L’angelo morto

PoEstate Silva #30: Mario Campanino, da “L’angelo morto”

I.

Ho visto un angelo sul marcapiede
in mezzo a tante irrilevanti cose
come apparso all’improvviso
ma non come una sorpresa
o una cosa serbata
né come un enigma
apparso lì semplicemente
come in un’epifania
non di cosa violata.

 

IV.

Oltre il filo c’era il corpo
afflosciato sul marciapiede
solo un poco disteso
come fosse crollato già morto
e un poco raggomitolato
ma nient’affatto come un bambino
non aveva le mani giunte
non era in posizione fetale
piuttosto ocme una corda buttata a terra
senza nessuna memoria di forma (altro…)