzati del teatro italiano di oggi – Lucia Calamaro, Laura Curino, Letizia Russo, Fausto Paravidino e Michele Santeramo – a cui si aggiungerà uno speciale incontro con il premio Nobel Wole Soyinka, grande drammaturgo africano contemporaneo. Sull’onda della scrittura in scena, sono numerosi gli appuntamenti del Festival 2015 proposti in forma scenica o di conferenza/spettacolo, molti dei quali dedicati a figure della storia e della letteratura, opere o eventi del nostro passato più o meno recente. Così Anna Bonaiuto ripercorrerà sul palco del Teatro Bibiena la straordinaria vita di Cristina di Belgiojoso; Guido Ceronetti riprenderà appositamente per Festivaletteratura Quando il tiro si alza, lo spettacolo sulla prima guerra mondiale portato in scena con il suo Teatro dei Sensibili. Si cimentano invece con le Scritture, Sandro Veronesi con un monologo sul Vangelo di Marco e Davide Longo rivisitando con drammatizzazioni e musiche la storia delle Nozze di Cana. (altro…)