Maja Vidmar

Ostri ritmi: la serie completa 2016-2017

Ostri ritmi, rubrica a cura di Amalia Stulin che compie oggi il dodicesimo mese di vita, è una delle molte proposte che, come redazione, abbiamo attivato durante l’arco della stagione 2016/2017. L’idea fu lanciata e abbracciata sedute a un tavolo del cortile di Malcanton-Marcorà all’Università Ca’ Foscari di Venezia: Amalia aveva già tradotto dall’ebraico alcune poesie per la rubrica I poeti della domenica − lo studio di questa lingua fa parte del suo percorso universitario − ma la sua provenienza geografica faceva allora (e oggi anche) pensare che l’opportunità di potersi addentrare nella poesia slovena del Novecento e più recente fosse un’occasione da non perdere. Ecco dunque che la struttura “lineare” dei suoi contributi restituisce questa prima spinta e l’acutezza di una giovane studentessa, lettrice e studiosa, che ha raccolto e misurato, di volta in volta e con tenacia, la necessità di scegliere una voce letteraria a lei nota e non, di tradurla poi e di scrivere un piccolo profilo biografico e critico che proponga ai lettori quale importanza l’autore ha nel passato e nel presente della storia letteraria del proprio paese d’origine.
Credo di poter orgogliosamente affermare che Amalia ha colto e restituito, in 12 puntate, quello che è lo spirito indipendente e aperto di «Poetarum Silva»: uno spazio in cui si creano dei movimenti che portano a grandi “scoperte”. Questo vocabolo riassume la peculiarità di una rubrica come questa, dove i «ritmi affilati» del titolo trovano, di volta in volta, in 12 poeti molto diversi, appartenenti alla tradizione e non, una declinazione diversa. Anche “scelta” è una parola che riguarda la posizione che Amalia Stulin ha assunto, con consapevolezza e fermezza. Ecco dunque che abbiamo − guidati da lei − attraversato la poesia lirica del primo Novecento di Srečko Kosovel, tutto il secolo e le guerre che hanno segnato Ljubka Sorli così come Katja Špur e Karel Destovnik Kajun. La contemporaneità in cui siamo immersi (e in particolare il secondo Novecento e il presente) è stata toccata attraverso le voci maschili e femminili di Ifigenija ZagoričnikMojca Pelcar-ŠarfUroš Zupan, Maja Vidmar, in cui si manifesta un certo gusto per la sperimentazione linguistica ma anche per una poesia che vira più spesso verso la prosa. Così accade − in parte − con Milan Jesih, con David Bandelj  e Zvezdana Mahejn. Viene da chiedersi, ora, se questa rubrica non possa in futuro creare un ponte di studi tra lingue diverse e nazioni diverse, anche con l’Italia e con la poesia italiana di ieri e di oggi.

Alessandra Trevisan

Vi presentiamo qui il pdf che raccoglie le dodici voci poetiche tradotte e introdotte da Amalia Stulin

PDF Ostri ritmi – prima stagione

Ostri ritmi #9: Maja Vidmar

Prigodnica

Popoldan je postalo jasno,
da ji bo odrezal nogi.
V smehu in vznemirjeno,
z nožem – samo zanjo – topim.
Skozi krilo, nogavice najprej –
desno.
Ne več v smehu, a vznemirjeno –
levo.
Ona hroma, on četveronožec
mrtvih nog.
Pa kaj, saj se še zdaj
smehljava.

Poesia d’occasione

Di pomeriggio fu chiaro
che le taglierà le gambe.
Ridendo nervosamente,
con un coltello – solo per lei – smussato.
Attraverso la gonna, anzitutto i calzini –
destra.
Senza più sorridere, ma nervosamente –
sinistra.
Lei storpia, lui con quattro
gambe morte.
Ma dai, pur adesso sta ancora
sorridendo.

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