Lo Sfasciacarrozze

Riccardo Raimondo: Lo Sfasciacarrozze e 5 inediti (post di natàlia castaldi)

“Mi chiedono di parlare della mia poesia? Per quanto ne so io la poesia è sempre un atto anarchico, c’è sempre un margine di ribellione in chi compone versi. Perché il verso è qualcosa che sconquassa il linguaggio e lo costringe ad arrivare al limite della sua funzione. Bisogna sfasciarlo dunque questo linguaggio, per farlo poi brillare di nuova vita. Dal comunicare si passa al supercomunicare.”

Riccardo Raimondo

Parto da questa dichiarazione di poetica con cui lo stesso Raimondo esprime l’ansia propulsiva alla scrittura, in sintesi, la Rilkiana “necessità” o “impellenza” d’esprimere il proprio pensiero oltre le soglie del comune linguaggio, per introdurvi la voce di questo giovane artista della parola.

Non è una trovata, o una ricerca d’originalità, a spingermi ad appellare Riccardo Raimondo come “artista della parola” anziché “poeta”, bensì un voler allargare gli orizzonti della scrittura oltre le rigide etichette, che concentrerebbero subito l’attenzione del lettore sulla successione formale del percorso espressivo nella sua progressione in versi.

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