Live Arts Cultures

Electro Camp V: arti performative a Forte Marghera, dal 7 al 10 settembre

ELECTRO CAMP 5
a cura dell’associazione culturale Live Arts Cultures
e della netlabel electronicgirls
 
Quando:
Dal 7 al 10 settembre 2017
Attività diurne di formazione e dialoghi
Percorsi installativi e speciali, festival di video-danza
Spettacoli: dalle 20.30 alla mezzanotte e notturni
 
Dove:
C32 performing art work space
Forte Marghera, via Forte Marghera, Mestre (VE)
 
 
Electro Camp è una piattaforma aperta a nuove produzioni – anche in veste di lavori in fieri – dedicate alla ricerca delle relazioni tra suono e movimento, danza, musica e spazio scenico. 
Curato dall’associazione culturale Live Arts Cultures e dalla netlabel electronicgirls, il progetto giunge quest’anno alla sua quinta edizione e si terrà da giovedì 7 a domenica 10 settembre 2017 presso C32 performing art work space, all’interno di Forte Marghera, Venezia-Mestre. 
Electro Camp si propone come momento di riflessione, diffusione, pratica e studio di alcune arti performative e include, nella sua quinta edizione, innovazioni nella programmazione tese a favorire l’avvicinamento della comunità del territorio ai linguaggi delle arti performative dal vivo. Il “format” Electro Camp si trasforma così in un appuntamento sia dedicato ad artisti che intendano approfondire la loro pratica sia accogliente verso la pubblica partecipazione alla scoperta del contemporaneo.
 
Il programma per questa quinta edizione prevede attività diurne e – vera novità – speciali e notturne, che avvicineranno il pubblico ancora di più a musica e danza, linguaggi universali attraversabili da chiunque. Il festival ospiterà, come sempre, giornate di formazione pensate anche per il mondo dell’infanzia, dell’adolescenza e degli adulti; inoltre ospiterà percorsi installativi ed eventi serali. 
 
Electro Camp V è un invito a rendere tutti partecipi delle pratiche dell’artista performativo per cancellare le apparenti distanze, proponendo attività che stimolino la consapevolezza del corpo e dello spazio, l’ascolto, la generazione di azioni performative. Le esperienze proposte desiderano nutrire il potenziale espressivo di ciascuno e condividere strumenti critici per l’osservazione delle opere contemporanee.
 
 
LABORATORI E ATTIVITÀ DIURNE SPECIALI
 
Venerdì 8 e sabato 9 (15.30-17.30) un laboratorio di fiabe sonore elettroniche per bambini condotto dalla musicista Patrizia Mattioli e Ilaria Pasqualetto – educatrice e attrice –, per il progetto Concerto per alberi dall’omonimo libro di Laëtitia Devernay. Un modo diverso di leggere le fiabe per avvicinare i più piccoli (dai 5 ai 10 anni) al mondo della musica elettronica attraverso ambientazioni fantastiche; la musica viene rappresentata grazie a un volume illustrato, dove uccelli, alberi e piume si fanno elementi musicali. 
 
Ancora venerdì 8 e sabato 9 “Teenleader”, danza per giovanissimi condotta da due giovani danzatrici: Tania Lo Duca e Federica Marcoleoni.
Lo studio del movimento come mezzo espressivo, vissuto nella relazione con gli altri include la dimensione del ‘gioco’ come strategia compositiva. A condurre questa proposta saranno due giovanissime danzatrici, abituate da anni allo studio del movimento: il parlare tra coetanei auspica un maggior coinvolgimento di teenagers che non dovranno avere esperienze pregresse per poter seguire gli incontri proposti.
 
Sabato 9 e domenica 10 (11.00-17.00 con pausa pranzo) un laboratorio per performer, “La natura dell’atto”, condotto da Silvia Rampelli – Habillé d’eau.
Il laboratorio indaga appunto “la natura dell’atto”. Ne pratica i fondamenti: materia, tempo. Focalizza l’emergere dell’esperienza del corpo, approfondisce in modo specifico il transito alla cognizione. È il luogo della consegna al qui e ora dell’accadere, dell’ampliamento percettivo dell’attitudine critico-conoscitiva. 
 
Durante le stesse giornate (ore 17.30-20.30) la “Crowdance” condotta dalla coreografa Laura Moro, appuntamento di “danza per tutti” che vuole offrire a tutti, senza nessuna esclusione di età, abilità, conoscenze, la possibilità di soffermarsi sul potenziale espressivo del corpo attraversando suggerimenti accessibili e immediati.  
 
Un incontro aperto a tutti su pietre sonore, sculture e litofoni con Giulio Escalona domenica 10 (ore 14.00-16.00). Giulio Escalona è psicologo e artigiano di suoni non convenzionali. Da anni impegnato nei campi di musica ed ecologia, la sua attenzione si concentra sui suoni ambientali e sugli strumenti realizzati con elementi naturali: foglie, piante e pietre. Durante l’incontro si conosceranno e praticheranno i suoni e gli strumenti utilizzati dall’artista.
 
 
INSTALLAZIONI, PERCORSI E SPETTACOLI
 
L’identità di “Electro Camp” è quella che conferma il dare spazio alla sperimentazione, favorire nuove collaborazioni tra gli artisti, invitare il pubblico ad assistere a composizioni in tempo reale, a lavori freschi e leggeri che aprano a personali interpretazioni valorizzando il potere evocativo dell’opera dal vivo.
 
Ogni giorno tre percorsi di ascolti nella natura di Forte Marghera, costeggiando i canali d’acqua, permetteranno al visitatore di conoscere contributi poetici, musicali e teorici. La passeggiata fonde paesaggio, ascolto e informazione in un unico stimolo percettivo; i brani saranno ascoltabili attraverso auricolari grazie a dispositivi forniti appositamente.
Saranno presenti la voce e le poesie di Mariangela Gualtieri da lei stessa interpretate, apporti e citazioni di Valentina Valentini, docente dell’Università La Sapienza, a proposito del mondo della performance e di opere installative della contemporaneità, e ascolti di brani selezionati dalla storia della musica elettroacustica ed elettronica.
Lungo il tragitto del percorso la performer londinese Ashley-Louise McNaughton abiterà un luogo portando alla nostra fantasia nuove visioni e percezioni, con una performance permanente.
 
Per il secondo anno consecutivo, Electro Camp ospita “Espressioni – Rassegna itinerante di video-danza” ideata da Perypezye Urbane. “Lo Spaesamento e le forme di re-azione” è il tema dell’edizione 2017.
 
***
 
Saranno due o tre performance a sera a comporre il programma del festival. I lavori presentati si distingueranno in creazioni che indagano la relazione suono-movimento coinvolgendo danzatori e musicisti, e creazioni di musica in live che incontrano le nuove tecnologie, l’azione performativa e l’installazione sonora. 

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‘senza governo’ di Roberta Sireno

Roberta Sireno, senza governo, Raffaelli editore, 2016, pp. 62, euro 12

Quando un poeta eccede i confini del definibile è sempre una sfida, per chi fa critica, cercare di restare all’interno dei limiti di ciò che si può dire, circoscrivere e restituire al lettore un’interpretazione di quanto legge. E quella attorno alla poesia e alla poetica di Roberta Sireno è una scommessa che vale la pena di essere giocata per diverse ragioni. Alcuni dei movimenti che portano alla scoperta della sua poesia muovono al mio orecchio da lontano, dall’interno dell’esperienza con il Teatro Valdoca al Forte Marghera di Mestre per l’associazione Live Arts Cultures¹ nel 2015: durante il seminario di quell’anno, sempre sotto la conduzione di Cesare Ronconi, ci fu per me la conoscenza dei versi di Sireno, di cui il regista si servì per la restituzione pubblica del lavoro con oltre venti tra attori, performer e musicisti. Questo “circuito” significante ha costruito non solo l’esito di un lavoro che prosegue − allora erano i Comizi d’amore − ma anche l’esperienza dell’ascolto della parola poetica nel suo “utilizzo” dal vivo, da parte di una voce che (s)piega la poesia facendola diventare strumento per il teatro, cosa che con la Valdoca avviene da sempre grazie ai versi di Mariangela Gualtieri. Non è di poco conto riuscire a concedersi la possibilità di esperire i testi di Sireno in presa diretta, testi che nascono certamente per la lettura ad alta voce; e nascendo all’interno della dimensione vocale, con un appello al lettore e all’ascoltatore, affinché vi sia un accesso al significato mediato dall’intenzione all’ascolto, si fanno dal mio punto di vista ‘parola-corpo’. Alcuni dei testi che, nel 2015, costituivano il tessuto dell’esito di Comizi d’amore oggi rientrano in senza governo, per lo più nella prima sezione che appare di accesso al corpo, sia al corpus poetico sia al corpo della parola nella sua interezza e integrità.

Parlare di integrità nella poesia contemporanea apre a una precisa responsabilità: quella di nuovo del critico che non intende abdicare al troppo spesso reiterato appiattimento lirico su cui si fonda molta poesia di oggi; critico che è anche messo di fronte al bisogno di leggere questa poesia dall’alto, da una prospettiva che guardi all’insieme senza immaginare una scomposizione. Non è questo un giudizio di valore circa il linguaggio lirico puro che spesso trova nel nostro blog uno spazio di condivisione; va appoggiata, d’altro canto, e anche evidenziata e sostenuta la scelta integrale di Sireno di muoversi dentro altri territori, impervi e «aspri», come li definisce Lorella Barlaam. E proprio dentro l’«asprezza» di una parola che procede in questo caso «dal particolare all’universale» attraverso una sorta di ‘regressione’ tematica, stilistica e che riguarda anche la sintassi poetica, c’è il mondo della poeta che raccoglie, ‘disarma’ la parola dal superfluo e accoglie l’indicibile restando nella dimensione di un’oralità scomposta eppure vigorosa. (altro…)

Intervista a Cesare Ronconi e ‘Semplice e immenso’ a Mestre

foto di Maurizio Bertoni

Intervista a Cesare Ronconi
di © Chiara Tripaldi
Semplice e immenso – esito del seminario di Teatro Valdoca a Forte Marghera, Mestre (VE), domenica 16 luglio alle ore 20.00

Il workshop in corso in questi giorni a C32, Mappe per l’Invisibile, continua il lavoro iniziato con Comizi D’Amore, che si è svolto nel luglio del 2016. Nel mezzo, c’è stata una residenza di tre mesi fra i boschi della Romagna, dove i 15 attori e performer selezionati hanno vissuto condividendo l’abitudine quotidiana e la ricerca poetica. Qual è stato il risultato di questa commistione? Lei pensa che parola e azione siano inscindibili, che l’una viva grazie all’altra?

Negli ultimi due anni abbiamo ripreso una delle modalità di lavoro congeniali alla Compagnia, la produzione di uno spettacolo – Giuramenti, attraverso una serie di laboratori selettivi ed esiti performativi aperti al pubblico. Fino ai tre mesi di lavoro e vita in comune, da gennaio a marzo di quest’anno, a L’arboreto – Teatro dimora di Mondaino. Teatro e bosco sono stati i due luoghi che abbiamo abitato ogni giorno, l’avventura comune. Il bosco ci ha lavorato in profondità facendo di noi una comunità teatrale animale. In teatro la danza, il canto, i versi che Mariangela ha scritto e dato in consegna a ognuno degli attori ci hanno lavorato, anche. La parola, che per il nostro teatro è sempre parola di poesia, e l’azione sono più che inscindibili: la parola verticale della poesia va tenuta alta e leggera dal movimento, dal canto, dall’andamento ritmico dell’insieme dei corpi in scena, per un teatro al presente, “semplice e immenso”. Di cui il pubblico è chiamato a fare esperienza, prendendo parte ad un rito capace di attivare i simboli di cui si serve.

In Giuramenti l’aspetto performativo del movimento e della parola sono centrali, ma in Mappe per l’Invisibile lei, Mariangela Gualtieri, Lucia Palladino ed Elena Griggio avete chiamato a raccolta anche musicisti e sound designer. Qual è la differenza di approccio al verso poetico di un artista del suono rispetto a un artista “fisico”?

La poesia è musica, la musica non è così lontana dal verso poetico: è un allargamento. Nel nostro teatro non c’è separazione tra le arti: si approfondisce una ritmica, una melodia generale che riguarda tutto il lavoro. Verso un grande concerto in cui il gesto, l’aspetto visivo, la parola, tutto fa armonia – e disarmonia, anche, ugualmente importante. (altro…)

Electro Camp 4 – International Platform for New Sounds and Dance. Programma dal 7 all’11 settembre

electro camp 4 banner

Progetto di
Live Arts Cultures ed electronicgirls
in collaborazione con
Perypezye Urbane, Gruppo Acusma
grazie al sostegno di
4Culture e Istituto di Cultura Rumena, Centro Aquased e Provincia Autonoma di Bolzano; Associazione K e Collettivo K
le netlabel Laverna, Uhrlaut, Up-it-up, Clinical Archives, electronicgirls, Strato Dischi, Stato Elettrico, Ephedrina, 51 beats, NoisyBeat, Galaverna.

Promosso e organizzato dall’associazione culturale Live Arts Cultures in collaborazione con l’etichetta electronicgirls, “Electro Camp – International Platform for New Sounds and Dance” giunge quest’anno alla sua quarta edizione, e avrà luogo a Forte Marghera, Venezia-Mestre, dal 7 all’11 settembre.
L’apertura verso le nuove produzioni estere dedicate alla ricerca “suono-movimento” è la caratteristica principale di questo quarto appuntamento, che vedrà la coreografa Ronit Ziv (Israele) e il percussionista Seijiro Murayama (Giappone) a conduzione dei laboratori residenziali destinati agli ambiti della danza e del suono (9, 10 e 11 settembre).
Tra le molte nazionalità ospiti del festival – oltre alle già citate: Francia, Slovenia, Olanda, Belgio, Romania, Serbia, Brasile, Italia – si segnala l’importante collaborazione con 4Culture all’interno di “Contemporary Perspectives on Romanian Interdisciplinary Art” finanziato dall’Istituto di Cultura Rumena.
Electro Camp 4 si propone come una piattaforma di sperimentazione dedicata ai nuovi contributi nelle arti performative, una cinque giorni di approfondimento, scambio e ricerca che accoglierà momenti di ulteriore riflessione e formazione con l’offerta di un seminario condotto da Valentina Valentini e Water Paradiso – Gruppo Acusma – dal titolo “Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video” (8, 9, 10 settembre).
Quella sopraccitata non è la sola novità per questo 2016; ad arricchire il programma con i consueti eventi serali, infatti, anche il festival di videodanza “Espressioni Festival – Rassegna di video-danza ufficiale del network R.I.Si” a cura di Perypezye Urbane e una fiera delle netlabel dedicate alle produzioni di musica elettronica ‘sperimentale e di ricerca’ con licenze Creative Commons.

Info
liveartscultures.org ; info@liveartscultures.org | Facebook: liveartscultures ; electrocampfestival
Ingresso riservato ai soci LAC.

PROGRAMMA FESTIVAL

Seminario
Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video, a cura del Gruppo Acusma (Valentina Valentini, Water Paradiso): 8, 9 e 10 settembre.

Dance & Sound Workshops
Ronit Ziv (Israele) e Seijiro Murayama (Giappone): nelle giornate del 9, 10 e 11 settembre.

Iscrizioni aperte alle esperienze laboratoriali e seminariali inviando una mail a info@liveartscultures.org o electronicgirls.fest@gmail.com

MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE

Dalle 19:00
Inaugurazione del festival. Saranno presentate:
Perypezye Urbane (Italia): Espressioni Festival – Rassegna di video-danza ufficiale del network R.I.Si
Aldo Aliprandi (Italia): μονάς 
Johann Merrich (Italia): Dall’orlo il ghiaccio fece cricch più forte, in collaborazione con Aquased – Monitoraggio innovativo dei sedimenti nei torrenti alpini e Provincia Autonoma di Bolzano
Ciprian Ciuclea, Catalin Cretu (Romania): 2565 main [Relative Position], in collaborazione con 4Culture e Istituto di Cultura Rumena
Emil Ivanescu_TACTIC (Romania): B.L.B._border/less/body

Dalle ore 21:00
– Installazione/performance: – Corinne Mazzoli (Italia): Orbita Zero
– Installazione/performance: – Tomaž Grom (Slovenia): Visual Hallucination / Auditoru Hallucination (Unrepetable) – Musical Instrument, in collaborazione con “Disobedience Festival”

– Danza/Suono: – Thomas Kortvélyessy (Belgio), Benjamin Strauch: poidespaces
– Elettronica di ricerca: – Giulia Vismara (Italia): Paraphernaila
– Dj Set: – LECRI (electronicgirls, Italia)
[Le installazioni permanenti saranno fruibili tutti i giorni dalle ore 20:00]

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Drammaturgie sonore. Seminario di Valentina Valentini e Walter Paradiso. Electro Camp IV, 8-10 settembre 2016

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SEMINARIO
Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video
a cura di Valentina Valentini e Walter Paradiso

ELECTRO CAMP IV festival
International Platform for New Sounds and Dance
Forte Marghera, Venezia-Mestre, 8-10 settembre 2016
organizzazione a cura di associazione culturale Live Arts Cultures

Tema del seminario
La scrittura dei suoni è una scrittura che rimane sempre guidata dall’oblio di ciò che raccoglie. Questo perché niente di quanto viene scritto su ciò che si è udito arriva ad essere acquisito una volta per tutte. Ciò che la scrittura vuole trasmettere si misura costantemente con il rischio dell’incertezza, della fragilità di quel fenomeno che è l’ascolto, quanto quello della fugacità di qualsiasi messaggio veicolato dal suono. La difficoltà aumenta nei casi di spettacoli di danza o teatrali e di installazioni audiovisuali, che sono i campi che si intende indagare, utilizzando contributi metodologici interdisciplinari. L’intento è quello di riformulare una mappa, e anche più di una, di concetti, regole, campi applicativi, per potersi muovere in quelle che sono i percorsi del suono. Se ne possono conoscere gli aspetti fisici, gli andamenti nello spazio, la strumentazione, e le varie forme musicali. Il seminario si basa sull’ascolto e l’analisi di un variegato repertorio di drammaturgie sonore che includono figure vocali ( il silenzio, il grido, il gesto sonoro, le voci acusmatiche, gli scarabocchi fonetici…); il rapporto fra suono e azione (movimento e immobilità, azione singola e di gruppo); fra suono e immagine in movimento.

CASI DI STUDIO
The Refusal of Time di William Kentridge
Five horizons di Ryochi Kurokawa
Spettacoli: Alvis Hermanis, The Sound of Silence (2008), Viaggio al termine della notte, Socìetas Raffaello Sanzio

A chi si rivolge
Il seminario è aperto ad artisti, studiosi, ricercatori, curiosi.

Date e orari
8 – 10 settembre
orario: 17.30 – 19.30

Come iscriversi
Inviare la richiesta di partecipazione entro il 1° settembre a info@liveartscultures.org
Indicare nell’oggetto della mail “Valentini Paradiso – Seminario”

COSTO
20 €; 7 € a sessione

VALENTINA VALENTINI
Insegna arti performative e arti elettroniche e digitali, Sapienza, Università di Roma. Ha dedicato vari studi storici e teorici al teatro del Novecento: “Nuovo teatro Made in Italy” (Bulzoni 2015), “Drammaturgie sonore” (Bulzoni 2012), “Mondi, corpi, materie. Teatri del secondo Novecento” (Mondadori 2007), “Dopo il teatro moderno” (Politi 1989), “Il poema visibile.
Le prime messe in scena delle tragedie di Gabriele D’Annunzio” (Bulzoni 1993), “La tragedia moderna e mediterranea” (Angeli, 1991); alle interferenze fra teatro e nuovi media (“Teatro in immagine”, Bulzoni 1987) e alle arti elettroniche (“Medium senza Medium,” Bulzoni 2015; “Le pratiche e Le storie del video”, Bulzoni 2003). Pubblica su riviste nazionali e internazionali (Performance Research, PAJ, Biblioteca Teatrale, Close Up, Imago). Ha diretto il Centro Teatro Ateneo, centro di ricerca sullo spettacolo, Sapienza, Università di Roma dal 2011 al 2015.

WALTER PARADISO
Artista e PhD. Lavora con il video e con il suono, attraverso una ricerca che recupera la dimensione narrativa nei territori delle arti elettroniche e performative. Un racconto che si costruisce attraverso l’attraversamento di luoghi arcaici reinseriti nella sfera del quotidiano e la voce narrante del corpo dei danzatori.

Maggiori info: http://liveartscultures.weebly.com/electro-camp-4.html

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/liveartscultures/

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1713620115557583/

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Segnaliamo inoltre i due workshop dedicati alla danza e al suono nell’ambito dello stesso festival, con Ronit Ziv (Israele) e Seijiro Murayama (Giappone); info http://liveartscultures.weebly.com/electro-camp-4.html

“Noi corridori veloci” di Teatro Valdoca a Forte Marghera

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copyright M. Donato

NOI CORRIDORI VELOCI
Evento di chiusura di COMIZI D’AMORE
terzo laboratorio di Teatro Valdoca
in collaborazione con Live Arts Cultures
Domenica 24 luglio, ore 20.00
Forte Marghera, Mestre (VE)

Io voglio diventare indocile.
Io comincio a pensare
che sarò indocile.
Io comincio a pensare
che niente è immodificabile.
Io comincio a pensare
che adesso tocca a me.
Adesso tocca a me
fare di questo mondo
un buon mondo.

Mariangela Gualtieri

Che cosa può fare chi oggi ha vent’anni? Quali pratiche di resistenza può mettere in atto in questo tempo in cui ognuno è frastornato in se stesso, abbandonato ad un privato, personale e generale ottenebramento?
Come immunizzarsi rispetto agli innumerevoli ordini seducenti, alcuni taciti e pervasivi, altri rimbombanti, ordini che vengono impartiti in ogni momento, dalla pubblicità, dal mercato mondiale, e anche dalle gravi omissioni di un mondo adulto disorientato, di maestri imbozzolati nel proprio narcisismo, di docenti depotenziati e senza un magistero efficace?

Sono queste alcune delle domande che hanno nutrito il seminario Comizi d’amore organizzato da Teatro Valdoca, il cui esito sarà presentato domenica 24 luglio (ore 20.00) a Forte Marghera, con la conduzione di Cesare Ronconi e di Lucia Palladino al movimento, testi di Mariangela Gualtieri. L’esperienza conclusiva di un percorso, che ha toccato prima di Mestre anche altre città, vedrà la partecipazione di oltre trenta tra attori, performer e musicisti, e sarà realizzata grazie alla collaborazione con l’associazione culturale mestrina Live Arts Cultures per il terzo anno consecutivo. (altro…)

Electro Camp. Dal 9 al 13 settembre a Mestre ritorna il festival di Arti Performative

Electro Camp 3

Foto di © Lorenza Cini

“Electro Camp” è una piattaforma dedicata alla ricerca e alla sperimentazione dei diversi linguaggi delle Arti Performative, con una particolare attenzione all’intreccio tra diversi ambiti della performance, come la relazione tra suono e movimento, la musica elettronica e elettroacustica, il video making.
Il festival giunge quest’anno alla terza edizione, e avrà luogo dal 9 al 13 settembre presso Forte Marghera, Mestre (Ve), negli spazi delle Polveriere austriaca e francese.
Il festival è curato e organizzato dall’Associazione Culturale Live Arts Cultures ed è un momento di apertura e restituzione pubblica, un’occasione di osservazione e confronto di nuovi punti di vista sullo stato delle Arti Performative.
Ogni serata vedrà la partecipazione di artisti che operano a livello internazionale e che presenteranno installazioni, performance e live set.
Nell’articolato programma saranno due i momenti di presentazione pubblica di lavori di ricerca che gli artisti ospiti sono stati invitati a realizzare specificamente per quest’edizione: “Partitura per un corpo” e “Racconto solido”.
Un interesse particolare è stato riservato ad artiste. Danzatrici, performer e musiciste attive sia in Italia e all’estero: Laura Moro (ha lavorato tra Tel Aviv, Stoccarda, Washington, e Berlino); Margherita Pirotto (tra Italia e USA); Silvia Costa (opera tra l’Italia, Parigi e la Norvegia); Karine Dumont (Francia); Marta Ciappina (ha lavorato tra l’Italia, New York, Parigi e Amsterdam); Caterina Barbieri (tra l’Italia, Stoccolma, il Regno Unito e il Portogallo); Andrea Hackl (Austria) e Jasna Velickovic (Serbia), entrambe residenti ad Amsterdam; Patrizia Oliva (tra Italia, Germania e Vietnam); Anna Clementi (italosvedese, si muove tra Stoccolma, Berlino e Roma); e poi Patrizia Mattioli, Psch-Pshit, Chironomia, Le Cri, B.E.A. saranno presenti al Festival  e – grazie alla loro esperienza – rappresentano una contributo artistico rilevante e rappresentativo della scena artistica contemporanea nel campo delle arti performative.  Alcune di loro, in particolare, lavorano con la voce, con la parola e con il gesto in modo nuovo e innovativo.

Scarica il programma qui: cs web Electro Camp 2015

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ELECTRO CAMP FESTIVAL 2015
III Edizione
9 – 13 settembre Forte Marghera, Mestre (VE)

Festival indipendente di Arti Performative a cura di Live Arts Cultures

“Electro Camp” è un festival indipendente
a cura di Associazione Live Arts Cultures
con il sostegno di Marco Polo System G.E.I.E., Cooperativa Controvento e la collaborazione diell’etichetta discografica electronicgirls e Schiume Festival

Luoghi: polveriera austriaca e polveriera francese, Forte Marghera, Mestre (VE)

Info: liveartscultures.weebly.com ; info@liveartscultures.org

Ingresso: gratuito; tesseramento Live Arts Cultures qui

Mercoledì 9 e domenica 13, inizio ore 19.30
Giovedì 10, venerdì 11 e sabato 12 inizio ore 21.00

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Programma

MERCOLEDì 9 SETTEMBRE
MOB | mobile vulgus_Massa. (2014)

Installazione di COLLETTIVO JENNIFER ROSA
 
Ri-tratto in nero
Installazione a cura di Mariaelena Stocchi
Racconto Solido
Installazione di Alberto Favretto, Elisa Bortolussi
DJ SET
LECRI*GIOVEDì 10 SETTEMBRE
PERFORMANCE
Art(h)emigra Satellite
La Volta Ossea
di e con
Laura Moro: ideazione e coreografia
Matteo  Cusinato: musica e disegno luci
una produzione Art(h)emigra Satellite
con il supporto di C32 Live Arts Cultures
e La Conigliera Teatro – AnagoorPartitura per un corpo
suono: Solar PlexRacconto solido
performer: Fagarazzi&Zuffellato / suono: Kalalunatic

LIVE SET
Caterina Barbieri
VON TESLA

*

VENERDì 11 SETTEMBRE
PERFORMANCE
Margherita Pirotto / Riccardo Marogna
M+P project
Inner Eye / Outer Ear
Dance and Music Improvisation
Margherita Pirotto: danza
Riccardo Marogna: sax tenore, synth, live electronics

Partitura per un corpo
suono: Chironomia

Racconto solido
performer: Marta Ciappina ; suono: Patrizia Mattioli

LIVE SET
Phlox 

Tiziana Lo Conte: Voce / Elettroniche / Diamonica / Oggetti
Alessandra Ballarini: Basso Elettrico / Oggetti / Voce
Gianluca Natanti: Strumenti elettroacustici autocostruiti / Elettronica
Danilo Aleandri: Live Video Art

IOIOI

*

SABATO 12 SETTEMBRE
PERFORMANCE
Andrea Hackl, Jasna Velickovic
‘RAIN BLURS’

improvvisazione di Andrea Hackl (danza e visual) e Jasna Velickovic (elettronica)

Partitura per un corpo
suono: Emanuele Wiltsch Barberio

Racconto solido
performer: Silvia Costa / suono: B.E.A.

LIVE SET
Patrizia Oliva
Psch-Pshit

DJ-SET
Cilloman/Spazio Aereo
*DOMENICA 13 SETTEMBRE
LIVE SET

Anna Clementi | Veniero Rizzardi
John Cage: Song Books
Anna Clementi (voce), Veniero Rizzardi (elettroacustica)
A seguire l’esito finale degli iscritti al laboratorio curato da Veniero Rizzardi.

“Tornare al cuore”. Cesare Ronconi e il Teatro Valdoca a Mestre il 26 luglio. Con un’intervista a Cesare Ronconi

FORTE_MARGHERA_2014

Domani, domenica 26 luglio, presso Forte Marghera a Mestre (Ve), vi invitiamo ad assistere all’happening Tornare al cuore, esito performativo dei laboratori tenuti da Cesare Ronconi – regista e con Mariangela Gualtieri fondatore del Teatro Valdoca di Cesena – tra Gubbio e Mestre (coinvolto anche lo spazio di Forte Mezzacapo e il Teatro di Marzo così come gli spazi di c32 e Live Arts Cultures).
Ho desiderato incontrare e intervistare Cesare Ronconi per entrare in questo lavoro con maggiore “attenzione”, la stessa che lui tiene sempre altissima verso il suo lavoro, la stessa che è richiesta dalla poesia, che gioca un ruolo importantissimo e fondamentale nei lavori del Teatro Valdoca.
Maggiori informazioni su www.teatrovaldoca.org e su liveartscultures.weebly.com/

© Alessandra Trevisan

L’anno scorso anno qui negli spazi di c32 a Mestre hai portato Avere attitudine al congedo, quest’anno invece Tornare al cuore. I titoli di queste due ‘azioni performative’ sembrano essere antitetici ma trovano, a mio avviso, almeno un punto di incontro nella parola ‘presenza’. Lo dici anche nel testo che introduce Avere attitudine al congedo: «Il divenire è nella presenza, non nella rappresentazione».

Non mi interessa la rappresentazione, è vero, ma la presenza. Che contiene l’assenza, anche, perché la forma pura della presenza è nel suo divenire, che necessariamente nella discontinuità postula l’assenza. È quello che succede anche nel suono, che contiene il silenzio. Questo è l’argomento del lavoro: quale parte di noi è presente, quale assente.
Se fossimo una cavità, in noi tutto potrebbe venire ad abitare, ma non siamo una cavità sola. È nell’attenzione, che è una forma di preghiera molto profonda, che abbiamo la possibilità di legare assenza e presenza e mettere in contatto tutte le presenze che sono innumerevoli, non solo umane.

Nel manifesto che presenta le idee cardine del lavoro ci sono delle parole chiave che mi portano a chiederti come lavoriate; i versi di Mandel’štam che chiudono il vostro testo critico: “Vita d’argilla! Agonia del secolo/ Ho paura che solo ti capisca/ chi porta sulla bocca l’impotente sorriso/ di chi ha perduto se stesso”. Mi pare che il riso, la solitudine ma anche la ricerca di un’appartenenza (insieme conflittuali, in qualche modo) siano alla base del vostro lavoro. Come si dipanano? 

Non si dipanano proprio. È impossibile venire a capo di questa mancanza. Io penso che il teatro colga la cavità di cui parlavamo prima, trovandone la corrispondenza nelle emozioni; il teatro è il presente puro e, secondo me, questo presente è l’unica cosa che davvero ci fa sentire che siamo vivi. È dopo un incendio che si vedono le strutture di un edificio, quando crolla un sistema ti accorgi che conteneva della vita, che l’ha vissuto sino ad allora. Probabilmente il teatro deve far crollare delle costruzioni linguistiche. Dopo, il paesaggio non è più quello di prima. 
Questo è un lavoro che per me avviene nel tempo lungo delle prove. Di questo tempo di lavoro ho bisogno. Ed è anche un po’ il mio piacere.

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