La vita le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro

PoEstate Silva #4: Erminio Alberti, da ‘La vita, le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro’

 

VASSALLAGGIO

donna che il volto celate al suo sguardo
lasciate che Serlo vi possa omaggiare;
vi offre servigi, in onore egli soffre:

mai vidi le ginocchia sue toccare
terra e omaggiare alcun uomo potente;
forse al suo zio, null’altri: eppure

per voi in terra come biscia movrebbe.
Egli ha buon sangue, e illustri natali,
dai prodi daci la pianta discende:

se invero Sigfrido prese la bella
Brunilde, di Serlo parvenza avrebbe
il loro figlio. Le vesti più ricche

egli ha indossato, le donne di corte
tutte ha implorato perché cucissero
di oro e diamanti una tunica, che

davanti alla vostra bellezza possa
non sfigurare. Lasciate che giostri
sotto la vostra finestra! Che possa

mostrarvi coraggio e valore, come
è d’uso nella battaglia all’eroe:
ciò che vi è chiesto è solo uno sguardo

(e la sua vita sarà in mano vostra):

 

Pace sono le verdi colline che si stagliano
silenziose al sole gentile d’aprile

Pace gli orizzonti vasti
del mare verso il limine confine
del senza fine

Pace le grandi nubi che brucano come vacche grasse
l’erba fine delle stesse colline
e non è mai stasi, è sempre conflitto e scontro.
Ma sentendo il clangore che genera il logos
giunge all’animo Pace, nonostante le mani vogliano
impugnare di nuovo la Spada.

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Erminio Alberti, La vita le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro, Samuele editore, 2018