La pace vera è invece disarmata

La pace vera è disarmata. Lettera di Natalia Ginzburg in occasione dell’8 marzo 1984

 

La giornata dell’otto marzo vorremmo passarla pensando a quello che a tutti sta a cuore sopra ogni cosa: vorremmo passarla cercando d’immaginare un mondo in cui finalmente scompaia l’incubo della guerra e cercando di costruire, dentro di noi, un futuro di pace.
È difficile, al momento attuale, pensare alla pace e parlarne, e quando parliamo di pace le nostre parole suonano astratte. È vero che non c’è la guerra, oggi, in Italia, ma c’è la guerra in tanti altri luoghi e a Comiso fra poco installeranno i missili. E d’altronde il solo fatto che ci sia la guerra in tanti luoghi, vicini e lontani, rende difficile pensare alla pace e menzionarla come qualcosa di generico, di reale e stabile e possibile. Tuttavia è questo che dovremmo cercare di fare: dovremmo ricostruire dentro di noi un futuro, anche se ci sentiamo oppressi dall’incubo della guerra e incapaci di ogni ricostruzione. Domina, oggi, nel mondo, un’idea falsa della pace, ed è questo che dobbiamo cercare di combattere, sia utile o no, utopistico o no. L’idea falsa della pace è quella che regna in seno alle Grandi Potenze. Esse ritengono entrambe che sia giusto difendersi con le armi, con i missili, con la bomba atomica, con tutti i vari e diversi strumenti di strage che l’ingegno umano è riuscito ad inventare. Esse ritengono entrambe che sia giusto creare un equilibrio di forze, in modo che si crei una condizione di stremo spavento reciproco, e così la guerra sia tenuta lontana. Ma da una simile idea di pace, fondata sulle armi e sulla reciproca intimidazione, nasce la guerra. La pace vera è invece disarmata. La pace vera è quella che rifiuta ogni forma di violenza, e in primo luogo l’intimidazione e l violenza del pensiero. La pace vera è quella che sotterra le armi, rifiuta l’equilibrio delle forze, rifiuta di entrare anche un solo istante in questo gioco infernale. È chiaro che di questa specie di pace, nemmeno le premesse esistono, configurarsela è un’utopia. Ma quando manifestiamo per la pace è questa l’utopia che abbiamo nella nostra mente ed è questo, il disarmo totale di tutto il mondo, questo il futuro che vorremmo fosse destinato alla terra…

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In «Minerva: l’altra metà dell’informazione», 8 marzo 1984.