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Librai per un giorno – Venezia

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Librai per un giorno
sabato 30 novembre 2013 gli autori vi aspettano nelle librerie di Venezia e di Mestre per chiacchierare, consigliare e sfogliare libri.
A Venezia gli scrittori vanno a fare i commessi in libreria per aiutare le librerie. Lo stesso giorno la medesima iniziativa si tiene anche negli Stati Uniti: un gesto concreto per contrastare la crisi. Una buona scusa per curiosare in libreria, comprare un libro consigliato da uno scrittore, scegliere un regalo per Natale. Entrate, guardate, toccate, sfogliate, chiedete. I libri non sono tutti uguali, e neanche le librerie. Quello che trovate sugli scaffali dipende dai gusti del paron de casa e dalle esigenze dei suoi lettori. L’importante è entrare. Apprezzerete tutto quello che possono offrire le librerie veneziane: libri, passione, servizio, festa, svago, amicizia.Questa iniziativa è promossa da Venezia città di lettori

con il patrocinio dell’assessorato al Commercio del Comune di Venezia

 
Cafoscarina Michela Scibilia [mattino], Alberto Fiorin [pomeriggio]
Don Chisciotte Fabio Amadi [mattino], Marco Crestani [pomeriggio]
Giunti Sant’Aponal Davide Busato [mattino], Michela Scibilia [pomeriggio]
Giunti Strada Nova Andrea Molesini [mattino], Davide Busato [pomeriggio]
Marco Polo Tiziano Scarpa [10–11], Fulvio Ervas [11–13], Anna Toscano [pomeriggio]
Mare di Carta Cristiano Dorigo [mattino], Paolo Ganz [pomeriggio]
Miracoli Marco Crestani [mattino], Paola Zoffoli [pomeriggio]
Punto Einaudi Tiziano Scarpa [11.30–13], Tiziana Plebani [pomeriggio]
Studium Alessandro Marzo Magno [mattino], Cristina Gregorin [pomeriggio]
Toletta Paola Zoffoli [mattino], Alberto Toso Fei [pomeriggio]
Ulisse & Co Alberto Fiorin [mattino], Elisabetta Tiveron [pomeriggio]
Wellington BooKs Robin Saikia [mattino], Carla Toffolo [pomeriggio]

solo 1500 n. 79 – Il politologo non legge poesia (e manco narrativa)

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solo 1500 n. 79 – Il politologo non legge poesia (e manco narrativa)

Siamo di nuovo in campagna elettorale. Purtroppo. Di conseguenza è aperta la corsa al parere (intervista) al politologo (o sondaggista) di turno. Nei telegiornali funziona così: intervista al politico di uno schieramento, di un altro, rimbalzo da un altro e in mezzo: il parere volante del politologo. L’opinione viene strappata, solitamente, tra le mura domestiche (specialmente se i Tg sono quelli del periodo di festività natalizie). Il nostro politologo si lascerà cogliere in pullover scuro, davanti alla propria libreria. L’aria domestico-chic pare piaccia. Io non ascolto mai cosa dice l’esperto in pantofole ma guardo i dorsi dei suoi  libri. Il politologo non possiede narrativa, non legge poesia. Il politologo dentro casa sua tiene in bella vista soltanto dei corposissimi saggi. Vi pare possibile? A me no. C’è una scena che non vediamo: l’esperto sguinzaglia i figli a nascondere, nella migliore delle ipotesi, i Romanzi, nella peggiore i libri di Fabio Volo. La moglie che corre in bagno con la Littizzetto tra le mani. Le 150 sfumature arcobaleno nascoste sotto i cuscini del divano. Per non parlare del ragù spento per non fare odore. Che si inquadrino soltanto i manuali di sociologia. Solo che non ce li vedo i figli del politologo a nascondere un Pagliarani. Si spera in una libreria in altra stanza a sfavore di telecamera. Da vero illuso non voglio nemmeno pensare che il domestic-chic non abbia nemmeno un Elefante in casa.

Gianni Montieri

Solo 1500 n. 65: Quello che gli scatoloni ti dicono

Solo 1500 n. 65: Quello che gli scatoloni ti dicono

C’è poco da fare, ogni volta che si svuotano i ripiani delle librerie per traslochi, imbiancature, cambi di arredamento:  gli scatoloni ti parlano. Ti dicono le meraviglie di libri che avevi scordato di possedere e ti mostrano delle cagate pazzesche che ti erano ignote. Vuoi perché avevi rimosso l’acquisto sbagliato o il terribile regalo, vuoi perché proprio non sapevi di avere tal libro. Scopro, ad esempio di possedere un libro dal titolo “Crocodilia” di tal Ridley che credo non aver  letto e se non l’ho fatto o non lo ricordo ci sarà un perché. Mi ricordano, sempre parlando, mentre cerco l’incastro giusto per la distribuzione peso/spazio che ho due libri della Capriolo mai letti, vabbè. Mi fanno segno che “Groppi d’amore nella scuraglia” era solo infilato dietro un Dickens ma non sparito. Mi dimostrano, scientificamente, che certe edizioni economiche fanno talmente schifo da non essere adoperabili neanche per fare da base sul fondo. Saltano fuori un Flaiano perduto, un De Luca di troppo, uno splendido Richard Ford. Un paio di Pulitzer non meritati e quattro o cinque mancati. Sullo scaffale Roth, gli scatoloni fanno segno di sì.  Si litigano lo scaffale equamente diviso tra Foster Wallace e Carver, sorridono alla Kristof. “I canti del caos” di Moresco mi sbilancia il peso di qualsiasi scatola, Antò pure tu però. I Perdisa li metto con Bernardi: al sicuro. Poi gli scatoloni litigano perché si arriva alla poesia, tutti vogliono il Novecento, insisto perché si becchino un nutrito numero di contemporanei validi, tra sconosciuti e amici. E il resto? E il resto, niente.

Gianni Montieri