Leparoleelecose

5 poesie inedite di Andrea de Alberti

di Andrea de Alberti

apocalisse



Mi ha chiesto se la croce è la casa di Gesù.
Non potevo che rispondergli di sì,
il sangue non gli deve sporcare il cuore.
Siamo andati al cimitero da mio padre,
mi guardava incuriosito perché non gli avevo
detto niente, ma sapeva che eravamo entrati in una casa.
Credo pensasse che anche il più lontano dei volti
è degno di ammirazione.
Poi ha fissato suo nonno che rideva nella foto.
Mi ha detto: ho visto una croce sulle labbra del nonno,
come una farfalla che lo fa respirare.


14

Siamo in settembre e stiamo preparando un polittico
di stelle, un blazer a righe e una coperta di lana per l’inverno,
siamo i pronipoti di un’antica specie,
siamo in due, ci tenevo a dirlo, nella notte dimenticata dai satelliti
e dalle astronavi terrestri. Useremo  i sogni, non ridete vi prego,
e i sogni useranno noi.
Nonostante i computer avremo bisogno sempre di facce,
di lettere e di un nastro per registrare tutto quanto cercheranno di portarci via.
Come avrete capito abbiamo iniziato a vendemmiare,
i libri qui non c’entrano, l’indice è questo:
un dito che punta un altro dito.
Pensiamo al rendiconto. Il pensiero si è fermato
nel primo isolato dove la panchina
è vuota e l’albero non riesce a immaginare come
prolungarsi sul sentiero.
In questo momento disegniamo una veranda per fare spazio alla casa.
Ogni tanto ci fermiamo. Niente.
Le pannocchie tengono dentro il rumore della strada,
non ci sono segni di viaggiatori né cerchi concentrici nei campi di grano.
Ogni tanto una voce pesante ci dice: “non andatevene anche voi…”. Grazie.
Adesso ci aspettano a cena. Abbiamo chiuso le porte, ci guardiamo le scarpe.
Non siamo mai stati tanto felici a dieci chilometri da casa.


Ezekiel Dlamini pugile detto “King Kong”

Così mi sono lamentato
del tappeto troppo soffice
e dei guanti con la sabbia,
l’avanzata di un tempo terribile,
il bagno senza specchi,
le spugne per terra,
quando in un’altra provincia
combattevano sul ring
neri contro bianchi,
ballavo alle feste in Sudafrica.
Come sono stanchi i piedi,
come sono verdi
questi cadaveri di carne:
la candela si è spenta,
il motivo è stato comunicato
come funebre notizia,
sono tornato normale,
rovesciato nel fremito
raccolto di un altro alveo senza terra.
Ho scoperto il miracolo della pioggia,
la calamita naturale,
la spugna senza acqua,
sento la mia bella voce sul ring,
soffocata dalla guerra.


Apocalisse con figure

E venne il giorno come origine dell’elezione
nell’esperienza più diffusa del bene
dove chi vive l’amore ha un cosmo sottile
da costruire e lì rimane a giudizio del tempo.
Il capitano Kurtz sentiva gli elicotteri avvicinarsi
sottovento, pensava di essere King Kong
sulla cima del mondo.


Preghiera del capitano Kurtz

Questo amore purissimo
delle tre di notte
delle salite
delle coincidenze
delle attese marginali
delle stelle lattonate
dei piccoli indifesi
delle chiamate
delle persone abbandonate
delle madri
dei padri
dei cuori disidratati
di chi torna sulla terra
di chi non torna
di chi mi fa conoscere il bene
di chi mi fa capire quanto
non ho potuto capire nel male
e se il bene è nel bene e se
così non sarà per sempre anche per il male.