ipotesi corpo

Poetarum Silva: “cartoline” dal primo incontro (post di natàlia castaldi)

All’insegna di quello che potrebbe essere definito “spirito comunitario”, Poetarum Silva ha compiuto il suo terzo passo in avanti. Dal blog al libro, dal libro al reading. Si potrebbe dire che Poetarum Silva stia cominciando a configurarsi in una corporeità e quindi in una concretezza. Quella di Reggio Emilia è stata la prima uscita pubblica e altre ne seguiranno nel corso dei prossimi mesi.

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clicca sulla foto per vedere l’intero album relativo alla serata

Poetarum Silva coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che, direttamente e indirettamente, hanno contribuito alla riuscita dell’evento

Enzo Campi, Maria Grazia Moratti, Mariangela Guatteri, Mirella Gazzotti, Silvia Molesini, Giovanni Campi, Natàlia Castaldi, Antonella Taravella, Silvia Rosa, Pierluigi Tedeschi, Federica Gramiccia, Anna Maria Meliga, Lorenza Carretti, Stefania Crozzoletti, Arturo Moll, Lucia Bonacini, Luca Censi, Roberto Russo, Alessandro Scillitani, Lara Arvasi, Alessandro Cinelli, Alessandro Assiri, Cristina Bove, Giovanni Catalano, Glo’ D’Alessandro, Luigi Di Costanzo, Gabriella Garofalo, Vincenzo Mancuso, Luciano Mazziotta, Gianni Montieri, Andrea Pomella, Anna Maria Salvini, Antonella Troisi

 alla prossima …!

(ottobre in Sicilia?)

POETARUM SILVA – IL READING – REGGIO EMILIA

 

L’INCANTO DELLE PAROLE

DOMENICA   9  MAGGIO  ore 18.00

Galleria d’arte La Metamorfosi

Piazza Fontanesi – Reggio Emilia

 

“L’INCANTO DELLE PAROLE”

 

READING COLLETTIVO  CON

 

VELVET AFRI

ENZO CAMPI

GIANCARLO CAMPIOLI

CLAUDIO BEDOCCHI

NADIA BONEVA

ELENA LUSVARDI

ROSSELLA PENSERINI

  (altro…)

IPOTESI CORPO

Tutto cominciò nei primi mesi del 2009 quando scrissi il poemetto IPOTESI CORPO. Da quell’avvento l’idea di realizzare un evento in cui declinare varie e svariate ipotesi di corpi al lavoro. Così, ricevuto l’invito di organizzare una serata multimediale all’interno della ex centrale Enel di Reggio Emilia nell’ambito di un mini festival, nel luglio del 2009 nacque l’evento che vide coinvolti una serie di autori di varia estrazione.
Due video-mostre: Impronte di Francesca Vitale e La scelta di Cristina Cerminara. Una mostra fotografica: Opposti svelati di Federica Troisi. Una performance di action painting realizzata da Mariaestella Coli e una lettura drammatizzata: Artaud suite realizzata da Enzo Campi, Antonio Iorio, Francesco Forlani, Silvia Molesini.
Il tutto inserito in una cornice visiva (proiezioni di video di Maria Grazia Esu e Enzo Campi) e letteraria: una serie di Fabulazioni curate dal gruppo Samiszdat (Alessandro Cinelli, Lara Arvasi, Anna Maria Meliga, Donald Datti, Fabrizio Venerandi) e il reading Autoreverse di Francesco Forlani .

E adesso il poemetto IPOTESI CORPO è alla ricerca di un editore per fissare la sua esistenza su carta.

Qui di seguito alcuni frammenti del poemetto drammatizzati con elaborazioni grafiche e pittoriche tratte dai video proiettati nella serata.

 

Inventerò delle strutture
dove le immagini
sembreranno sorgere
da fiumi di carne
(Francis Bacon)

 

E dicevo in mezzo al vuoto,
vuoto delle sette eternità:
l’io non è il corpo,
è il corpo a essere l’io
(Antonin Artaud)

 

 

Enzo Campi

IPOTESI CORPO

 

 

sulla soglia
pende tende il viso
soma cosa?

 

peso inciso
nudo circonciso
sempre sprepuziato
s’attiva all’unghia
per vanificare la veglia
chi più ne ha
più ne escluda prego
non vedo altro
che gesti disaffaccendati
e il taglio in largo
si conduce al lungo
che ulula lunula
il gelido richiamo
per rapaci vari
e svariati vari
ribattezzati
vetro a vetro
incedono incidono
come schegge
a suggellare il rito
inalberando
il sigillo dell’encomio tribale
al palo insanguinato

[…]

 

[…]

io corpo dunque
solo peso
solo coito ininterrotto
getto di seme
a significare
disfare cosa?
e fa specie sapere
che il dolo
non è preso a nolo
e affrescato nell’istante
ma lucidamente reiterato
nel fluido fiume di carne
che riannoda
il punto al punto
l’uno raggomitolato
l’altro estinto
prima
trascolorato e vacuo
poi
insignito della carica suprema
che lo spinge ad apostrofare
il cosa
seguito dal punto di domanda

[…]

 

qui esposto
tre volte crocifisso
irrimediabilmente smembrato
pezzo a pezzo
per meglio specificarsi
e quantificare
il prezzo da pagare
per comprare
una lingua privata
del palato
ove impastare
la complessità del canto
qui smisurato e dettato
senza il punto
che permetterebbe l’a capo

[…]

solo una suppurazione
che ascende in nuce
senza salire del tutto
o quasi per niente
solo un bocciolo sfrangiato
per quanto organizzato
e vòlto alla copula primultima
nient’affatto imbellettata
privata del preliminare coccola cosa?
ipso
e fatto
e cementato
vieppiù colluso concluso
pietrificato al punto
costretto al contenimento
dell’unto originario
nella tensione ultima
ma mai definitiva
in cui rincorrere lo sperdimento

[…]

 

[…]

io corpo dunque
risuona si annoda sciogliendosi
sviene rinviene sordo
minando impalcature
sfiora la prossimità
in cui disfarsi
e cosa sarà mai
ciò che si sfalda
sotto l’alluce
senza graffiare
né amare né gridare aiuto?

magari cantare
per meglio toccare
tacciare tollerare
e mettersi in posa
postura su postura
e allora ridonda
si snoda attorcigliandosi
si sottopone
anteponendosi al peso
si sovrappone
posponendosi al sesso
s’estenua
sopravvivendo al cozzo
per testare testarsi
e rendersi al senso
dei sensi defraudati
seppur ingigantiti
e collerici
sempre tesi e resi
ceduti al miglior offerente
caduti sotto il giogo
del non sarà mai stato altro che questo

di
poco
in
meno
transitante
e
altero