Luca Sossella

I poeti della domenica #149: Andrea Inglese, Vado in un sogno, qualsiasi

dal profilo fb di andrea inglese

*

Vado in un sogno, qualsiasi,
in qualsiasi posto, comunque,
anche sbattendo la testa, e non dico,
non lo dico, niente, rimarrà così,
silenziosa, questa scia, ancora,
nei posti, nei sogni, a caso,
colla testa tumefatta, le labbra
gonfie dalle botte, i denti
tenuti con le mani
e gli occhi, al solito colmi,
ma niente dietro, dentro, tutto
che nuovamente si svuota.

*

© da Andrea Inglese, La Distrazione, Sossella 2008

Nella notte cosmica di Roberta Durante. Recensione

nella notte cosmica durante

Roberta Durante, Nella notte cosmica, Luca Sossella Editore, 2016, pp. 88, € 10,00

È un viaggio quello che Roberta Durante compie nella sua ultima raccolta edita da Luca Sossella, una fuga dell’io poetico, disunito e alla ricerca di omogeneità, Nella notte cosmica appunto. Ci sono un tempo e una modalità d’azione: la notte, con le sue implicazioni oniriche − che qui diventano anche un punto di vista durante la lettura; l’io sta infatti in bilico fra il sogno, la veglia e l’insonnia nel tentativo di compiere quel distacco dal corpo, di cui ha paura ma che si rende necessario per sfidare la gravità, per intraprendere una rotta inedita e impensata. Si procede a incastri, a balzi, nel movimento; le parole creano un puzzle armonico di segni, anche nuovi (e da scoprire nella lettura), o che si rinnovano con la creatività linguistica del poeta. In particolare il ritmo un po’ fiabesco (si può reiterare anche l’aggettivo onirico) si mantiene in tutta la raccolta scandendo i tempi, in quello che Durante crea: un gioco con una trama, che si compone di testo in testo. Poi ci sono le immagini, ad esempio quella in questa poesia, non la più significativa ma, posta a p. 4, di certo la prima pregnante:

era la prima volta
che mi sentivo proprio nello spazio
aprivo e richiudevo le mie braccia
le gambe lisce come tazze
si aprivano nell’aria senza traccia di cammino:
facevo la Vitruvio distante anni luce
dalla mia gravità

Essere “vitruviani” è sì un’evidente metafora del tempo passato ma anche l’ammissione di una responsabilità, di uno “stare”, forse un’estensione della capacità del linguaggio di danzare in quell'(in)certa sospensione tra l’io e il mondo, tra l’io e l’universo. Tutte le costruzioni più belle, quelle che spostano il verso − inteso come “direzione del senso” − procedono secondo la longitudine, una dopo l’altra; eppure, nel significato, la poesia mantiene i propri slanci verso metafore più larghe, con mancanza di direzioni chiare, procedendo soltanto nell’andare altrove, nello spazio cosmico. E cosa sia, cosa rappresenti lo comprendiamo in itinere.
Non sarà troppo azzardato, dati i temi, citare il richiamo a Jules Verne; ma non c’è traccia di “fantascienza” in questa poesia: c’è una realtà che si costruisce nel farsi; c’è una realtà poetica che si fa nel viaggio, nel passaggio tra sogno e divisione dell’io durante l’avventura della fuga. L’autrice cerca di riportare tutto all’interno di una stessa ‘visione’, alla ricerca di un ordine; il viaggio non avviene solo nel linguaggio ma si ha l’impressione che l’universo contenuto nell’etimologia di “cosmo” sia il pretesto per mettere “ordine” (“kósmos”) nella parole, riordinare gli eventi del sogno, i pezzi del corpo sparsi − forse sì qui decostruiti − nel movimento, i motivi, tutti gli ordini di cui un testo si compone. E quindi possiamo forse intuire che, quello di Durante qui, è anche un percorso o, per meglio dire, un “nostos” poetico.

© Alessandra Trevisan

da “TerraeMotus” (inedito di Fabio Orecchini)

di Fabio Orecchini

Stormi di corvi sopra onda di messi.
Di qual cielo il blu? Dell’infero? Del superno?
Saetta tarda, che dardeggi nell’anima.
Rafforzato sibilo. Ravvicinata brace. I due mondi.

Paul Celan, Grata di parole

Tutto è fra tregue di materie in attrito

Giuliano Mesa, Poesie per un romanzo d’avventura

Opera visiva dell'autore tratta da "Modelli di bocche" realizzata con pennino su supporto digitale.

Opera visiva dell’autore tratta da “Modelli di bocche” realizzata con pennino su supporto digitale.

sequenza mancante

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Sito dell’autore: http://fabioorecchinipoesia.wix.com/dismissione