La Signorina di Cro-Magnon

Anna Lamberti-Bocconi, La signorina di Cro-Magnon

lambertibocconi - foto di thomaspopoli

Anna Lamberti-Bocconi, La signorina di Cro-Magnon, edizioni Sartoria Utopia, 2014, € 20,00

 

Quando lessi per la prima volta Canto di una ragazza fascista dei miei tempi (Transeuropa, 2010) di Anna Lamberti-Bocconi rimasi folgorato, e in seguito da quel libro non mi sono mai staccato, tornandoci diverse volte, ogni volta con più attenzione, senza però perdere lo stupore della prima lettura. La folgorazione di quando si incrocia il talento e ci si sente bene, come sempre si vorrebbe stare davanti a un libro. Quel libro era un poemetto in cui la storia e l’attualità, metrica e ritmo, si fondevano in maniera esemplare, un libro che non avuto il giusto riconoscimento. Ma il talento non si può mettere da parte, non sparisce ed ecco che ritorna. Oggi, nel 2014, a primavera, dentro un libro fatto a mano dalle tipe di Sartoria Utopia: La signorina di Cro-Magnon. Terminata la lettura del libro mi sono domandato se questo, per la Lamberti-Bocconi, possa essere il libro della vita e della vita fin qua. Che siano queste le poesie con cui ha deciso di marcare il confine e di mostrarci quello che è stato fin qui. Quello che è stato per lei ma anche per noi che leggiamo e ci incantiamo.

 

Guardare la disfatta evolutiva con tremendo distacco –
io, la signorina di Cro-Magnon, in piedi sugli acquedotti
romani, su dolmen e menhir – averlo dentro il futuro
tutto saputo già […]

(pag. 9)

[…]Sempre le stesse cose, che ne sarà
di me che ripeto e ripeto e ripeto canti
come da un iceberg, staccato dalla banchisa.[…]

(pag. 14)

 

La signorina di Cro-Magnon è una raccolta fitta e intensa, che concede poche pause e lascia invece molto spazio alla riflessione e alla meraviglia. La miseria umana è la grande protagonista di questi testi. «La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più[…]», scriveva David Foster Wallace (scrittore molto amato anche da Lamberti-Bocconi) ne Il re pallido (Einaudi, 2011); il nostro essere piccoli e soli, toccati e segnati in maniera indelebile dalle cose che accadono o che non accadono, da quello che perdiamo per sfortuna o per incapacità, dalla tenerezza (se va bene) e dai: doveva andare così (se è andata male). Dall’amore che sempre ci salva.

 

Alcune cose reputo piacenti
in questa vita che non mi dà pace:
bere del vino bianco col panino;
avere dei gatti certosini;
guardare una persona come tutti
sulla sedia a rotelle mentre ride;
andare al ristorante “Piero e Pia”
quando qualcuno mi viene a trovare.
Di tutte queste cose si materia
la mia incredibile solitudine.

(pag. 54)

 

La disperazione e la morte sono il filo che lega le molte poesie di questo libro. Tematiche difficili ma che chi scrive sul serio non può non affrontare, la differenza sta nel modo in cui le si racconta. Anna Lamberti-Bocconi, come Saramago o come Anna Maria Carpi, sa bene che la disperazione e la morte (ma anche la solitudine) sono cose che stanno con noi, cose che non si possono evitare, allora si può provare a renderle quasi amiche, parlando loro, tirandole per la manica della camicia e dire cose come: tu sei la morte ma io ho imparato a guardarti e a aspettarti, nel frattempo vivo, a volte con poco e, credimi, quel poco è già tanto e di questa nostra condizione, se mi gira: rido. O piango. Un forte odore di Milano, di posti veri, si respira. La Milano delle cucine, delle bocciofile, dei tram. La Milano che ti ammazza e che ti risolve la giornata. Milano è grigia solo per chi non sa guardarla.

C’è poco da fare, queste poesie arrivano dirette dove devono arrivare e non lasciano indifferenti, sono poesie vere. Non stupiscono né il perfetto controllo metrico di Anna Lamberti-Bocconi né il senso del ritmo, elementi, che contraddistinguono tutta l’opera della poeta di Città studi, elementi che non cedono mai il passo, il significato e il suono viaggiano sempre insieme.

Anna Lamberti-Bocconi sta dalla parte di chi prova a tenersi in piedi, che resiste alle botte che la vita dà, di chi sa che ogni tanto il cielo ritorna blu, per tutti. La poeta impara il disincanto ma non scorda la compassione.

 

©Gianni Montieri

 

 

Guardando le verdure,
il loro disfacimento composto
di fronte alle procedure,
mi chiedo se si può
dire di no alla morte:
se piano, se più forte,
se solo per amore.

(pag. 86)

 

Sogno di bere una fanta in una bocciofila
poco davanti a una fontana che gocciola,
dopolavoro di autisti e tranvieri, domenica,
sole d’estate che avvita i suoi raggi nell’anima.
Lì piano piano potresti capire che esisto
sempre, con te, senza te, col cuore di vento,
come la linea più bella che traccia una rondine
quando nel cielo rincorre l’arte di perdere.