Lee Wilson Dodd

Ernest Hemingway – Canto per i critici (post di Natàlia Castaldi)

Augurio  [ per un certo signor Lee Wilson Dodd  e chiunque tra i suoi amici lo desideri ]

Ernest Hemingway

Canto per i critici
con le tasche piene di ranno
ventiquattro critici
che con me ce l’hanno
sperano che crepi
che ti lasci andare
per poter essere
i primi ad annunciare
ogni sintomo di debolezza o di rapido declino.
(Sono tutti uguali, il tedio è genuino,
sordide catastrofi, bara col destino,
gente volgarissima, personaggi da strapazzo,
tossicomani, soldati, prostitute,
uomini senza cazzo*)
Se non vi garbano, io certo non vi adulo
e invece d’un consiglio mi compiaccio
ficcateveli su per il culo
Questo, ragazzi, è l’augurio che vi faccio.

*. . . . . . . .

(Parigi, 1927 – “Little Revew”, maggio 1929)

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Ritratto di signora
(Stralcio)

Ora lo diremo con una piccola poesia. Una poesia che non
avrà alcun valore. Una poesia di cui sarà facile sbarazzarsi con
una risata e che non avrà alcun significato. Una poesia cattiva.
Una poesia scritta da un uomo risentito. Una poesia scritta
da un ragazzo invidioso. Una poesia scritta da un tale
che una volta era inviatato a cena. Non è una bella poesia.
Una poesia dove non si parla dei Sitwell. Una poesia che non è
mai stata in Inghilterra. Una piccola poesia che ferisca i
sentimenti. Una poesia dove non ci sono corvi. Una poesia in
cui non muore nessuno. Una piccola poesia che non
parla d’amore. Una poesia cheap.
Una poesia che non val la pena di scrivere. Una poesia che
perché si scrivono poesie così? Una poesia che è una poesia.
Una poesia che faremmo meglio a scrivere. Una poesia che
potrebbe essere scritta meglio. Una poesia. Una poesia
che dice una cosa che sanno tutti. Una poesia che dice una
cosa che la gente non ha pensato.
Una poesia insignificante. Una poesia o no.

Gertrude Stein non era una babbiona
Gertrude Stein era solo una pigrona.

Ora che tutto è finito forse c’era una grossa differenza se era una cosa che ti stava a cuore.

(Parigi, 1926) (altro…)