Lieto fine

Marinella Grosa – Cinque poesie da “Lieto fine”

Il lieto fine delle fiabe

Tu che cavilli intorno a deliziosi

biscotti al cioccolato

e temi che siano bocconi avvelenati.

Non hai forse rielaborato

le amarezze del passato

le paure dell’orco e della strega cattiva?

Ora comprendi la funzione

dell’amaro cordiale

e dei molti caffè con dehors

disseminati lungo il viale.

Abbiamo bisogno di una parola gentile

di un digestivo delicato

e di un futuro buono da corteggiare.

Incapaci di rinunciare – come siamo –

al lieto fine delle fiabe.

*

Serata d’estate in città

La tivù dei vicini

sempre accesa

la mia vita contesa

dalla voglia di spento.

Stavo a stento

nella stanza chiusa.

Il ventilatore stanco

di voltare a tempo

s’accasciò privo di vento.

Era il malcontento

d’una estate afosa.

*

Il corpo felice

Il corpo infelice

recide

snatura

paventa

si stanca

arranca.

Il corpo infelice assenta.

 

Il corpo felice si dice.

Sorride

si sente

comprende.

Il corpo felice raggiunge.

Agisce il corpo felice

fiorisce conosce supplisce.

Il corpo felice coincide.

*

Sono una collezionista nata

Sono una collezionista nata.

Tra tanta durezza

ho raccolto i miei sentimenti

in scatoline a forma di cuore

che tengo ordinate

nella teca dai vetri colorati.

E colleziono frasi:

“chiamami quando vuoi”

“hai tempo per un caffè”.

*

Come si teme il vento

Tu che hai compiuto rituali

per propiziare il cambiamento

adesso lo temi

come si teme il vento

che dall’oggi al domani

spazza via le foglie secche

e spezza i rami.

 

 

Marinella Grosa ha pubblicato due raccolte di versi, Geometrie dell’Attesa (Campanotto, 1996) e Lieto fine (Campanotto, 2010). Nel 1995 ha curato la prima traduzione dall’inglese delle poesie di Rodolfo Valentino (ed. Petrini Libreria, Torino).  Oltre che di poesia, si occupa di astrologia psicologica e floriterapia.