La presenza di Erato

Premio letterario “L’albero di rose” – III edizione

 

III edizione del Premio Letterario
“L’albero di rose”

dedicato alla Festa del Maggio di Accettura

 

REGOLAMENTO

  • Il Premio è composto da tre sezioni:

Sezione I – Poesia inedita ispirata ai temi, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero.

È necessario inviare da una a tre poesie inedite. Ciascuna delle poesie non deve superare i trenta versi, preferibilmente per complessive 150 parole.

Sezione II “Leonardo Sinisgalli” – Poesia inedita ispirata ai temi di Sinisgalli antropologo: la poesia che scaturisce dall’urto con gli oggetti, simboli di culti primordiali; la mitologia domestica, la mitologia del luogo grezzo e sobrio. È nel luogo che meglio si leggono “le formule semplicissime che regolano il mondo”.

È necessario inviare da una a tre poesie inedite. Ciascuna delle poesie non deve superare i trenta versi, preferibilmente per complessive 150 parole.

Sezione III – Poesia edita; la silloge deve essere edita dal giorno 1° gennaio 2016 al 30 giugno 2018. (altro…)

Premio letterario L’albero di rose – II edizione

 II edizione del Premio Letterario
 
“L’albero di rose”
 
dedicato alla Festa del Maggio di Accettura
 

REGOLAMENTO

Il Premio è diviso in cinque sezioni:

Sezione I – Poesia edita; la silloge deve essere edita a partire dal giorno 1 gennaio 2014 al giorno del 15 luglio 2017.

Sezione II – Poesia inedita, a tema, ispirata alla Festa del Maggio, ai culti arborei e al rapporto tra l’uomo e l’albero; è necessario inviare da una a tre poesie inedite. Ciascuna delle poesie non deve superare i trenta versi, pena l’esclusione dal premio.

Sezione III – Poesia inedita a tema libero; è necessario inviare da una a tre poesie inedite. Ciascuna delle poesie non deve superare i trenta versi, pena l’esclusione dal premio.

Scuole

Sezione IVComponimento a tema, in prosa o poesia, ispirato alla Festa del Maggio, ai culti arborei e al rapporto tra l’uomo e l’albero, sezione riservata agli studenti della classe 5^ primaria e delle classi 1^, 2^, 3^ della scuola secondaria di primo grado. Ciascun componimento non deve superare le tre pagine, pena l’esclusione dal premio.

Sezione VComponimento a tema, in prosa o poesia, ispirato alla Festa del Maggio, ai culti arborei e al rapporto tra l’uomo e l’albero, sezione riservata agli studenti di tutte le classi di licei e scuole secondarie di secondo grado. Ciascun componimento non deve superare le tre pagine, pena l’esclusione dal premio.

 

Qui è possibile scaricare il bando.

Qui è possibile scaricare la scheda di partecipazione al premio.

 

Per saperne di più sulla Festa del Maggio di Accettura:

www.ilmaggiodiaccettura.it

 

Premio letterario “L’albero di rose” – I edizione

Accettura, Festa del Maggio

Accettura, Festa del Maggio

Il Comune di Accettura, il Maggio di Accettura, la presenza di Èrato presentano la I edizione del Premio Letterario “L’albero di rose” dedicato alla Festa del Maggio di Accettura.

Qui per scaricare il bando.

Qui per scaricare la scheda di partecipazione al premio.

 

In Apulien, 14 – Francesco Cagnetta

Trommeln in den Höhlenstädten trommeln ohne Unterlaß
weißes Brot und schwarze Lippen
Kinder in den Futterkrippen
will der Fliegenschwarm zum Fraß

Tamburi nelle città cave rullano senza sostare
pane bianco e labbra nere
nelle greppie bimbi a schiere
vuole di mosche il nugolo gustare

Ingeborg Bachmann, In Apulien

(traduzione di Anna Maria Curci)

Questa rubrica propone itinerari di lettura tra voci della terra di Puglia. Alcune di queste sono note, altre meno, altre ancora sono state troppo presto dimenticate. La quattordicesima tappa è dedicata a Francesco Cagnetta, nativo di Terlizzi.

Francesco_Cagnetta

Ho ascoltato per la prima volta nell’estate del 2015, tra i sassi di Matera, i versi di Francesco Cagnetta, chiari, ruvidi, diretti. La lettura, successiva all’ascolto, dei suoi inediti ha rafforzato l’impressione iniziale di un dettato sicuro che attinge a due fonti primarie: i viaggi quotidiani nelle letture amate – Vittorio Bodini innanzitutto – e l’altrettanto quotidiano duetto con un tempo storico vissuto per lo più come antagonista. Di qui l’alternanza, nei testi, di autoritratti che alla narrazione di allenamenti a un’opposizione, che si riconosce come strenua e vana, affiancano la constatazione, ridotta all’essenziale, di un’identità “disossata”,  e di precetti non privi di ironia, tutti – autoritratti e precetti – lanciati da avamposti scomodi, spogli, spolpati (il paesaggio delle Murge emerge qui, oltre che nelle immagini, anche attraverso scelte linguistiche legate a varietà di quell’area geografica), dinanzi a nemici che si sono resi invisibili. (Anna Maria Curci)

Alla mia stagione
facevano tremare i palazzi
scuotere gli arbusti di sussurri
e parole abbiette,
crocifiggere gli abissi
con la tempra della forca
e i confini della propria vigna.

Forse, che le tonache
non siano ancora dismesse.
Che il crepitio
sia del tutto indifferente
che la tenacia dei muscoli
sia rimasta sopita.

Che sia tutta colpa della foschia
frapposta tra lo sguardo ed i nervi.

*

Ho comprato attrezzi ferrosi
per allenare i muscoli
tutti i santi giorni.
Riscaldato il cuore
accelerato il battito
scandito
alle intermittenze della notte.
Ho la compostezza delle vene
espanse di bolle d’aria
che si fanno strada nel sottopelle
e nervi duri
da poter contrarre gli oceani.
Mi strozzo di fibre proteiche
ed alimenti ipercalorici
per ingrassare il temperamento
e la tenacia delle lame sottili
affilate per l’occasione.
Ho issato le bandiere di avvistamento
affinato i radar
e la percezione dell’olfatto.
Ho indossato l’armatura di frittura
l’elmetto di cartoccio
per la chiamata alle armi.

Ma qui il nemico non si vede! (altro…)

Inediti. Fabrizio Milanese: cinque poesie

 

.(immagine presa in internet. potrebbe essere soggetta a copyright)

VOGLIO UNA CASA PER RICORDARE

Voglio una casa per ricordare.
Un muro che assorba
il mio odore di fatica.
Un focolare spento
con cenere di betulla.

Stare nel mistero fecondo
di un baratto silenzioso:
un vaso con una pietra
per attendere la sera
e sognare soli e girasoli.

E in questo azzurro umido
posare l’immagine di un fiore.

.

IL CORTILE DELLE OMBRE

Vecchie fontane
parlano di madri e versi
nel cortile delle ombre.
Campagne arroventate
di padri con carri ricolmi.

Il carminio del tramonto
accenna la levità delle corone.

Nella calma
ogni orma è coperta
dal contegno della paglia.

. (altro…)