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PoEstate Silva #30: Mario Campanino, da “L’angelo morto”
Continua a leggere: PoEstate Silva #30: Mario Campanino, da “L’angelo morto”I. Ho visto un angelo sul marcapiede in mezzo a tante irrilevanti cose come apparso all’improvviso ma non come una sorpresa o una cosa serbata né come un enigma apparso lì semplicemente come in un’epifania non di cosa violata. IV. Oltre il filo c’era il corpo afflosciato sul marciapiede solo un poco disteso come…
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PoEstate Silva #27: Biagio Cepollaro, da “Al centro dell’inverno”
Continua a leggere: PoEstate Silva #27: Biagio Cepollaro, da “Al centro dell’inverno”da Tra i due lembi della notte il corpo sfoglia i decenni come fa per i petali della margherita ciò che sembrava il tempo lungo di una vita si conferma ora un battito di ciglia: prodigiosa è questa capacità della specie di ricordare e trasmettere. miracolosa è questa sua capacità di bellezza nel cuore di…
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Alessandro Fo, Tre poesie per Edda Laghi Corrieri
Continua a leggere: Alessandro Fo, Tre poesie per Edda Laghi CorrieriTre poesie per Edda Laghi Corrieri 1. Casa di riposo «Il Balcone» «È questa solitudine» (piangendo) «… Non la si vince, professosre… Non.. Non la si vince…» (Più tardi invece) «E questa solitudine si vince anche… Che vuole, si prende quello che viene… E anche la si vince… Ma è (piangendo) che non ho notizie… ormai…
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Gassid Mohammed: due poesie da “La vita non è una fossa comune” (L’arcolaio, 2017)
Continua a leggere: Gassid Mohammed: due poesie da “La vita non è una fossa comune” (L’arcolaio, 2017)Gassid Mohammed, La vita non è una fossa comune, L’arcolaio, 2017 In Iraq la morte è diventata un terzo fiume sulle sue rive galleggiamo vivi e morti. Sangue e resti umani sulle pareti delle nostre menti come le pareti di un ristorante o di un bar in cui è esplosa la morte. Tante persone…
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Damiano Sinfonico: tre poesie da “Lingualuce”
Continua a leggere: Damiano Sinfonico: tre poesie da “Lingualuce”“Di che pianeta sei” mi fu chiesto ad un tratto. Eravamo divisi in squadre, ognuna con un nome del sistema solare. Ero in quella di Venere, ma “Terra” risposi per depistarlo. Nei suoi occhi passò un fiocco di stupore e indietreggiò dolcemente, riversandosi nel suo anello. Nelle biblioteche di provincia la voce roca…
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Andrea Leone, Ricongiungimento (inedito)
Continua a leggere: Andrea Leone, Ricongiungimento (inedito)Recente vincitore del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como per la poesia edita, Andrea Leone ci regala questo inedito. La ragione del Premio è contenuta nella seguente dichiarazione ufficiale: «In una lingua fatta di ripetizioni e liturgie, l’autore alza il suo canto folle, la sua invocazione perché un altro mondo abbia luogo, perché risplenda…
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proSabato: Emidio Montini, Nove
Continua a leggere: proSabato: Emidio Montini, NoveNove Essere crocifisso nell’azzurro è la più terribile delle punizioni. Per avere veduto il vero, lo stato della Casa. Le blatte lungo i muri, dietro gli stipiti. Le migrazioni delle cimici, la sottile conquista di ogni responsabile spazio, e scarafaggi a milioni coi loro dentini aguzzi a attaccare le fondamenta. Il senso dei miti è…
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Gianfranco Fabbri, Il tempo del consistere
Continua a leggere: Gianfranco Fabbri, Il tempo del consistereGianfranco Fabbri, Il tempo del consistere, L’arcolaio, 2016, € 12,00 I testi che compongono Il tempo del consistere risalgono agli ultimi quattro anni del Novecento, secolo amatissimo da Fabbri. L’autore ci regala una scrittura capace di attraversarlo per intero, questo secolo. Una vena, capace di dirci quanto questo periodo abbia fatto soffrire, certo, e…
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“Salgo sul palco che un giorno ho contemplato”. Hohenstaufen, di Andrea Leone
Continua a leggere: “Salgo sul palco che un giorno ho contemplato”. Hohenstaufen, di Andrea LeoneVenti poesie, un distillato. Una fermezza speciale nel testo, una forza che deriva, io credo, da un tremore a lungo appartenuto all’autore. Una poesia “grossa”, vasta, alta e solenne, quella di Hohenstaufen, larga, capiente: un dettato che possiede senz’altro molta grandezza, e molta vertigine. La scrittura di Leone ha in questo un fascino terribile, e invita…